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Giallo di Albino: il corpo carbonizzato è dell’operaio ucraino fotogallery

Le analisi condotte dai Ris di Parma hanno permesso di dare un nome al corpo carbonizzato ritrovato ad Albino l'11 ottobre. Si tratta di Vasyl Nykolyuk, operaio ucraino di 33 anni e proprietario della Opel Vectra data alle fiamme.

Le analisi condotte dai carabinieri del Ris di Parma hanno permesso di dare un nome al corpo carbonizzato ritrovato ad Albino nella mattinata di domenica 11 ottobre.

Si tratta di Vasyl Nykolyuk, ucraino di 33 anni, da dieci in Italia, residente a Bergamo, in via Berizzi e proprietario dell’Opel Vectra andata distrutta nel corso del rogo.

Nei giorni successivi al delitto, quando ancora l’identità del cadavere non era stata appurata, gli inquirenti avevano cercato di mettersi in contatto con l’operaio ucraino, che però era risultato irreperibile. Da qui i sospetti che il corpo carbonizzato fosse proprio quello di Nykolyuk.

Sospetti che hanno trovato conferma nella giornata di giovedì 22 Ottobre, quando dagli accertamenti scientifici si è potuta constatare l’effettiva identità della vittima. Un passo importante nella risoluzione di un giallo che però ha ancora molti lati oscuri. Resta infatti da stabilire se Nykolyuk fosse già stato ucciso prima che il rogo venisse appiccato, anche se, nel corso dell’autopsia, sul cadavere non sono stai rilevati traumi importanti o comunque riconducibili ad un’aggressione.

Intanto gli inquirenti sono al lavoro per cercare di ricostruire ciò che è accaduto nelle ore precedenti all’omicidio.

Nykolyuk, in compagnia di un gruppo di ucraini, avrebbe trascorso la serata di sabato 10 Ottobre prima nell’appartamento di un amico residente a Stezzano, poi in un locale di Curno. È qui che sarebbe scoppiata una lite tra connazionali che avrebbe fatto degenerare la situazione, sfociata poi nell’omicidio.

Solo ipotesi, nulla di certo. Per questo il cadavere rimarrà sotto sequestro per permettere alla scientifica di realizzare ulteriori accertamenti.

Luca Stroppa

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