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Gorle, Filisetti condannato Da sindaco “ingiuriò” l’allora consigliere Testa

Il Giudice di Pace di Bergamo ha condannato l'ex sindaco di Gorle Marco Filisetti per ingiuria a 400 euro di multa, a risarcire di mille euro l'attuale primo cittadino Giovanni Testa e a rifondere le spese legali della parte offesa per 2000 euro: il fatto risale al 2010 quando i due occupavano cariche opposte alle attuali.

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La commemorazione dei caduti negata e la querelle sul Centro di Aggregazione sono, in ordine cronologico, solamente gli ultimi due capitoli dello scontro tra l’attuale sindaco di Gorle Giovanni Testa e il suo predecessore Marco Filisetti che ora siede nei banchi dell’opposizione: un braccio di ferro che, però, affonda le proprie radici molto più indietro nel tempo quando le parti di consigliere comunale e primo cittadino erano invertite.

Al giugno del 2010 risale un episodio che, dopo cinque anni di attesa, ha avuto la sua prima risposta dal punto di vista giudiziario: il Giudice di Pace di Bergamo Giuseppe Gianoli ha infatti condannato l’ex sindaco Filisetti per ingiuria a 400 euro di multa, a risarcire di mille euro come parte offesa l’attuale primo cittadino Testa e a rifondere le spese legali per circa 2mila euro.

La querela era partita dopo che l’allora sindaco Filisetti, eletto l’anno precedente con il 32,5% dei voti, aveva consegnato una lettera ai cinque capigruppo che componevano il consiglio comunale, quattro di minoranza e uno di maggioranza, tra i quali figurava anche Giovanni Testa, come leader del gruppo Gorle una Voce Nuova che alle urne aveva raccolto invece il 31% dei consensi: il primo cittadino sosteneva di aver ricevuto da Testa la richiesta di ruoli da assessore per due componenti del proprio gruppo in cambio di un’opposizione più morbida.

Una versione che, da verbale, l’imputato ha smorzato nella deposizione del marzo scorso quando ha sostenuto che la richiesta non fosse per due assessori ma per una maggioranza allargata.

Secondo il Giudice di Pace, però, il fatto sussiste in quanto Filisetti avrebbe attribuito comunque ad un allora consigliere comunale la volontà di barattare una carica politica con un’opposizione meno dura.

Una ricostruzione e una condanna contro le quali Marco Filisetti ha già annunciato che presenterà ricorso.

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