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Crevit, aziende fuori dalla crisi con moneta complementare

Il baratto digitale come soluzione per le aziende desiderose di rilanciarsi, ma a corto di liquidità: ecco come funziona il circuito Crevit e i consigli del Ceo Marco Melega per verificare la stabilità di qualsiasi circuito di moneta complementare.

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Esplorare strade alternative per reagire alla crisi, coniugando tradizione e modernità. Se la morsa del credit crunch non si allenta, gli imprenditori italiani reagiscono tornando all’economia reale e rispolverando in chiave digitale l’antico metodo del baratto. Così è nata la moneta complementare Crevit: “Una soluzione per le aziende desiderose di realizzare progetti di rilancio, ma a corto di liquidità. Una forma di autodifesa dalla crisi e dalle complicazioni dovute all’euro – spiega Marco Melega, Ceo di Crevit –. Permette il risparmio di costi, la crescita del potere d’acquisto, una maggior semplicità e rapidità di scambi di beni e servizi, la nascita di un circolo virtuoso di vendite e acquisti a tutti i livelli”.

Il circuito Crevit

Crevit si comporta come un buono spesa virtuale emesso e accettato dagli stessi aderenti al circuito: sono stati già movimentati oltre 15 milioni di euro in controvalore per acquisti di beni, compravendite di immobili, forniture aziendali, pagamento di fatture insolute e persino ripianamenti di debiti. Cuore pulsante del sistema è il portale online, totalmente rinnovato a partire dal 5 ottobre: “E’ stato lanciato in versione Beta all’indirizzo www.crevit.com per favorire eventuali perfezionamenti anche su indicazione degli utenti. La versione definitiva, il cui rilascio è previsto per la fine dell’anno in corso, sarà ricca di contenuti,  semplice da usare, improntata a valori-chiave come chiarezza e trasparenza.”

Già ora, iscrivendosi gratuitamente online su crevit.it, le aziende possono iniziare a operare nel circuito, scambiando beni e servizi. Nel caso di mancanza di liquidità possono richiedere un fido, su cui pagare una commissione del 5% in euro, ma nessun successivo interesse. Il fido è ulteriormente rinnovabile nel caso l’azienda non avesse raggiunto il pareggio del conto nei successivi 24 mesi.

Le garanzie

“Prima di aderire a qualsiasi circuito di moneta complementare è importante che l’azienda ne controlli la solidità e la correttezza – consiglia il Ceo di Crevit Marco Melega -. Tra i principi fondamentali, ci sono l’affidabilità della società che governa il circuito, ovvero il suo patrimonio netto e l’assenza di debiti della stessa verso l’erario e verso le banche. Inoltre, la società deve garantire la presenza di un collaterale a tutela della spendibilità della moneta complementare e fare attività di marketing e comunicazione per implementare costantemente il circuito, in modo da massimizzare anche le opportunità offerte agli utenti. Infine, la società deve prevedere la possibilità di erogare credito secondo il potenziale del richiedente, e non solo in base a rating bancari; infine, assicurare l’elevata usabilità del sistema, gestibile interamente dall’utente”.

Progetto Consumer Friendly

In questa prospettiva Crevit ha siglato una partnership con l’Unione Nazionale Consumatori Piemonte, all’interno del progetto “Consumer Friendly”, apponendo al sistema un ulteriore sigillo di qualità a garanzia della correttezza offerta agli utenti.

"Crevit ha superato con successo tutte le complesse e approfondite fasi di analisi e verifica del cosiddetto ‘Progetto Consumer Friendly’, fiore all’occhiello di Unione Nazionale Consumatori", spiega l’avvocato Patrizia Polliotto, presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

. "Come altre aziende di differenti settori merceologici – prosegue l’avvocato Polliotto – Crevit ha scelto di sottoporre al vaglio dei legali e dei tecnici di Unione Nazionale Consumatori la propria modulistica contrattuale rivolta a privati e aziende. Ci è voluto un anno intero per riformularla ex novo, in un’ottica di maggior tutela e appetibilità per i consumatori. Ma ci siamo riusciti. Così facendo, grazie alla disponibilità e alla trasparenza mostrata dal Ceo di Crevit, Marco Melega, siamo riusciti a dare a Crevit il giusto strumento, senza privare di fatto il consumatore di uno strumento di business e sviluppo – oggi concretamente sicuro, testato e affidabile – con cui sopperire in modo nuovo alla crescente carenza di liquidità”.

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