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Castelli e case di lusso, a Bergamo sono 976 In Italia Imu per 91 milioni

La Cgia di Mestre ha diffuso tutti i dati e la ripartizione geografica delle abitazioni signorili, delle ville e dei castelli.

La provincia regina di castelli e case di lusso? Firenze, ma Bergamo si difende. La Cgia di Mestre ha diffuso tutti i dati e la ripartizione geografica delle abitazioni signorili, delle ville e dei castelli. Un tema mai così d’attualità: nei giorni scorsi l’abolizione della Tasi ha scatenato le critiche di chi accusava il governo di favorire i “super ricchi”. Il premier Matteo Renzi si è affrettato a smentire: “A differenza di quanto si dice con tono scandalizzato i castelli pagheranno (come per l’abolizione dell’Ici del 2008). Ironia della sorte: i castelli furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché considerate residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 (ovvero abitazioni di tipo signorile, abitazioni in villa, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, ndr) avranno lo stesso trattamento della misura del 2008″.

I 74.400 immobili di lusso presenti in Italia garantiscono alle casse dei Comuni poco più di 91 milioni di euro all’anno di Imu. Firenze e Genova sono le province dove la concentrazione è più alta sia in termini assoluti sia come incidenza ogni 10 mila immobili ad uso abitativo presenti in quelle aree.

In provincia di Bergamo sono 976 in totale e 15,6 ogni 10 mila abitazioni. A livello regionale sono le case di lusso lombarde a garantire il gettito Imu più “pesante”, con 17,8 milioni. Seguono la Toscana con 13,5 milioni e il Lazio con 12 milioni di euro.

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Commenti

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  1. Scritto da catasto

    Ville, castelli, baite, stalle trasformate in stelle. Se non si affronta una riforma seria del catasto, con la collaborazione responsabile degli enti locali (purtroppo certe volte collusi con i soliti noti) non se ne viene a capo. Le nuove rendite devono essere parametrate alle spese di manutenzione e, soprattutto, al reddito degli intestatari. Ma il governo ha voglia di identificare i redditi, cioè i soldi che consentono il pagamento delle imposte sugli immobili? Bella domanda!

    1. Scritto da Alberto

      Ma se uno ha già pagato le imposte sul reddito, perchè deve pagare le imposte sulla casa ancora in base al proprio reddito? La casa che si è comprato (pagandoci le relative tasse) è commisurata alle proprie aspettative e comunque al reddito per potersela permettere, quindi mi pare del tutto fuori luogo un’idea del genere.

      1. Scritto da catasto

        Mi spiego meglio. Se uno ha un reddito basso, non deve pagare l’imposta sull’immobile, anche se non è abitazione primaria. Altrimenti gli tocca contrarre un debito per pagare la tassa, perché il reddito basso non glielo permette. Non sono mica tutti nababbi i possessori di seconde case, spesso in condizioni precarie e bisognose di spese di manutenzione.

  2. Scritto da vincoli

    I comuni dovrebbero concorrere al mantenimento per il pubblico valore storico e artistico che hanno. Per questo sono vincolati dallo Stato. Se si tassano devono essere tolti i vincoli pubblici, sollevando i proprietari dall’obbligo della manutenzionme

    1. Scritto da calma

      a costa di mezzate c’è un castello, di proprietà di un privato e di suo uso esclusivo… se il comune mi chiedesse un solo euro per il mantenimento della dimora del proprietario, la cosa mi darebbe alquanto fastidio…

      1. Scritto da vincoli

        E’ ovvio che un comune parteciperebbe al mantenimento non gravando l’immobile di tasse, e non partecipando con il tuo euro di contributo.

      2. Scritto da vincoli

        Allora si tolga il vincolo pubblico. Al privato penso dia fastidio avere vincoli sulla sua proprietà, come a Lei darebbe fastidio se lo stato le vincolasse casa sua