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Perplessità alla Faac dopo incontro tra sindacati e nuova proprietà fotogallery

Incertezze, timori, dubbi ancora non sciolti: i lavoratori della FAAC di Grassobbio continuano a chiedersi quale sarà il loro destino in una situazione che resta poco chiara, anche dopo la comparsa del nuovo imprenditore interessato a rilevare l’attività. Nella mattina di mercoledì 21 ottobre si è tenuto un nuovo incontro tra Faac Spa, la nuova società Motori Grassobbio Srl, sindacati ed anche i lavoratori.

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Incertezze, timori, dubbi ancora non sciolti: i lavoratori della FAAC di Grassobbio continuano a chiedersi quale sarà il loro destino in una situazione che resta poco chiara, anche dopo la comparsa del nuovo imprenditore interessato a rilevare l’attività. Nella mattina di mercoledì 21 ottobre si è tenuto un nuovo incontro tra Faac Spa, la nuova società Motori Grassobbio Srl, sindacati ed anche i lavoratori.

Ricordiamo che il 16 marzo scorso Faac Spa aveva aperto una procedura di mobilità per cessazione di attività, avviandosi al licenziamento dei 50 lavoratori in organico. “La scorsa settimana si erano diffuse grandi preoccupazioni a proposito della ‘salute economica’ di Metalpres Srl, la società da cui proviene il nuovo imprenditore: dai dati pubblici raccolti, bilanci e visure camerali, l’azienda non risulterebbe in buone condizioni economico-finanziarie” ha commentato Fulvio Bolis della Fiom-Cgil provinciale.

“Fino al 30 giugno l’azienda ha usufruito di un periodo di cassa integrazione straordinaria. Con l’eccezione del 2014, in cui è stato registrato un bilancio leggermente in attivo, negli anni precedenti si sono registrate perdite consistenti. Sulla scorta di questa situazione, oggi alcuni lavoratori hanno chiesto garanzie precise per il loro futuro lavorativo, garanzie che vadano oltre le parole utilizzate dal nuovo acquirente, che ha detto che ‘la sfida si deve vincere insieme’”.

“Comprensibile è la preoccupazione dei lavoratori, come lo sono le loro perplessità” ha sottolineato Bolis.

“Temono di iniziare un rapporto di lavoro che non abbia già in partenza grandi prospettive. Se la nuova azienda non può fornire certezze, chiediamo che lo faccia FAAC la quale, ad oggi, esprime solo grande soddisfazione per aver trovato il nuovo imprenditore, senza fare abbastanza per garantire una prospettiva occupazionale ai propri dipendenti. Ai lavoratori, infatti, si chiede di accettare una nuova proposta di lavoro con pochissime garanzie, rinunciando all’incentivo all’esodo. Tanto più che in organico ci sono molte donne e lavoratori non più giovani che davvero non se la sentono di giocare una scommessa”.

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Una delle novità emerse oggi è l’arrivo nel sito FAAC di Grassobbio anche di un’altra azienda che dovrebbe occupare circa il 50% dello spazio disponibile. È la Efesto srl, specializzata in logistica. La società dovrebbe ricollocare fra i 4 e i 5 ex lavoratori di FAAC.

“Insomma, la situazione allo stato attuale continua a non essere chiara del tutto: ci è stato presentato solo un programma di massima per il piano industriale, mentre nulla sappiamo del piano economico-finanziario con il quale si intende sostenere l’attività” continua Bolis.

“Oggi dalla nuova società è stata confermata la disponibilità al mantenimento delle precedenti condizioni economiche. Come FIOM-CGIL abbiamo ribadito la richiesta che i lavoratori non vengano riassunti dalla nuova società con contratto a tutele crescenti, che li tutelerebbe di meno, ma facendo riferimento alla normativa precedente al Jobs Act. Il nuovo imprenditore non ha detto di no, ma si è riservato di darci una risposta dopo essersi consultato con il consiglio di amministrazione”. Il prossimo incontro fra le parti è fissato per lunedì 26 ottobre: “Dovrebbe essere illustrato un piano industriale dettagliato oltre che, finalmente, presentato il piano economico-finanziario” conclude Bolis.

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Commenti

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  1. Scritto da Luigi

    Ma non ci aveva pensato il Matteone nazionale? Balabiot