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Lavoratori Italcementi: “Senza risposte sul lavoro pronti alla serrata” fotogallery

La manifestazione dei dipendenti di fronte a Palazzo Frizzoni: chiedono di poter parlare con un interlocutore di HeidelbergCement e di avere risposte dal punto di vista occupazionale e sul piano industriale.

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“Lavoratori del gruppo Italcementi: quale futuro?”: il grande punto interrogativo disegnato dai dipendenti della sede cittadina di fronte al palazzo del Comune di Bergamo è una disperata richiesta di risposte, sul piano industriale e occupazionale.

Un appello alla politica, alla famiglia Pesenti e alla cittadinanza, chiamata a stringersi attorno a una vicenda che la riguarda da vicino perchè, se i mille dipendenti scarsi della provincia di Bergamo temono seriamente per il proprio posto di lavoro, perdere per sempre una realtà industriale che è sempre stata un punto di riferimento impoverirebbe tutto il territorio.

Al flash mob organizzato dalle segreterie provinciali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno partecipato circa 200 lavoratori della sede di Bergamo, la stessa che in seguito alla vendita ai tedeschi di HeidelbergCement potrebbe perdere tutto il proprio potere decisionale: un timore reale perchè, hanno ricordato i dipendenti, “non si tratta di una fusione con due realtà messe sullo stesso piano, quanto piuttosto di un’azienda che ne acquista un’altra e che quindi detterà le condizioni”.

Al primo posto tra le preoccupazioni dei lavoratori c’è sicuramente l’aspetto occupazionale: “La famiglia Pesenti ha sempre avuto un importante ruolo istituzionale di salvaguardia del territorio e delle ricadute su di esso che un imprenditore tedesco ovviamente non può avere – commenta il delegato Rsa Filca Cisl Angelo Dessì – Non ci lascia tranquilli nemmeno l’assenza di un piano industriale e questa è stata la prima richiesta che abbiamo fatto perchè vorremmo parlare di questo prima che di ammortizzatori sociali: l’altra è che la sede di Bergamo diventi il punto di riferimento per il Sud Europa e il bacino del Mediterraneo in modo da conservarne l’importanza e salvaguardare i posti di lavoro”.

“L’antitrust ci costringe a fare riferimento ancora alla famiglia Pesenti ma il nostro interlocutore deve essere Heidelberg – aggiungono il coordinatore Rls e membro dei comitati aziendali europei Fabio Paris e la delegata di Fillea Cgil Luciana Fratus – Abbiamo chiesto questa possibilità al Ministero per lo Sviluppo Economico perchè i propositi di Italcementi sono buoni ma della salvaguardia dell’occupazione dobbiamo parlarne coi tedeschi”.

Solidarietà e vicinanza ai lavoratori è stata espressa dal vicesindaco di Bergamo Sergio Gandi, presente alla manifestazione per ascoltare le istanze: “La mia presenza è la testimonianza della vicinanza della città e del territorio alla vicenda Italcementi: ognuno di noi sta lavorando, chi a livello locale, chi a livello nazionale, per sostenere le vostre richieste. Voi siete un patrimonio di conoscenze e competenze che non può essere disperso. Non possiamo decidere per chi gestisce l’operazione ma possiamo provare a condizionarla con azioni concrete: vogliamo che Italcementi rimanga su questo territorio”.

Il prossimo passo per i lavoratori Italcementi è un’assemblea pubblica convocata per il 23 ottobre al Cinema Teatro del Borgo ma la data della svolta è il 2 novembre, giorno del coordinamento e dell’incontro con l’azienda dove verranno decise le iniziative per tutto il gruppo.

“Dopo il 2 novembre non possiamo rimanere ancora senza risposte – grida con forza Ivan Comotti, segretario regionale Fillea Cgil – Siamo pronti alla serrata del gruppo, con uffici chiusi e forni spenti”.

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Commenti

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  1. Scritto da cp

    Carlo Pesenti grazie, grazie di cuore x questo bel “lavoretto”

  2. Scritto da La verità fa male

    Signori sindacalisti, la festa è finita. Il libero mercato, l’Europa dei popoli, la globalizzazione, l’internazionalizzazione (tutte belle parole pronunciate dai politici di destra e di sinistra, soprattutto da quelli di sinistra), la libera circolazione dei capitali e tutto il resto hanno vinto. Comandano i tedeschi e devono pensare al profitto fregandosene degli scioperi dei sindacati. Mettetevi sul mercato e iniziate a partecipare anche voi alla grande sfida della globalizzazione

  3. Scritto da Il mercato

    Crepate tutti, lavoratori. Ve lo chiede il mercato, ve lo chiede l’Europa, ve lo chiede la globalizzazione.
    Non avrete altro Dio che il Mercato. Il mercato è il nuovo Dio. Inchinatevi e soffrite.

    1. Scritto da NON COL VENTO

      Meno crudele dell’Islam, dell’Inquisizione e dello stalinismo

      1. Scritto da Il mercato

        Assolutamente non meno crudele dell’Islam, dell’inquisizione e dello stalinismo, e magari del nazismo e dell’imperialismo americano.
        Visto i numeri di morti, il mercato direttamente ed indirettamente di certo ha fatto e sta facendo più vittime.
        L’alienazione poi a questa nuova teologia non ha confronti. Tutti succubi senza rendersene conto perché, si dice, non c’è alternativa al mercato ed al capitalismo.
        “ppunto, non avrai mercato (Dio) al di fuori di me

  4. Scritto da people

    in effetti hanno partecipato il doppio delle persone altro che 200…
    corretto il numero di 350 400 persone

  5. Scritto da NON COL VENTO

    ANSCRONISTICHE RITUALITA’. La politica smetta di blaterare e si occupi di ciò che gli compete. E’ evidente che l’acquisizione se da un lato proietta ex Italcementi in un player globale, dall’altra sacrifichera’ rami aziendali che diverranno rindondanti doppioni. Il SINDACATO tratti al meglio, per ridurre l’impatto di tale processo. Che ne sarebbe rimasto del gruppo bergamasco tra 10 anni senza questa take över ?

    1. Scritto da il vento

      E la vita delle persone non compete alla politica? Lo sfruttamento capitalistico dei mercati non incide sulla vita delle persone? Se si chiude una fabbrica perché il mercato lo richiede, chi deve pensare alla vita di quelle persone che perdono il lavoro se non la politica?
      L’imprenditore, o meglio il “prenditore” se l’è squagliata con il suo gruzzoletto; chi resta si arrangi, vero? NON COL VENTO

  6. Scritto da neoliberisti

    Ma come? Non era una grande opportunità per i nostri politici di sinistra questa fusione?
    I sinistri neoliberisti che dicono ora? Sono sinistri o sono neoliberisti per i quali il mercato ha le sue regole e i lavoratori si adeguino.

    1. Scritto da NON COL VENTO

      Nostalgie autarchiche della Grande Proletaria

      1. Scritto da superficiale

        Se NON COL VENTO fosse un dipendente Italcementi che rischia il posto, non sarebbe così superficiale nei suoi giudizi.
        I soliti opportunisti a cui non frega niente della vita degli altri

  7. Scritto da koldo

    la partecipazione è stata ben più alta di 200 persone!
    ALMENO 350,
    PIAZZA MATTEOTTI E’ GRANDE E DA L’IDEA CHE NON FOSSERO MOLTI PARTECIPANTI
    MA IN RELTA’ I DEPENDENTI CHE SI si sono alternatI dalle 12,30 alle 14,00 sono statI fra i 350-400.