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“La svolta nel taglio sugli slip di Yara: c’era il dna di Bossetti”

Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici nelle indagini per l'omicidio di Brembate, ha spiegato il lungo e complicato lavoro: "La svolta è arrivata con il prelievo effettuato sugli slip, in prossimità di un taglio"

"Sugli slip di Yara, in prossimità di un taglio collocato nella parte laterale posteriore destra, sono state ritrovate tracce di Dna denominato "Ignoto1", ricondotto poi dalle indagini al profilo genetico di Massimo Bossetti". Lo ha confermato Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici nelle indagini per l’omicidio di Brembate, all’udienza di mercoledì 21 ottobre del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti.

Il militare ha ripercorso di fronte alla corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja, la lunga indagine svolta sugli indumenti che indossava la ragazzina quando è stata ritrovata il 26 febbraio del 2011 nel campo di Chignolo.

La svolta, ha spiegato il colonnello Lago, è arrivata con il prelievo effettuato sugli slip, in prossimità di un taglio: "E’ qui – ha spiegato – che abbiamo trovato per la prima volta una componente genetica chiaramente riconducibile a un profilo maschile, con caratteristiche di qualità e quantità apprezzabili e accettabili dal punto di vista tecnico-scientifico. Per la prima volta abbiamo scoperto questo nuovo elemento genetico denominato Ignoto1, che le indagini poi svelarono essere riconducibile all’imputato".

Il colonnello Lago ha svelato altri particolari sul meticoloso lavoro svolto, con 20 tamponi eseguiti su unghie e genitali della vittima alla ricerca di saliva, sangue, liquido seminale e urina: "Sono stati utilizzati tutti i test in commercio, e tutte le analisi effettuati sugli spermatozoi hanno dato esito negativo. Non è stata rintracciata nessuna presenza di liquido seminale su tutti i reperti analizzati".

Riguardo le analisi dattiloscopiche per rintracciare eventuali impronte digitali, Lago ha spiegato che si è trattato di un esame "reso difficile" soprattutto per "il cattivo stato di conservazione del cadavere di Yara Gambirasio".

La deposizione di Lago è stata oggetto di un nuovo, acceso scontro tra accusa e difesa, con l’avvocato di Bossetti Paolo Camporini, che prima durante l’udienza ha avanzato un’eccezione definendo "inutilizzabili parte delle dichiarazioni se queste riguardano analisi, accertamenti e la stesura della relazione a cui il comandante dei Ris non ha partecipato direttamente". Ma il giudice Bertoja ha disposto la prosecuzione della testimonianza, non escludendo la possibilità di sentire in futuro i singoli consulenti che hanno effettuato le analisi.

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