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Cisl e le sfide del futuro: un’organizzazione sana e forte sul territorio

Si è svolta nella mattina di mercoledì 21 ottobre l’assemblea organizzativa della Cisl. Il segretario generale Ferdinando Piccinini: “Fuori dalla crisi grazie alla nostra azione di tenuta sociale”.

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“Una sfida positiva da raccogliere senza indugio per affrontare il cambiamento”. Questo è stato per la Cisl di Bergamo l’assemblea organizzativa che il sindacato di via Carnovali ha celebrato nella mattina di mercoledì 21 ottobre nelle sale della Comunità del Paradiso, sotto le mura di città alta. E della sfida non mancavano le tracce nelle relazioni di Francesco Corna, segretario organizzativo, e Ferdinando Piccinini, segretario generale dell’organizzazione provinciale. Oltre 128.000 iscritti, più di 3.000 delegati.

19 sedi strutturate sul territorio con la presenza di operatori dei servizi e delle categorie; 28 sedi dei pensionati con presenza fissa di almeno un operatore, cui vanno aggiunte le 143 sedi comunali della FNP complessivamente gestite da 1,189 pensionati volontari ai quali si sommano i circa 400 volontari dell’associazione Anteas.

Sono i numeri che danno il senso della ramificazione e penetrazione che la Cisl negli anni ha saputo ottenere sul territorio, offrendo assistenza, tutela e servizi “Un’organizzazione sana, che oggi deve compiere scelte fondamentali: inseguire la certezza e la verifica delle regole (positivo il regolamento approvato a luglio e in questo senso il documento nazionale di giugno) e delle sanzioni, non offrire alcun tipo di deroga e soprattutto sancire il vincolo della trasparenza nei compensi in tutti i livelli”, ha detto Piccinini, ricordando la vicenda di quest’estate, “legata a una ristretta minoranza della Cisl”.

A tal proposito, “il modello della Cisl Bergamasca, con tutti i suoi pregi e i suoi limiti, può rappresentare un punto di riferimento importante in questa discussione. Altre strade come l’esasperata autonomia nel senso di separazione netta tra ruolo categoriale e confederale che riscontriamo in tante esperienze e in alcuni dibattiti categoriali in corso in questi mesi rischiano di costruire un’organizzazione conservativa e incapace di rispondere alle nuove sfide della rappresentanza che abbiamo davanti segnate tutte da interdipendenze e trasversalità. Questo richiama tutto il gruppo dirigente alla necessità di mettersi in discussione, senza timore su questo percorso. Occorre abbandonare rendite di posizione e conservazioni che spesso si riscontrano soprattutto nei livelli e nei dirigenti che non hanno contatto con la realtà e con la concretezza dei problemi”.

In questi lunghi anni di crisi, ha proseguito Piccinini, “abbiamo svolto un’azione fondamentale per la tenuta sociale di questo paese, quando rispondiamo nella quotidianità del nostro lavoro alle tante domande e ai tanti bisogni delle persone che rappresentiamo. In questo continuo cambiamento il vero punto di forza del sindacato, della CISL è appunto questo: il suo radicamento in tutti gli ambiti del territorio, nei posti di lavoro, delle migliaia di persone che, come alla Cisl di Bergamo, offrono ogni giorno con gratuità e passione il loro contributo e impegno nelle tante avversità”. Per quanto riguarda la sua azione sindacale, poi, la Cisl “non può far altro che continuare con tenacia in tutti i livelli nella sua strategia partecipativa con l’attenzione alla capacità di trasmettere le proprie proposte in primo luogo ai tutti i nostri attivisti e delegati, ma nello stesso tempo anche a costruire nuove alleanze sociali in grande di generare cambiamento e di condizionare le scelte politiche. I temi più generali sono tutti aperti, dal fisco alla previdenza”. I positivi segnali di ripresa “sono ancora insufficienti per garantire in un medio periodo il riassorbimento occupazionale.

Per il prossimo futuro il tema di creare lavoro (un “nuovo” lavoro, perché non sarà più quello tradizionale), sarà una delle sfide prioritarie su cui focalizzare le scelte sindacali. Lo scenario che abbiamo davanti oggi è quello di una grande criticità sociale, spesso colpevolmente dimenticata dalla politica, peggiorata notevolmente in questi anni di crisi. Una criticità che si ripercuote complessivamente nella qualità di vita ponendo un tema per certi versi nuovo su cui abbiamo iniziato a confrontarci e a definire proposte e percorsi che è quello di considerare il tema lavoro parte fondamentale anche nelle nuove politiche di welfare e in particolare di welfare territoriale”. Dal punto di vista organizzativo, Corna ha voluto sottolineare come “i centri per l’impiego attuali siano inutili e che servirebbe una vera presa in carico delle persone che rimangono senza lavoro, invece che essere parcheggiate con l’obolo dell’indennità di disoccupazione o di mobilità, perché questo non è dignitoso e non è giusto. I lavoratori hanno maggior bisogno di strumenti a sostegno delle politiche attive del lavoro, siamo convinti che questa crisi possa essere un’occasione per mettere in campo nuovi strumenti e nuove risorse in tal senso”.

La Cisl di Bergamo ha attivato una rete di servizi, dalla formazione all’assistenza, che produce risultati.

“Il servizio che abbiamo predisposto per l’anticipazione sociale – ha citato come esempio Corna – ha assistito da luglio 2014 ad oggi 157 lavoratori”.

Vertenze e Inas hanno prodotto 70.000 pratiche, al CAF si sono rivolte quasi 400.000 persone.

In pratica, con l’assemblea organizzativa provinciale, la CISL di Bergamo chiede innanzitutto che sia possibile “mantenere il 70% delle risorse economiche sul territorio”. Poi, con maggiori e nuove risorse, sarà possibile attuare con forza “il rilancio di un nuovo riformismo sindacale, che non dovrà prescindere da un modello contrattuale decentrato che dia più forza alla contrattazione aziendale e territoriale, al tema della partecipazione, al welfare integrativo attraverso il rilancio della mutualità, la bilateralità anche nell’artigianato e un adeguato presidio del mercato del lavoro. La CISL vuole e deve continuare ad essere protagonista nella sua autonomia e libertà, sul territorio, nelle sedi sindacali e dentro i luoghi di lavoro con un azione forte e straordinaria di servizio alle persone, di legame sociale , di servizio e di contrattazione, come abbiamo svolto in questi lunghi anni di crisi, operando una azione fondamentale per la tenuta sociale del paese”.

Un lavoro fornito grazie a una prodigiosa rete di delegati, attivi e pensionati, che formano un piccolo “esercito” di oltre 3000 persone, sul quale la CISL di Bergamo “ha investito molto per potenziare l’azione e la presenza in maniera diffusa sul territorio, incrementando la contrattazione territoriale. Abbiamo impostato la nostra azione avendo come base il territorio e il luoghi di lavoro dove contrattare anche welfare in azienda e sul territorio, per occuparci dei temi del mercato del lavoro in rete con le agenzie formative per aiutare i lavoratori e non abbandonarli nei momenti di maggior bisogno”.

Per questo la CISL ha deciso di avviare lo “Sportello Lavoro”, per offrire un orientamento qualificato nel trovare lavoro, in stretta connessione con lo IAL. “Si rendono necessari alcuni adeguamenti rispetto alla struttura dei servizi – ha concluso Corna -: occorre reindirizzare alcune funzioni dei nostri servizi verso nuovi bisogni, integrare la loro azione sviluppando sinergie tra servizi e favorire dove possibile, la polivalenza di alcune funzioni e professionalità, consapevoli che le competenze e professionalità che si sono venute a creare tra gli operatori dei servizi sono una vera ricchezza per tutta la CISL”.

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