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Sea-Sacbo, Miro Radici: “Aspiriamo al 35% della newco, così saremo determinanti”

Il presidente dello scalo orobico Miro Radici ha spiegato gli scenari futuri con l'integrazione di Sacbo con Sea a una platea di imprenditori riuniti dalla Camera di Commercio alla Borsa merci

“Vogliamo incidere sulle operazioni straordinarie, dove servono i due terzi dei voti”. Il 35% o meglio ancora il 40%: Sacbo punta a questo peso percentuale nella costituzione di una nuova società (newco) insieme a Sea. Obiettivo: integrazione per creare una delle prime dieci società aeroportuali d’Europa, la seconda in Italia nell’immediato, potenzialmente prima.

Il presidente dello scalo orobico Miro Radici ha spiegato gli scenari futuri a una platea di imprenditori riuniti dalla Camera di Commercio alla Borsa merci. Dopo gli incontri a porte chiuse con i consiglieri comunali e provinciali Radici ha parlato apertamente di numeri e prospettive in pubblico.

Dopo i primi incontri prevale l’ottimismo: “Quanto è tramontata l’operazione Montichiari ho riallacciato subito i rapporti con il presidente Sea per vedere se c’era disponibilità di fusione, non più secca come prospettato anni fa – spiega Radici -. Abbiamo subito pensato a un modello per assicurare al nostro aeroporto una certa autonomia nella gestione. Il progetto è di portare tutte le quote bergamasche in una newco, con un numero di azioni non uguale a quelle di Sea, ma non tante di meno. Aspiriamo ad avere il 35%/40% per influire sulle operazioni straordinarie, dove c’è bisogno dei due terzi dei voti. Vogliamo riuscire a garantire al nostro aeroporto un’autonomia gestionale che ci permetta di fare le cose bene come fatto finora. La Sacbo ha dimostrato di fare bene il proprio lavoro: abbiamo dirigenti validissimi e non vorremmo che domani, senza regole, arrivi il padrone e svuoti l’azienda. Abbiamo già nominato gli advisor economici e finanziari”.

Il professor Stefano Paleari ha redatto lo studio commissionato da Sea e Sacbo per capire se la strategia è supportata dai numeri. “Ho cercato di fare questo lavoro in tutti i modi possibili, tranne che quelli affettivi. Era ciò di cui avevano bisogno i due cda. L’integrazione non è l’unica via possibile, però bisogna essere consapevoli che il modello “meno siamo, meglio stiamo” ha dei rischi. Malpensa è sottoutilizzata, sia nel cargo che nei passeggeri. Il progetto industriale è valido anche perché la crescita è più sostenibile dal punto di vista ambientale, in relazione al possibile riequilibrio dei traffici. E’ fondamentale l’interazione con i sistemi territoriali, con la Regione e con il governo nazionale per la preparazione delle politiche di sviluppo”.

Commenti

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  1. Scritto da gigi

    Tutti parlano di newco, integrazioni ,fusioni e bla bla,,, dimenticando o fingendo di dimenticare (in primis la stampa) che questo aeroporto da 12 anni (dicasi dodici anni) non sta ottemperando a tutti i limiti e le prescrizioni previste dalla autorizzazioni vigenti. La politica o dorme (Regione) oppure è schierata apertamente (Provincia e Comune di Bergamo) con chi non rispetta i vincoli di legge volti a tutela dell’ambiente.

  2. Scritto da Libero pensiero

    Ognuno è libero di avere le proprie opinioni ma ascoltando ieri i relatori ho avuto la netta sensazione che mai accetteranno di essere succubi di SEA, Piuttosto mi sembra opportuna una ulteriore riflessione su Brescia e il suo ruolo su Montichiari. Se anche loro partecipassero, si creerebbe un organismo che vede presenti le realtà imprenditoriali più importanti d’Italia e d’Europa

    1. Scritto da Libera Concorrenza

      A vantaggio di chi questo monopolio logistico ? Dell’apparato industriale lombardo ? Posso ridere (o meglio piangere) ? Più che un libero pensiero il suo sembra un de profundis.

  3. Scritto da Niky

    Aggiungo che il Prof. Paleari, in scadenza di mandato con l’Universtà ed a cui è stato ovviamente prefigurato un posto nel CdA di Sea-Sacbo, possa trovarsi in una potenziale situazione di conflitto di interessi nel redigere un parere così delicato …

  4. Scritto da Niky

    Sacbo avrebbe dovuto commissionare un serio studio ad un advisor indipendente che – magari – avrebbe suggerito altre strategie di integrazione con altri aereoporti internazionali che partecipano profittevolmente in minoranza in realtà più piccole della loro.

  5. Scritto da Niky

    Malpensa e Linate sono sicuramente sottoutilizzati. Sea avrà buon gioco una volta incorporata Sacbo a spostare le tratte privilegiate ora facenti capo a Bergamo sugli scali milanesi (pensate all’Orio-Londra che appeal se partisse da Linate).L’aereoporto di Bergamo ne uscirà ridimensionato con ricadure evidenti sul territorio.

    1. Scritto da CLANDESTINO

      speriamo !
      le ricadute su Colognola, Orio e dintorni sarebbero sicuramente ottime !
      dai dai dai avanti cosi !

  6. Scritto da Mah !?

    Se malpensa è sottoutilizzata ci sarà un motivo, o no ? E sacbo vuole immergersi in queste problematiche? Perchè ? Che senso ha ? Forse che gli utenti “merci” del cuore industriale della lombardia a questo punto andrebbero a malpensa ? Milanesi dell’ est e del sud della provincia ,bergamaschi, bresciani, veronesi ecc…….E perchè mai ? Malpensa è un aereoporto comodo per gli svizzeri. Sacbo può stare benissimo da sola , in attesa di opportunità migliori.