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Riva di Solto, ispettori dei Beni Culturali in arrivo al Castello di Zorzino

Il Ministero dei Beni Culturali non si pronuncia sul ricorso di Legambiente Basso Sebino, che chiede l'annullamento previa sospensione del permesso di costruire rilasciato dal Comune, ma avvia i necessari adempimenti istruttori.

Gli ispettori del Ministero dei Beni Culturali arriveranno in riva al Sebino per verificare quanto sia fondato il ricorso di Legambiente riguardante la salvaguardia del Castello di Zorzino a Riva di Solto.

La decisione è stata presa dalla seconda sezione del Consiglio di Stato in quanto, analizzando le richieste, ha ritenuto di non potersi pronunciare sulla richiesta di sospensione cautelare dei provvedimenti prima dell’espletamento degli adempimenti istruttori, “tenuto conto che il temuto inizio dei lavori di costruzione non determina un danno irreparabile, essendo comunque possibile il ripristino dello stato dei luoghi all’esito della decisione definitiva”.

Sotto la lente di ingrandimento del Ministero sono finiti la concessione che il Comune di Riva di Solto ha rilasciato alla Rose Immobiliare srl, autorizzando la costruzione di un nuovo edificio residenziale di due piani fuori terra, dell’altezza complessiva di oltre sette metri, con ampia piscina esterna, autorimessa interrata e strada d’accesso in via Castello, nella frazione di Zorzino, “in area soggetta a plurimi vincoli anche sovracomunali”.

Il Ministero ha sottolineato come il terreno si trovi “all’interno di un importante sito archeologico risalente all’undicesimo secolo, dominato dalla torre del cosiddetto Castello di Zorzino, divenuto nel tredicesimo secolo residenza signorile. L’intervento edificatorio rischia pertanto di cancellare definitivamente le tracce di tale importante sito storico per la cui tutela nel 2012 la Soprintendenza avviava l’iter per sottoporre a vincolo monumentale il complesso del Castello e la relativa zona di rispetto”.

Nell’aprile 2014 la proprietà presentava una variante al progetto che come segnalato dalla Commissione per il paesaggio sarebbe, dal punto di vista dell’impatto sul paesaggistico, addirittura peggiorativa rispetto alla precedente – continua il Consiglio di Stato -. Il 1° settembre 2014 il Comune di Riva di Solto, senza attendere il parere della Soprintendenza, rilasciava in regime di subdelega l’autorizzazione paesaggistica”.

Sono questi i punti sui quali il Ministero intende fare chiarezza prima di pronunciarsi sulle richieste di Legambiente Basso Sebino che comprendono l’annullamento, previa sospensione, del permesso di costruire rilasciato dal Comune, dell’autorizzazione paesaggistica, dei pareri della Commissione Edilizia e di quella Paesaggio, delle relazioni tecniche inoltrate dal segretario comunale alla Soprintendenza e di buona parte del Pgt e della variante allo stesso.

“Sarebbe a questo punto prudente – sottolinea il presidente della sezione locale di Legambiente Dario Balotta – che il sindaco disponesse la sospensione cautelativa dei lavori fino al termine dell’istruttoria in corso”.

Commenti

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  1. Scritto da BeRGHEM

    Il paesaggio bergamasco e’ saturo: di aziende, di cemento. E’ ora che si smetta di costruire, di occupare il verde, al fine di valorizzare quanto vi e’ già, di storico, naturalistico e dirottare le risorse dell’ edilizia per rimodernare o ristrutturare gli spazi abbandonati o degradati.
    Il “verde”, in particolare quello agricolo, non e’ mai stato importante quanto oggi, per questo va due volte tutelato.

  2. Scritto da Kurz

    Spesso il parere favorevole delle varie Commissioni viene dato per non opporsi all’amministrazione comunale proponente, che spera soltanto che le arrivi qualche introito da oneri. Ma poi ogni tanto succede che le proposte progettuali escano dai confini della decenza paesaggistica e immobiliaristica, e scoppia il bubbone.