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Overdose d’insulina, 21enne in coma: tentata eutanasia? Nuove indagini sui genitori

Fu un tentativo di eutanasia da parte dei genitori? E' il dubbio del giudice che indaga per tentato omicidio in concorso la madre e il padre di Abdelmaijd Kassoudi, il marocchino 21enne rimasto paraplegico dopo un tuffo nella fontana di piazzale Alpini per festeggiare la fine dell'anno scolastico.

Fu un tentativo di eutanasia da parte dei genitori? E’ il dubbio del giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino nel procedimento giudiziario che vede indagati per tentato omicidio in concorso nei confronti del figlio la madre e il padre di Abdelmaijd Kassoudi, il marocchino 21enne rimasto paraplegico dopo un tuffo l’8 giugno del 2014 nella fontana di piazzale Alpini per festeggiare la fine dell’anno scolastico.

L’11 ottobre dello scorso anno, mentre si trovava ricoverato al centro di riabilitazione di Mozzo per le lesioni alla schiena, il giovane, che sta ancora lottando tra la vita e la morte, finì in coma a causa di un’overdose di insulina. 

Il gip Mascarino ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Maria Cristina Rota, secondo il quale, effettuati gli accertamenti, non ci sarebbero più elementi per sostenere l’accusa di tentato omicidio da parte dei genitori.

Sono state così disposte ulteriori indagini, in particolare sulle cartelle cliniche del centro di Mozzo e dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dove venne ricoverato, per verificare se possano esserci state delle interazioni tra i medicinali somministrati al giovane paziente che potrebbero avere fatto salire il livello di insulina.

Il gip ha inoltre chiesto al pm che vengano sentiti gli zii del ragazzo, gli ultimi insieme ai genitori a vederlo prima che entrasse in coma, e che vengano ritrascritte, attraverso un nuovo interprete, le intercettazioni a cui erano stati sottoposti i genitori dello studente.

Secondo quanto era stato ipotizzato inizialmente, a iniettare l’insulina sarebbero stati il padre e la madre di Abdelmaijd, Mahamed, 54 anni, e la moglie di 58, in quanto non avrebbero potuto sopportare che il figlio rimanesse paraplegico per tutta la vita. Entrambi hanno sempre respinto le accuse. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che insieme al ragazzo non erano ricoverati pazienti che necessitassero di insulina e che il padre, diabetico, la assume spesso. 

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