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Cibo, sostenibilità e territorio: tra reti alternative e nuove governance

Il 23 e 24 ottobre l'Università e il Comune di Bergamo organizzano il convegno "Cibo, sostenibilità e territorio" che vedrà tra i relatori il professor Colin Sage dell'University College di Cork.

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Un convegno dal taglio internazionale, organizzato dall’Università di Bergamo in collaborazione con il Comune di Bergamo, che ospiterà tra i suoi relatori il professor Colin Sage dell’University College di Cork (Irlanda), insieme a studiosi italiani provenienti dall’Università di Pisa, Padova, Palermo, Torino e Utrecht.

Due giorni, il 23 e il 24 ottobre nella Sala conferenze di Sant’Agostino, per parlare del possibile passaggio da una realtà fatta di pratiche alternative e consapevoli di approvvigionamento alimentare (i gas, gruppi di acquisto solidale, ne sono un esempio) all’adozione di tale modello da parte delle Amministrazioni. Per fare in modo che tale passaggio si verifichi e tali pratiche non restino relegate a pochi “privilegiati” è necessario il coinvolgimento diretto di chi governa le politiche territoriali, a partire dalle Amministrazioni locali.

Colin Sage, ospite d’onore del convegno, darà avvio alla prima sessione di interventi del 23 ottobre con una lectio magistralis incentrata proprio su questo discorso: “Dalle reti alternative del cibo ai sistemi sostenibili del cibo. Riflessioni su risultati, limiti e possibilità”. Nel tempo realtà come i gruppi di acquisto solidale, Slow Food, etc. e in generale consumatori consapevoli hanno determinato un’importante crescita della richiesta di cibi biologici, a km zero, sani e dalla provenienza certificata.

Tale approccio, anche se relativo a una minima parte della popolazione, ha contribuito nel tempo all’ampliamento del dibattito sulla fame nel mondo e la democrazia alimentare. Tuttavia questi circuiti costituiti da una minoranza di cittadini non rappresentano una vera alternativa alla produzione convenzionale del cibo su grande scala. Il professor Sage illustrerà invece come le reti civiche, in sinergia con una governance multilivello potranno risultare nodali nel costruire sistemi sostenibili del cibo in futuro. Nell’arco della giornata del 23 ottobre poi, si susseguiranno gli interventi di diversi studiosi italiani e dei membri del Comitato scientifico, organizzatore del convegno, composto da Francesca Forno, Simon Maurano, Giovanni Orlando, Silvana Signori -ricercatori dell’Osservatorio Cores di Bergamo- e da Marina Zambianchi (Iconemi).

Per garantire un approccio al tema il più possibile multidisciplinare e per farne emergere i numerosi risvolti, i relatori invitati si contraddistinguono per profili accademici e studi di svariata natura: ci saranno infatti sociologi, politologi, economisti agrari. La quarta e ultima sessione di dibattito della giornata del 23, consisterà in una tavola rotonda a cui prenderanno parte gli attori locali del cibo, esponenti della società civile bergamasca. Dalla riflessione accademica dunque, si passerà al riscontro di chi è attivamente coinvolto nei circuiti locali del cibo: Coldiretti, Confagricoltura, Cittadinanza Sostenibile, Parco dei Colli. La giornata si concluderà infine con una cena presso la Domus, di presentazione del libro “L’Italia del biologico. Un fenomeno sociale, dal campo alla città” di e con Roberta Paltrinieri, professore associato dell’Università di Bologna.

La mattinata del 24 ottobre, organizzata dal Comune di Bergamo e moderata dal sindaco Giorgio Gori, sarà dedicata al confronto tra amministratori pubblici che presenteranno esperienze poste in essere in alcune città italiane riguardo la pianificazione di un sistema territoriale integrato del cibo, alla presenza di Colin Sage, che oltre a essere uno studioso in materia è cofondatore e presidente del Food Policy Council della città di Cork. L’idea di un Food Policy Council (un consiglio in tema di politiche del cibo) locale vuole porsi come passaggio successivo e di sviluppo rispetto alle reti di mercati alternativi, al fine di ri-territorializzare la filiera alimentare.

Dal basso, dall’azione di gruppi di cittadini, la questione dell’approvvigionamento alimentare deve necessariamente fare un salto di livello perché la soluzione e le strategie possano davvero incidere sul sistema agroalimentare. In Italia alcune amministrazioni ci stanno già lavorando: Milano, Torino, Bologna sono alcuni esempi di città che si sono dotate di carte del cibo e che hanno avviato progetti di analisi volte allo sviluppo dei circuiti alternativi di approvvigionamento del cibo.

Il convegno è a partecipazione libera ma per motivi organizzativi è importante segnalare la propria partecipazione entro la mattinata del 16 ottobre: cores@unibg.it

Angela Garbelli

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