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Che noia Torino-Milan… se non fosse per i due ex: Baselli e Bonaventura

Alberto Porfidia ha seguito l'anticipo di serie A e con un certo rimpianto sottolinea come, tra i tanti sbadigli, i pochi lampi siano arrivati dai due figli di Zingonia, gli atalantini già apprezzati da Sacchi e Ventura.

di Alberto Porfidia

“Ringrazio Baselli, non so come avremmo fatto senza di lui questa sera”. “Che bravo Bonaventura, è il miglior acquisto del Milan negli ultimi anni”. Così parlarono Giampiero Ventura e Arrigo Sacchi, l’allenatore del Torino e il tecnico del grande Milan, quello degli olandesi, di Franco Baresi.

Ma che tristezza pensare a quel Milan e vedere, oggi, una squadra impaurita e anche scarsa di talenti contro un Toro addomesticato, trattenuto per tutta la partita ad aspettare un passo falso dell’avversario.

Torino-Milan, l’anticipo serale dell’ottava giornata di serie A, è una sfida che non s’infiamma mai. Ci si aspetta molto di più dai granata e tutti aspettano al varco i rossoneri, soprattutto le mosse del loro allenatore.

Mihajlovic aveva premesso: “Non c’è modulo che ti fa vincere se la squadra non scende in campo con la testa giusta e la fame di vittorie”. O se non hai la qualità per accendere la partita.

Tra tanti sbadigli, a tenere sveglio lo spettatore ci pensano i figli di Zingonia, che ogni tanto rimpiangiamo.

Prima il Jack, il più ispirato tra i rossoneri: una punizione che accarezza il “sette” e fa gridare al gol, poi la firma decisiva nell’azione che sblocca il risultato, smarcando Bertolacci e quindi Bacca per il gol. Proprio lui Bonaventura, per il quale Sacchi a fine partita spende elogi sottolineando anche che “quando è arrivato al Milan non so quanti davvero avrebbero creduto in lui, che fosse così decisivo. Eppure è veramente un grande acquisto”. E detto dall’Arrigo, che conosce vita e miracoli di Milanello, l’investitura del campione sembra senza tanti giri di parole: “Bonaventura mi piace perché gioca per la squadra, non solo perché sa incidere sul risultato”.

Ci mette il cuore Montolivo e capisci che vuole dare, anche lui, un’anima alla squadra. Ma i lampi arrivano soprattutto da quello che tanti considerano il suo erede, uno che vede la porta benissimo: per Baselli è il quarto gol dall’inizio del campionato e pensare che sabato non doveva nemmeno giocare. Ventura lo ringrazia pubblicamente, il Milan (vero Galliani?) si mangia le mani perché prima di diventare granata l’ex atalantino era osservato speciale dei rossoneri. Che tanto hanno indugiato e titubato da lasciarselo scappare.

Non solo: in meno di due mesi granata ha segnato già il doppio dei gol che ha fatto in due anni da nerazzurro. Era proprio necessario per l’Atalanta privarsi di Baselli? O è un fenomeno Ventura, che finalmente ha liberato tutto il suo talento?

Daniele, tanto per far capire che con il Diavolo ha un conto aperto, ha fatto gol a Bergamo nella partita segnata dalla doppietta di Bonaventura (sempre lui!) alla fine dello scorso campionato, il canto del cigno di Pippo Inzaghi da allenatore rossonero. E Baselli si è ripetuto ieri sera, spegnendo con un gran gol i sogni di ripresa del Milan. Con una spalla speciale, in tutti i sensi: perché l’assist gli è arrivato (di spalla, appunto) da quell’Andrea Belotti che è un altro grande rimpianto. Dell’Atalanta, però.

Ma senza di loro, Bonaventura, Baselli, Belotti, che barba che noia ieri sera a Torino…

Commenti

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  1. Scritto da veronika

    Una tiratina di orecchie a Colantuono che non ha capito in 2 anni ciò che Reja ha capito in 10 minuti: Baselli è una mezz’ala che sa inserirsi, non un play basso alla Pirlo. Il ruolo per primo gliel’ha cambiato Reja, non Ventura. Poi il ragazzo è valido, non ci sono dubbi. Così come non ci sono dubbi sulla bontà del lavoro di Ventura.

  2. Scritto da alessandro

    quello che stupisce è come questo Baselli, gli anni scorsi, all’atalanta era solo una riserva.
    Cosi come questo Cerci due anni fà era un fenomeno.
    cosi per altri giocatori che con Ventura diventano campioni, poi il nulla (leggi immobile-ogbonna ecc.)
    Forso bisogna rivalutare Ventura.