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Fermati sei bracconieri dalla polizia provinciale Cacciavano in Val di Scalve

A Schilpario, nella zona del Passo dei Campelli, un’operazione congiunta tra gli uomini del Nucleo Ittico/Venatorio e la vigilanza venatoria volontaria coordinata dalla Provincia, ha permesso l’identificazione e la contestazione di numerosi illeciti a sei soggetti sorpresi in esercizio di caccia nel Comprensorio Alpino Valle di Scalve senza autorizzazione.

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A Schilpario, nella zona del Passo dei Campelli, un’operazione congiunta tra gli uomini del Nucleo Ittico/Venatorio e la vigilanza venatoria volontaria coordinata dalla Provincia, ha permesso l’identificazione e la contestazione di numerosi illeciti a sei soggetti sorpresi in esercizio di caccia nel Comprensorio Alpino Valle di Scalve senza autorizzazione.

L’operazione è scaturita a seguito delle segnalazioni pervenute dai cacciatori locali circa la presenza di soggetti non autorizzati, provenienti dal confinante Comprensorio Alpino della Media Val Camonica, entro i territori provinciali bergamaschi. Gli operatori della Polizia provinciale e le guardie venatorie, appostate sin dalle prime luci dell’alba nelle zone oggetto delle segnalazioni hanno così individuato e fermato, in momenti e circostanze diverse, sei cacciatori – tutti bresciani della Val Camonica e della Val Trompia – che hanno esercitato illegalmente la caccia nel comprensorio scalvino, oltretutto in una zona di divieto assoluto di caccia per la presenza di un valico montano di tutela delle rotte di migrazione.

Durante il controllo sono stati rinvenuti, occultati dagli stessi cacciatori ma non sfuggiti ai binocoli della Polizia provinciale, due esemplari di gallo forcello abbattuti nel corso della battuta di caccia: uno dei sei soggetti invece è stato fermato subito dopo l’abbattimento di un esemplare di coturnice, specie non cacciabile in Valle di Scalve in quanto presente con una popolazione esigua e quindi oggetto di particolare tutela. Ai soggetti sono stati contestati – a vario titolo – la caccia senza autorizzazione, in zona di divieto, lo sconfinamento dal vicino comprensorio e la mancata annotazione dei capi sul tesserino venatorio regionale: la fauna rinvenuta è stata sequestrata, così come il fucile e le munizioni impiegate nell’abbattimento illegale della coturnice.

Si tratta di un’operazione a tutela in primis di fauna selvatica di assoluto pregio e non ripopolabile (il prelievo dei galliformi alpini quali il gallo forcello e la coturnice avviene solo a seguito di rigorosi indirizzi gestionali condivisi con l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale di Bologna e basati su prelievi sostenibili a seguito di censimenti primaverili e post-riproduttivi delle specie), ma anche a salvaguardia dei cacciatori del Comprensorio Alpino Valle di Scalve, che collaborano fattivamente con la Polizia provinciale nell’esecuzione dei censimenti per la stima della consistenza delle popolazioni e che sono autorizzati al prelievo di una minima percentuale di popolazione dei galliformi in limitate giornate di caccia, secondo i piani di prelievo della Provincia.

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Commenti

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  1. Scritto da Sére

    Aggiungo questa testimonianza, cioè mi piace segnalare che ho conosciuto qui in bergamasca, un presidente locale dei cacciatori che alleva coturnici, galli forcelli e addirittura cedroni, per poi aver il piacere di liberarli nelle zone protette delle ns montagne. Il tutto in costante collaborazione e monitoraggio con Università e anche Enti esteri con cui scambia singoli esemplari per mantenere buone linee di sangue negli animali che alleva.

  2. Scritto da galletto

    ok, sequestrata la fauna abbattuta, il fucile e le munizioni… ma poi come va a finire? spero (e mi sembrerebbe il minimo) revoca di tutte le autorizzazioni venatorie in qualsiasi territorio, del porto d’armi e così via… spero che bergamonews segua la vicenda e ci tenga aggiornati.

  3. Scritto da Timogn

    Finalmente qualcuno che ci informa dettagliatamente(BGNEWS grazie!)anche su di questi importantissimi servizzi di vigilanza,mai abbastanza riconosciuti. Grazie agenti della provincia e grazie volontari!

  4. Scritto da siamo alle solite..

    un plauso ai cacciatori della Val di Scalve che hanno segnalato il fatto, spero per una rinnovata sensibilità e non per semplice gelosia/campanilismo. Resta comunque il fatto che se (forse) non tutti i cacciatori sono bracconieri, tutti i bracconieri vengono dal mondo venatorio.. realtà che, al di la di ogni valutazione etica di merito, proprio per questa ragione fatico a rispettare

    1. Scritto da Sére

      Giustamente hai detto che non tutti i cacciatori son bracconieri; mentre è lapalissiano dire che tutti i bracconieri vengano dall’ambiente venatorio, sarebbe come constatare che “tutti i pirati provengono dal giro della marineria!” Ovvio.