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Bergamo celebra l’anno internazionale della luce con tre splendide mostre

Per celebrare l'anno internazionale della luce in città non c'è solo Bergamo Scienza con i suoi quaranta eventi dedicati al tema. C'è anche il mondo dell'arte contemporanea: in questi giorni sono almeno tre gli eventi allestiti in spazi espositivi di Bergamo che giocano con le suggestioni visive, verbali, concettuali legate alle radiazioni luminose.

Per celebrare l’anno internazionale della luce in città non c’è solo BergamoScienza con i suoi quaranta eventi dedicati al tema. C’è anche il mondo dell’arte contemporanea: in questi giorni sono almeno tre gli eventi allestiti in spazi espositivi di Bergamo che giocano con le suggestioni visive, verbali, concettuali legate alle radiazioni luminose.

Un tema, d’altra parte, quello della luce, trasversale a molte discipline e caro fin da Platone a chi vi ha attinto metafore e simboli del pensiero, dello spirito e del mondo delle idee.

E’ dedicata alla luce come flusso percettivo di energia ma anche come rivelazione di verità e di spazi meta-fisici la mostra di Mario Sacchi allestita al Mutuo Soccorso (via Zambonate 33) fino al 25 ottobre.

Artista poliedrico, Sacchi propone un ciclo di tele che trae ispirazione dall’etimologia greca del "manifestare" e del "rivelare" sotto forma di illuminazione: "fos" è infatti il grafema che campeggia su leggeri fogli di velina, azzurri e bianchi, che sfruttano le trasparenze delle superfici per suggerire impalpabili levità d’aria e di memoria. Alle pareti, cinque grandi tele in bicromia bianco-nera aprono o chiudono come sipari l’orizzonte dello sguardo.

Una linea di demarcazione che può essere "piano architettonico, profilo, contorno di una stratigrafia", come suggerisce il curatore della mostra Sem Galimberti.La sequenza scandisce il ritmo della magica "Metamorfosi" che dà il titolo alla mostra, sfruttando al massimo le potenzialità intrinseche all’antinomia luce-ombra.

Alla Galleria Vanna Casati (via Borgo Palazzo 42) Nicoletta Freti espone invece, fino al 21 novembre, "Mundus Imaginalis". Da un’espressione del filosofo Henry Corbin, che indica una soglia della dimensione immaginativa, Freti ha preso spunto per esplorare il rapporto sottile tra superficie, luce, visibilità, tramite il sapiente utilizzo delle fibre ottiche. In mostra, opere di insolito fascino cromatico.

"Mundus imaginalis", dichiara l’artista, "è lo spazio intermedio tra visibile e invisibile, il luogo in cui finito e infinito si incontrano, il luogo in cui le idee si formano e diventano pensabili, possibili; è il luogo in cui gli sciamani contattano i loro spiriti, in cui l’intuizione prende forma simbolica".

Anche Franco Bianchetti, che al museo Bernareggi propone fino all’1 novembre "La via migliore", personale interpretazione dell’Inno alla Carità di San Paolo.

Espone ancora per qualche giorno alla CGIL (via Garibaldi 3) "Il laboratorio della luce. Vetri e carte". Si tratta di opere di intonazione astratta, che intrecciano le diverse suggestioni del vetro, della luce, delle carte carte abrasive: sono soluzioni installative che "danno alla materia di supporto una preziosità cangiante", come sottolinea Rosa Chiumeo, coordinatrice dell’associazione culturale della CGIL dopolavoro.

Stefania Burnelli

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