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Accecato dalla gelosia, picchia la compagna per anni: operaio condannato

Un italiano di 29 anni è stato condannato a 3 anni per lesioni e maltrattamenti nei confronti della ex compagna, una commessa italiana di 37 anni. Un incubo durato quasi quattro anni: "Lo amavo troppo, ho aspettato a denunciarlo nella speranza che cambiasse", ha spiegato la donna davanti al giudice.

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Accecato dalla gelosia, aveva reso la vita della compagna un incubo. Un operaio italiano di 29 anni è stato condannato dal giudice Alberto Viti a 3 anni per lesioni e maltrattamenti nei confronti della ex convivente, una commessa italiana di 37 anni. 

Una violenta storia d’amore iniziata nel 2010, quando i due si conoscono chattando su Facebook. Lei, che ha appena divorziato dal marito, con il quale aveva avuto anche un figlio, si innamora di quel ragazzo di otto anni più giovane. Iniziano così a frequentarsi, fino alla convivenza, prima in un appartamento a Locate, in seguito in un’abitazione di Ghisalba.

L’idilio romantico però dura ben poco. Nel giro di alcune settimane lui inizia a essere accecato dalla gelosia e a rovinare la vita alla compagna. Per prima cosa la costringe ad abbandonare il lavoro da ragazza immagine in una nota discoteca dell’hinterland bergamasco. Poi incomincia a malmenarla, con calci, pugni, morsi e spintoni, nelle loro abitazioni ma anche all’esterno del negozio d’abbigliamento di Bergamo dove nel frattempo aveva iniziato a lavorare come commessa.

Un calvario che prosegue per oltre tre anni, fino a quando la donna dopo il quarto referto medico per i pestaggi dell’amante, il 29 ottobre del 2013 si decide a chiamare i carabinieri, che lo arrestano. "Lo amavo troppo, ho aspettato nella speranza che cambiasse", ha spiegato davanti al giudice.

Liberato dopo il fermo dal gip, con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, l’uomo aveva continuato a perseguitarla attraverso messaggi su Facebook ("mi manchi troppo, non posso stare senza di te") con i quali organizzava uscite che si trasformavano in maltrattamenti.

Nella mattinata di mercoledì 14 ottobre è arrivata la sentenza del processo, che si è svolto con rito abbreviato: l’operaio 29enne è stato condannato a tre anni di carcere (grazie allo sconto di un terzo della pena). Il pubblico ministero Gianluigi Dettori aveva chiesto una condanna a 2 anni. 

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