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Recodi alla base di Expo Suoi i pavimenti dei padiglioni Coca-Cola e Giappone fotogallery

Recodi Tecnology Srl di Palosco è l'azienda che ha realizzato il pavimento di due tra i più visitati padiglioni ad Expo Milano 2015: quello del Giappone e della Coca-Cola. Da quasi 50 anni sul mercato, Recodi ha fatturato di circa 7 milioni di euro e dà lavoro a 35 persone.

Per visitarlo migliaia di persone hanno atteso anche sette ore. Non sapendo che sotto i loro piedi quel pavimento del padiglione del Giappone era bergamasco: è stata realizzato dalla Recodi di Palosco. E sempre l’azienda della Bassa Bergamasca vanta la paternità della pavimentazione del padiglione della Coca-Cola.

“Siamo stati contattati dall’Impresa Carsana, che sono nostri clienti, e con loro abbiamo incontrato gli architetti dei due padiglioni che hanno avanzato le loro richieste – racconta Paolo Torri, direttore amministrativo della Recodi –. Per il padiglione Coca-Cola si è trattato di un pavimento di calcestruzzo tradizionale con una corazzata di quarzo, mentre per il padiglione del Giappone, l’architetto ha preteso l’inserimento di alcune mattonelle tipiche che seguissero l’andamento del percorso espositivo”.

In entrambi i casi si tratta di pavimentazioni che dovevano resistere al passaggio di milioni di visitatori che avrebbero ammirato i padiglioni. L’esperienza e il know how di Recodi nelle costruzioni industriali e nel campo alimentare non sono improvvisati, giacché l’azienda è nata nel 1967 e annovera oggi tra i propri clienti nomi del calibro di Barilla e Pastificio Rana per citare i più noti. Una competenza costruita nel tempo, con soluzioni, sia in calcestruzzo sia in resina, sviluppate in partnership con realtà leader mondiali per rivestimenti polimerici quali il colosso della chimica BASF.

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Spiega il socio fondatore, direttore tecnico e commerciale, Luciano Magni: "Le pavimentazioni che soddisfano i requisiti della produzione alimentare devo essere senza giunti, facili da pulire, igieniche, realizzate in modo da non permettere l’insediamento di batteri, resistenti agli acidi e alle sostanze chimiche presenti negli impianti di produzione di cibi e bevande. Il nostro primo pavimento in resina è del 1970, il primo in calcestruzzo senza giunti è del 1994. Aree di miscelazione, confezionamento, celle frigorifere, sale d’imbottigliamento, aree ad atmosfera controllata, laboratori di ricerca: ogni azienda ha le proprie esigenze e la nostra sfida è utilizzare le nostre competenze per fornire soluzioni all’altezza delle scelte produttive e logistiche, delle tempistiche di ogni specifico caso che diviene la spinta di una ulteriore ricerca. Ho sempre tenuto moltissimo all’innovazione e alla ricerca e ho dato questa impronta all’azienda insieme ai miei soci”.

 

Il raggio di azione di Recodi, che ha pavimentato nel 2014 una superficie equivalente a 24 campi da calcio, si estende ben oltre l’alimentare e copre settori che vanno dalla logistica alla grande distribuzione passando dal manifatturiero, dall’aeronautica all’automotive, dall’elettronica alle aree commerciali, con un impegno significativo nell’ambito chimico e farmaceutico. Gli interventi di pavimentazione in ambito chimico-farmaceutico sono notevoli per frequenza, richieste e soddisfazioni, con aziende che figurano tra le prime 50 realtà farmaceutiche al mondo quali Abbott, Baxter Manufacturing, Novartis, Eli Lilly, Roche, Bayer.

“Proprio venerdì 9 ottobre l’azienda ha dedicato un workshop di una giornata intera alla sicurezza e igiene delle pavimentazioni per questo settore. – aggiunge Paolo Torri, socio e direttore amministrativo di Recodi -. A riflettere su sanificabilità, antistaticità, antiscivolo, nonché su basse emissioni e sostenibilità, normative europee e qualità c’erano diverse aziende del settore, 50 i presenti, e ne è scaturito un approfondimento con scambi di esperienze interessanti per tutti”.

Recodi, che vanta un fatturato di circa 7 milioni di euro l’anno, dà lavoro a una trentina di persone che sono attente alle innovazioni sia dei materiali sia della posa. Presenti anche con realizzazioni all’estero, dal Galles alla Germania, dagli Usa all’Arabia Saudita, ora l’azienda di Palosco sta pensando di conquistare nuovi mercati esteri, anche grazie all’esperienza maturata in questi anni e messa in mostra nelle realizzazioni di prestigio ad Expo Milano 2015.

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