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Appalti, favori e pressioni Gli “interessi illeciti” di Mantovani in Lombardia

“Arriveranno anche a me”. E' la frase pronunciata da Mario Mantovani, più di un anno fa, al collega di Forza Italia Claudio Pedrazzini. Una premonizione.

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“Arriveranno anche a me”. E’ la frase pronunciata da Mario Mantovani, più di un anno fa, al collega di Forza Italia Claudio Pedrazzini. Una premonizione. Ora il vicepresidente della Regione Lombardia si trova in carcere, arrestato martedì su richiesta della procura di Milano che lo accusa di turbativa d’asta, corruzione, concussione. Nella telefonata a Pedrazzini Mantovani parla delle domande fatte dalla Guardia di Finanza al suo architetto di fiducia, Gianluca Parotti. E’ un campanello d’allarme, perché proprio il professionista è un filo di una rete di favori molto estesa. Da senatore, da sindaco di Arconate e infine da asssessore a Palazzo Lombardia Mantovani riesce a condizione le scelte di commissioni di gara e fi funzionari pubblici, controllare manager “in atteggiamenti di sostanziale sudditanza”.

LE CONTROPARTITE – Gli inquirenti hanno individuato dodici prestazioni ricevute a titolo gratuito dal vicepresidente dall’architetto Gianluca Parotti. Si va dal restauro di villa Clerici di Rovellasca fino alla progettazione di palazzine residenziali. In cambio Perotti entra nel giro della sanità. Una delle accuse ruota attorno al servizio di trasporto dializzati dell’Asl 1 di Milano, che Mntovani avrebbe condizionato per favorire la “Croce azzurra Onlus”. Attraverso il collaboratore di Mantovani, Giacomo Di Capua, il gruppo si attiva e contatta il direttore generale dell’Asl, Giorgio Scivoletto (indagato), per vanificare gli esiti del bando. Il manager "ometteva così di assumere le delibere conseguenti all’aggiudicazione" e "prorogava le convenzioni alle associazioni che già avevano il servizio, tra le quali la Croce Azzurra". Il tutto, scrive il gip, "pur di favorire coloro che avrebbero portato consenso politico".

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