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Stop ai bus alla fine di dicembre: protestano sindacati e dipendenti

“La nostra non è una protesta contro una singola azienda, ma contro il consorzio di più aziende che hanno deciso di chiudere il servizio l'ultima settimana di Dicembre.” Hanno esordito così i rappresentanti delle categorie sindacali nel corso del presidio, che si è svolto alla stazione delle Autolinee di Bergamo, per sensibilizzare sui disagi che si prospettano con il blocco delle linee deciso dalle aziende.

“La nostra non è una protesta contro una singola azienda, ma contro il consorzio di più aziende che hanno deciso di chiudere il servizio l’ultima settimana di Dicembre.” Hanno esordito così i rappresentanti delle categorie sindacali nel corso del presidio, che si è svolto alla stazione delle Autolinee di Bergamo, per sensibilizzare sui disagi che si prospettano con il blocco delle linee deciso dalle aziende.

“A noi è arrivata una petizione da parte degli utenti che lamentano della chiusura del servizio a fine dicembre, siamo completamente d’accordo con loro – hanno riferito Luca Stanzione, segretario generale della Filt Cgil di Bergamo, Renato Lorenzi, rappresentante Fit Cisl di Bergamo, Giacomo Ricciardi di Uil Trasporti di Bergamo e Eros Trionfini di Ugl Trasporti -. Siamo di fronte ad un’anomalia, ad aziende che stanno tenendo sotto ricatto l’intero territorio. Addirittura abbiamo letto di una lettera del presidente di Anav Lombardia, che è anche un industriale bergamasco perché stiamo parlando di Locatelli, in cui si esprimeva solidarietà agli utenti, quindi con la mano sinistra si chiude il servizio e con la destra si scrivono lettere di solidarietà.”

Eppure le soluzioni per evitare il blocco del servizio non mancano: “Le soluzioni principali sono due – continua Stanzione -. La prima è un intervento puntiforme che consiste nella riduzione di corse vuote, anche se questo intervento richiede tempo e e sappiamo che tempo non ce n’è. Per questo si potrebbe ricorrere ad un secondo intervento che può essere realizzato in tempi brevi e cioè l’utilizzo del piano orario domenicale o estivo­festivo, che è quello più ridotto e asciutto, e che può essere esteso anche oltre l’ultima settimana di Dicembre. Questo consentirebbe il non blocco totale di tutto il servizio pubblico.”

La questione della chiusura del servizio si inserisce all’interno di un problema generale che coinvolge il trasporto pubblico locale: “Abbiamo l’impressione che questo blocco totale nasconda una volontà di sollevare un grande polverone su un problema reale, cioè il taglio dei finanziamenti al trasporto pubblico locale­ dichiarano i rappresentanti dei sindacati del settore. In sostanza, le aziende stanno lamentando la mancanza di risorse economiche. La situazione è questa: sul territorio di Bergamo c’è un’evasione tariffaria importante, i cosiddetti ‘portoghesi’. Le due principali aziende del trasporto pubblico locale, Locatelli e SAB, hanno disdetto gli accordi di secondo livello sulla bigliettazione, che danno una mano a combattere i portoghesi. Ci sono rivendite che non hanno biglietti da mesi e il cittadino non riesce a trovarli. Disdire quegli accordi che incrementano la vendita dei biglietti e combattono i portoghesi è una bizzarria, anzi incentivano chi non vuole e, in questo caso non riesce, a pagare e ad avere il biglietto. Ciò determina una notevole perdita dal punto di vista economico.”

Ma problemi e disagi non sono finiti qui: ”Un’altra situazione critica è quella delle percorrenze: orari e andamenti degli autobus non sempre coincidono­ precisa Stanzione. È quindi necessario rivedere percorrenze ormai datate, considerando che la viabilità è cambiata così come il numero di macchine in circolazione. Ciò influisce inevitabilmente anche sul percorso dell’autobus. A ciò si aggiunga la sovrapposizione di tratte, le frantumazioni tariffarie, ovvero per andare da un posto ad un altro ho bisogno di più titoli di viaggio e le rotture di carico, per andare da un posto ad un altro servono 3, 4, 5 autobus. “

“Inoltre, bisogna potenziare il servizio in determinate fasce orarie, come quelle in cui ci sono gli studenti, a scapito di altre fasce come quelle pomeridiane meno affollate”, aggiunge Trionfini.

Già il 14 novembre, in occasione degli Stati Generali del Trasporto Pubblico Locale si potrebbe arrivare ad una soluzione condivisa.

Intanto, la Provincia di Bergamo è la prima provincia italiana ad aver istituito l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, all’interno del quale le organizzazioni sindacali devono avere un ruolo importante, che avrà il compito di ridisegnare il sistema di trasporto pubblico oggi troppo frammentato e inefficiente.

Luca Stroppa

Commenti

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  1. Scritto da Matteo gelmi

    Le cifre, ben più alte, che andrebbero recuperate sono quelle sperperate dai manager e dagli amministratori delegati di ATB, SAB e TEB per citarne alcuni.Se qualcuno andasse a visionare i bilanci delle aziende sopracitate, potrebbe scoprire che qualche amministratore delegato percepisce 35000 euro come SECONDO stipendio da una partecipata dell’azienda principale che lui dirige. Si potrebbe rendere conto di quanti soldi vanno spesi in consulenze, pranzi e cene aziendali, bonus ad personam.

  2. Scritto da mario

    Parla con qualsiasi autista di atb-sab-teb-locateli ecc e cambierai idea.

  3. Scritto da Maurizio

    Dove sono i politici bergamaschi? Sono solo capaci di bla..bla..bla..mandarli a lavorare in cantiere assieme ai sindacalisti che tutto fanno tranne che tutelare i lavoratori e il lavoro.Si sono svegliati oggi alle 10.00. Sveglia!!!!

  4. Scritto da maria

    non sono solo gli studenti che utilizzano, i pulman ma anche persone comuni non automunite ,e mi rifiuto di credere che il trasporto sia in perdita , altrimenti non si capisce perche si osteggia il trasporto privato caldeggiato dai genitori dell alberghiero, avevamo un treno è stato barattato con i pulman e ora ci lasciate a piedi !!complimenti!!politici dove siete??il danno a suo tempo l avete fatto voi!!!svegliaaaaaaaaaaa

  5. Scritto da mario

    Aziende che tengono sotto ricatto il territorio. …
    ..e mi permetto di aggiungere (visto che lavoro in una importante ditta di trasporto pubblico in bergamasca) territorio e lavorator! !
    E questo grazie anche ai sindacati che parlano bene e razzolano male!

    1. Scritto da Aniello

      I sindacati sono scesi in campo e non solo! Oltre a dover difendere i lavoratori da disdette di accordi integrativi, sono anche costretti a trovare soluzioni alle aziende, come affrontare i problemi e trovare soluzioni.
      Oggi i sindacati oltre a difendersi dagl’attacchi delle imprese devono difendersi anche dalla gente che punta il dito e pensa di cambiare il mondo puntando il dito contro gl’altri!!