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Morto ad Albino, un delitto da criminalità organizzata Al vaglio celle telefoniche fotogallery

In attesa del dna per risalire all'identità del cadavere trovato nel bagagliaio, si analizzano le celle telefoniche. Ancora irreperibile l'ucraino a cui era intestata l'auto. Non si tratterebbe di un semplice delitto, ma qualcosa di più.

Non si tratterebbe di un semplice delitto, ma qualcosa di più. Ne è convinto chi indaga sul rogo dell’auto ad Albino con all’interno una persona. 

Per cercare di fare luce su cosa sia successo nella notte tra sabato e domenica in via Santissima Trinità, gli inquirenti attendono il risultato del test del dna.

Dall’esito, atteso per le prossime 48 ore, il pubblico ministero Antonio Pansa spera di poter dare un nome alla vittima del rogo, che non è ancora stato classificato come omicidio anche se gli indizi raccolti, soprattutto il ritrovamento all’interno del bagagliaio, non lasciano molti dubbi. Il corpo era talmente carbonizzato che non è stato possibile determinarne nemmeno il sesso e una possibile età.

Guarda il video:

Il rogo ha completamente distrutto anche l’auto, una Opel Vectra station wagonintestata a un cittadino ucraino residente in Bergamasca. L’uomo, un operaio edile di 33 anni, sposato e senza precedenti, risulta irreperibile, così come la moglie e la figlioletta. Ma non è escluso che possa trovarsi all’estero insieme alla famiglia.

Nel frattempo è stata fissata per giovedì mattina all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo l’autopsia sul cadavere, in particolare sugli organi interni ancora analizzabili. Dal risultato si spera di capire anche qualcosa in più sulle modalità del delitto.

Al vaglio le celle telefoniche della zona, per cercare di capire chi sia passato nelle ore a cavallo del delitto. Sono state anche acquisite le telecamere di sorveglianza installate nelle strade che portano al luogo del rogo. Via Santissima Trinità è una stradina stretta, nei pressi della tramvia, che si trova in una zona isolata, usata da coppiette o giovani tossicodipendenti.

A scoprire il rogo è stato un agricoltore che abita lì vicino, domenica mattina intorno alle 9. Pensava fosse solo un’auto che bruciava. Ha così chiamato i vigli del fuoco, che giunti sul posto hanno trovato il cadavere. La notte precendente, un altro abitante della zona, passando intorno alle 2 non aveva notato nulla di strano. 

Chi indaga parla di gente esperta in questo di azioni, tanto da non lasciare tracce particolari, nemmeno una tanica di benzina. Un’azione messa in atto non solo per eliminare la persona morta, ma anche per lanciare un messaggio. Tanto da far pensare a qualcosa in più di un semplice delitto, ma a un regolamento di conti da criminalità organizzata. 

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