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Mercatanti? Un successo anche per i negozi del centro Gli unici assenti: i bagni fotogallery

Tanta clientela, tanto lavoro e tanti guadagni, ma quei bagni... Si può riassumere così il pensiero dei commercianti all'indomani della chiusura della quattordicesima edizione dei Mercatanti in Fiera.

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Dall’8 all’11 ottobre il Sentierone è stato letteralmente invaso da migliaia di persone che hanno preso d’assalto i numerosi stand presenti per l’occasione. Un’opportunità anche per i negozianti della zona che hanno visto incrementare la clientela e di conseguenza guadagni ed incassi.

Ma c’è un ma… già perché se le casse di bar e negozi si sono giovate della folla di visitatori, altrettanto non si può dire dei loro bagni e della zona antistante agli esercizi commerciali, dove sporcizia e rifiuti hanno costretto i dipendenti ad un extra­lavoro di pulizia. “Il lavoro, di certo, non è mancato, anzi la clientela è stata particolarmente numerosa – dichiara Giuseppe Ambrosini, barista del Nazionale Caffè –. A livello di quantità di clienti e di giro d’affari non possiamo assolutamente lamentarci, anzi l’evento ha certamente permesso un maggior afflusso di persone anche nel nostro locale.”

E fin qui tutto ok, ma è la questione bagni e sporcizia la nota dolente.

“La situazione bagni e servizi igienici è stata piuttosto negativa. Molti venivano solo per usare i servizi – continua Ambrosini­ e c’è stato parecchio caos e affollamento, ma questo è normale visto che il nostro è un locale pubblico e chiunque può usufruire del bagno; il problema è che non tutti li hanno rispettati. Le condizioni in cui li abbiamo trovati dopo la chiusura non sono state certo delle migliori. In ogni caso il bilancio complessivo dell’evento è sicuramente positivo perché vi assicuro che abbiamo lavorato parecchio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Ervin Hodza del Caffè del Colleoni: “La fila ai bagni e l’affollamento di certo può essere stato un problema ma l’avevamo messo in preventivo. Del resto è impossibile pretendere che non succeda con tutta la gente che c’era nel centro di Bergamo. Domenica, soprattutto, quasi tutto il giorno c’è stata la fila lungo le scale che portano al bagno. In ogni caso in questi giorni, la folla di gente per la manifestazione ha giovato anche a noi, perché il numero di clienti è stato notevole, addirittura meglio di molte altre domeniche, quindi non possiamo lamentarci”.

Difficile anche la situazione nella zona del Balzer, dove per mettere alla clientela di usufruire della piazza e dello spazio di fronte al locale, baristi e dipendenti hanno dovuto raccogliere sporcizia e rifiuti vari.

“I nostri lavoratori hanno dovuto eliminare i rifiuti lasciati fuori dal locale dopo la chiusura; ma il maggior problema è stato l’affollamento creato da chi non è andato ai servizi e non ha consumato ­ sentenzia Michele Bombonato, socio del Balzer. Per legge chiunque entri in un locale pubblico per usufruire dei servizi igienici non è obbligato a consumare; quindi si è creata una situazione particolare con 30-­40 persone in fila lungo le scale per andare in bagno e con conseguenti disagi per chi era nel locale, clienti e lavoratori. Su questo aspetto credo che l’organizzazione avrebbe potuto fare di più. Comunque, è chiaro che la folla di persone che ha partecipato alla manifestazione ha avuto effetti positivi anche per noi, soprattutto a livello di quantità di clienti.” Ma è proprio questo il prezzo del guadagno?

Luca Stroppa 

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Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    mha…. è un disagio sopportabile credo…anche perche’ secondo me tra un bagno a 50 cent e uno gratis la gente va dove è gratis… lo faccio anche io… per il resto credo che il vero problema sia trovare un giusto spazio per tutte queste bancarelle..non capisco il senso di chiudere da porta nuova a via verdi e disporre le bancarelle solo lungo via XX settembre o zona Balzer…

  2. Scritto da nico

    All’estero anche in piccole città è capitato di trovare “container” di design con gabinetti “spettacolari” accessibili a tutti (disabili, mamme con bimbi piccoli, ecc…) pagando 50cent…? credo che una soluzione potrebbe essere trasformare la “domus bergamo” in bagni pubblici puliti, funzionali e economici dotando il centro di bergamo di un servizio ai cittadini e ai turisti che visitano e frequentano la città… Il servizio si ripagherebbe da solo…

  3. Scritto da luca

    La questione bagni c’è sin dalla prima edizione. Due bagni per 150.000 persone penso siano pochini. E non è pensabile di poter usufruire dei servizi dei bar: un caffè per una orinata trasforma il bar in una latrina in cambio di pochi spicci.

    1. Scritto da Vespa Siano

      Solo i non più giovani ricordano il mitico Diurno, interrato proprio sotto i portici del Sentierone, dove fino a 40 anni fa trovavi bagni, docce, barbieri… e perfino tavoli in panno verde per giocare “a stecca” o a boccette? Sembrava una scenografia dei film di Fellini.

  4. Scritto da Daniele

    A onor del vero c’era una coppia di bagni chimici vicino alla fontana del Donizetti, ma erano in condizioni vergognose.
    Ci sarebbe però da dire che nei piccoli comuni manifestazioni come questa -in scala più ridotta ovviamente- vengono sovvenzionate anche dalle associazioni dei commercianti. E giustamente: troppo comodo sennò portare a casa solo i guadagni e lasciare tutti gli oneri alla comunità!

  5. Scritto da Winston C.

    Amòturna! Palazzo Frizzoni dovrebbe rendere accessibili i propri bagni, almeno sin che si decidono a dotare Bergamo di una rete di gabinetti di decenza. E’ il Comune un servizio pubblico? O no.