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Voto unanime del Consiglio “Massima attenzione al futuro dei lavoratori Italcementi”

Ecco le richieste contenute in un ordine del giorno votato all'unanimità del Consiglio comunale intervenuto sulla vendita di Italcementi alla tedesca HeidelbergCement.

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“Massima attenzione agli sviluppi della vendita di Italcementi, reinvestire la plusvalenza in attività innovative sul territorio bergamasco, individuare Bergamo come sede del Sud Europa del nuovo gruppo”. Sono le richieste contenute in un ordine del giorno votato all’unanimità del Consiglio comunale intervenuto sulla vendita di Italcementi alla tedesca HeidelbergCement.

“Nel gruppo lavorano, nei vari stabilimenti italiani, circa 3 mila dipendenti, di cui 850 occupati nella nostra provincia (circa 700 tra la sede in Bergamo città e il centro di ricerca “i.lab” e altri 150 a Calusco d’Adda) – si legge nel documento presentato dal consigliere Pd Alberto Vergalli -. Ad oggi, già prima dell’operazione di acquisto, 120 dipendenti di Bergamo (di cui 110 dipendenti e 10 lavoratori della cementeria di Calusco) e complessivi 444 dipendenti a livello nazionale sono interessati dalla Cassa integrazione straordinaria, un ammortizzatore sociale utilizzato per la gestione degli esuberi previsti dal vecchio piano di riorganizzazione. Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione per le conseguenze dell’operazione, chiedendo garanzie per lo sviluppo industriale e la salvaguardia dell’occupazione, con particolare riferimento ai lavoratori del centro direzionale e del settore ricerca e sviluppo di Bergamo e sollecitando l’impegno diretto del governo e del ministero dello sviluppo economico. Preso atto della forte preoccupazione per i lavoratori di Italcementi espressa a più riprese dallo stesso sindaco di Bergamo, da ultimo nel corso dell’Assemblea di Confindustria Bergamo del 5 ottobre. Il Consiglio comunale esprime la propria totale vicinanza a tutti i dipendenti del Gruppo Italcementi e in modo particolare alle circa 800 famiglie che, in un momento così delicato, vivono con apprensione e preoccupazione la proprie prospettive lavorative. impegna il Sindaco di concerto con la delegazione parlamentare

1) a rappresentare la vicinanza di tutto il consiglio comunale all’assemblea dei lavoratori di Italcementi programmata per il prossimo 23 ottobre.

2) a farsi portavoce presso il Governo della vicinanza della comunità cittadina nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie.

3) a sollecitare la massima attenzione da parte del ministero per lo sviluppo economico e del ministero del lavoro per la gestione delle conseguenze dell’operazione HeidelbergCement-Italcementi dal punto di vista occupazionale (con particolare riferimento all’attivazione dei necessari ammortizzatori sociali) ed economico, difendendo l’importante patrimonio di professionalità e competenze

4) a sostenere le proposte sindacali riguardanti l’individuazione a Bergamo della sede per il Sud Europa del nuovo gruppo e la valorizzazione del centro di ricerca i.lab.

5) a sollecitare Italmobiliare a reinvestire almeno parte della plusvalenza realizzata in attività produttive appartenenti a settori innovativi in grado di generare nuovi posti di lavoro sul territorio bergamasco”.

LE DICHIARAZIONI – “Questa vicenda ci sta molto a cuore e per quello che possiamo faremo la nostra parte – spiega il sindaco Giorgio Gori -. Questa vicenda avrà conseguenze rilevanti per l’occupazione della nostra città. Prima delle speranze viene la preoccupazione per i lavoratori e porterò la posizione del Consiglio all’assemblea dei dipendenti Italcementi il prossimo 23 ottobre. Inoltre farò al più presto una riunione con tutti i parlamentari bergamaschi. Purtroppo si fa grande fatica ad individuare l’interlocutore: l’accordo non è definitivo, è sottoposto al controllo dell’antitrust. Nel frattempo è difficile anche parlare con i nuovi padroni perché non lo sono ancora. E inoltre è difficile anche parlare con chi ha venduto: diciamocelo, non è stata una fusione, ma una vendita. Quello che si sta cercando di fare è coinvolgere il governo, per farsi carico della questione e cercare un incontro con i nuovi proprietari. La vicenda dei lavoratori in cassa integrazione, 180 a Bergamo, è impellente. E’ fondamentale portare a casa una proroga, perché il termine scade il prossimo 31 dicembre. Quello che sta a noi è motivare la società: sono convinto che la famiglia Pesenti ha interesse per questo territorio. Ho avuto sempre di fronte un interlocutore che tiene alla città. Ho detto che avrei sperato che alla fine dei conti sia possibile, da qui a qualche tempo, poter dire che questa vendita non è stata così negativa per il territorio, con l’arrivo di posti in settori innovativi. E’ un auspicio. Del resto, che cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata questa vendita, a fronte di un crollo del mercato del cemento? Sappiamo tutti cosa è successo all’edilizia. Credo che la vendita non sia necessariamente un fatto da leggere in termini negativi, è giusto concentrarsi sui destini personali dei lavoratori, ma in prospettiva in questo territorio si può tirare fuori qualcosa di buono. Cercheremo di fare la nostra parte”.

Intervento critico dell’ex sindaco Franco Tentorio: “ Quella di cui stiamo parlando è un’operazione di rilievo per l’economia mondiale. C’è chi può avere vantaggi e chi svantaggi. Di sicuro hanno avuto vantaggi i soci che hanno visto valorizzare la partecipazione in maniera molto significativa. Potrebbero però esserci degli elementi negativi per la nostra comunità e in particolare per i nostri lavoratori. Non vorremmo che i buoi fossero già scappati: ottenere a posteriori ciò che non era stato stabilito nel contratto originario non sarà facile. Se la politica, la tanto odiata politica, e i sindacati fossero stati maggiormente coinvolti queste clausole potevano essere inserite. Non è stato informato nessuno e ora la posizione della realtà bergamasca è molto debole. Nulla impedisce di provarci, in una condizione di sudditanza, con il rimpianto che una grande realtà bergamasca non sia più tale. Speriamo almeno che resti una realtà importante del nostro territorio”. Secondo il vicesindaco Sergio Gandi la voce del Consiglio comunale potrà essere ascoltata: “Il primo rilievo che vorrei fare è che il consiglio comunale con questa iniziativa assume un ruolo da protagonista. Parliamo all’intera comunità cittadina e provinciale. Quando su temi così importanti il Consiglio assume una posizione credo che faccia un grande servizio a tutta la politica bergamasca. Il sindaco a più riprese ha espresso preoccupazione e con questo ordine del giorno di carica sulle spalle una responsabilità, affinché si spenda nei confronti della proprietà per realizzare obiettivi sapendo che si tratta di questioni complesse”.

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Commenti

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  1. Scritto da luigi

    positivo che si prenda atto della difficile realta’. Cosa grave che fosse passata l’info che fosse solo un’opportunita’ senza tener conto delle tante variabili negative che un’operazione di tale rilievo puo’creare a livello sociale. L’esperienza della prevalente chiusura del polo tessile della Val Seriana deve insegnare il grave dissesto sociale ed economico che ha creato al sistema industriale provinciale.
    La storia deve insegnare anche di non reiterare gli errori

  2. Scritto da Bender

    Mi auguro che tutta la realtà locale prenda coscienza di quello che è accaduto:
    Venduti da un giorno all’altro senza preavviso
    Cassa integrazione che termina il 31 Gennaio (proroghe forse)
    Non poter parlare con nessuno che conti ( ovvero i crucchi fino a data da destinarsi)
    Ci sono 700 posti di lavoro e altrettante famiglie a rischio..

    Quando si parlava di immagine stavano manifesti di persone quando si consumano drammi non si sa mai niente? bella società!!

  3. Scritto da Magister

    Vi aveva già comprati con soldi per il piazzale della stazione e il palaghiaccio, comprati voi e immagine per tenere calma la città, piantatela di fare educande quando è tardi per tutto.

    1. Scritto da Pino

      Tienici tu una lectio magistralis su cosa avrebbero potuto fare sulla base delle leggi italiane . Te lo dico io ? NIENTE.

      1. Scritto da coniatore

        Sono concorde con te, motivo in più per evitare una delibera il cui unico scopo è quello di far sembrare che l’amministrazione possa qualche cosa, in realtà ci si fa belli e impegnati sulla pele di chi verrà nonostante gli appelli scaricato e poi si sa dell’amicizia tra Gori e i vertici di Italcementi, più di qualche sussurro non dirà.

  4. Scritto da bla bla bla

    E’ il mercato che comanda, non il consiglio comunale di Bergamo.
    I loro bla bla bla non contano nulla. Se il capitale dell’azienda decide di investire da qualche altra parte perché si produce con costi inferiori, il bla bla bla non conta nulla.
    Ce lo chiede il mercato, ce lo chiede l’Europa. Contano i profitti. La gente che lavora non conta un c..o. E’ il capitalismo, bellezza, è la globalizzazione. Godetevela, e quando sarete a spasso rivolgetevi al consiglio comunale di Bergamo.