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Musica per una società senza pensieri: l’originale Sousaphonix di Ottolini fotogallery

Primo appuntamento con l'Atelier Musicale all'Auditorium Di Vittorio con il Sousaphonix di Mauro Ottolini, organico unico ed originale che arrangia musica popolare proveniente da tutto il mondo e spesso cantata nelle lingue dei paesi di provenienza.

di Dario Guerini 

E’ ripartita a Milano la nuova edizione dell’Atelier Musicale all’Auditorium Di Vittorio presso la Camera del Lavoro in corso di Porta Vittoria. Lo spirito del programma è muoversi sul terreno dell’intreccio culturale tra musiche diverse, pur mantenendo nel jazz e nella musica colta contemporanea il suo fulcro principale.

Il primo appuntamento di sabato 3 ottobre ha visto sulla pedana il Sousaphonix di Mauro Ottolini, formazione tra le più originali della scena italiana. E’ stata un’esperienza di forte impatto emozionale e sonoro ascoltare brani di musica popolare, arrangiati da Ottolini, proveniente da tutto il mondo e spesso cantati nelle lingue dei paesi di provenienza.

Non per niente il titolo del progetto è Musica per una società senza pensieri.

La scaletta del concerto è stata costruita all’ultimo momento, scegliendo alcuni brani sulla base del feeling scaturito col pubblico, ma il progetto completo è composto da 24 pezzi, un viaggio immaginario per il mondo, partito un paio d’anni fa, che incontra voci e figure quasi mitologiche come Duke Ellington e la sua orchestra, la grande cantante egiziana Oum Kalthoum, la voce intensa di Amalia Rodriguez, il compositore giapponese Yamada Kosaku, le note e le danze tribali della giungla blu dell’imperatore Cha Ku. E poi spirituals, note caraibiche, balcaniche, arabe, persino canti alpini.

Sul piano artistico l’esito è un lavoro di fantasia sorretto da una costruzione musicale tanto rigorosa quanto aperta, interpretata magistralmente dalla band di Ottolini e della voce di Vanessa Tagliabue Yorke. Un organico unico ed originale (anche nel curioso abbigliamento) che sa utilizzare anche strumenti di lontane tradizioni come conchiglie, sax di bambù, pietre sonore.

Ne è uscito un mosaico sonoro con un risultato timbrico davvero inaudito, grazie alla perizia di Ottolini, vorace masticatore di generi, e alla spontaneità emotiva del jazzista che è in lui, in grado di arrangiare un insieme di strumenti così variegati e nell’assegnare ai numerosi musicisti un ruolo non certo facile.

La band di 16 elementi comprende anche il “nostro” Guido Bombardieri, elegantissimo nell’abito tessuto di dollari e pregevole al clarinetto e al sax alto. L’organico completo è composto da Vanessa Tagliabue Yorke: canto; Vincenzo Vasi: voce, theremin, marimba, toys, ukulele; Dan Kinzelman: clarinetti, sax, flauto; Guido Bombardieri: clarinetto, sax alto; David Brutti: sax soprano, sax basso, sax baritono; Flavio D’Avanzo: tromba, flicorno; Paolo Botti: viola, violino; Valeria Sturba: violino, elettronica; Roberto De Nittis: armonio; Titti Castrini: fisarmonica; Mario Evangelista: chitarra hawaiana; Peo Alfonsi: chitarra classica; Enrico Terragnoli: chitarra elettrica, banjo, podofono; Danilo Gallo: contrabbasso; Zeno De Rossi: batteria; Simone Padovani: percussioni; Mauro Ottolini: trombone, musiche, arrangiamenti, direzione. 

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