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Ingegneria: “Noi studenti stipati come sardine, i cestini a far da banco”

La lettera-appello di una studentessa di Ingegneria al secondo anno universitario rivolta al rettore lamenta le ristrettezze fisiche con aule strapiene e gare a chi arriva prima ad accaparrarsi un posto.

La lettera-appello di una studentessa di Ingegneria al secondo anno universitario rivolta al rettore lamenta le ristrettezze fisiche con aule strapiene e gare a chi arriva prima ad accaparrarsi un posto. 

Egregio Rettore dell’Università di Bergamo,

Sono una studentessa di Ingegneria e le scrivo per farle presente un problema che spero lei possa risolvere.

Frequento il secondo anno di corso di Ingegneria meccanica a Dalmine, come me altri 100 (e passa) colleghi, ai quali vanno aggiunti alcuni studenti di altri distretti e pure altri colleghi di anni superiori.

La situazione nelle aule dove facciamo lezione è, in una parola, invivibile e temo non siano nemmeno rispettate le norme di sicurezza: studenti costretti ad arrivare in aula ben due ore prima dell’inizio della lezione per accaparrarsi i posti nelle prime file, mentre chi arriva "solo" un’ora prima per sedersi è costretto a prendere le sedie del corridoio e portarsele ai lati dell’aula dove sta stipato come le sardine in scatola. 

Per non parlare poi dei cestini da cui vengono rimossi i sacchi dello sporco perché sia possibile avere un tavolo improvvisato su cui appoggiarsi per scrivere.

Quando poi prima c’è un altro corso, allo scoccare dell’ora si vedono studenti che, come stormi di avvoltoi, si lanciano senza ritegno fuori dalla stanza per raggiungere l’aula successiva prima degli altri.

Allego le foto di una lezione normale del semestre attuale del secondo anno di Ingegneria meccanica, da cui può ben vedere che la situazione è veramente alle strette.

Ora la domanda è semplice: è possibile fare qualcosa per questa situazione?

Perché credo debba essere motivo di vanto il fatto che ci siano molti più studenti che desiderano seguire con passione i corsi, però…

Grazie mille per l’attenzione, e se in qualche modo si potrà migliorare questa situazione noi studenti le saremo molto grati

Lettera firmata

Commenti

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  1. Scritto da ferdi

    Ecco la Buona Scuola lodata dalla Graziani.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Guardi che qui si parla di università, ente autonomo su cui la dottoressa Graziani non ha alcuna competenza. Una informazione minima invece sarebbe una competenza di cittadinanza indispensabile.

      1. Scritto da La verità fa male

        Correva l’anno 1990, Silvio B. non era ancora “disceso in campo” in politica, ero un fresco studente di 20 anni dell’Università di Bergamo, e uno dei problemi erano le aule sovraffollate al seminarino e nella sede di via Salvecchio per i corsi delle materie principali. 25 anni dopo, nonostante il progresso e le nuove sedi e tutto il resto, il problema del sovraffollamento delle aule a quanto pare esiste ancora. Mi dica lei di chi è la competenza perchè la situazione è grottesca

      2. Scritto da ferdi

        Giusto, perdindirindina!!! Al ma scüse……. Vero che nelle scuole di competenza Graziani viaggia tutto a gonfie vele, con clero e militari a inaugurare l’anno scolastico. Tutto a posto, al ma scüse amò ;-)

        1. Scritto da Narno Pinotti

          «Imbroglione di un verduraio! Mi ha venduto dei carciofi mollicci e dolciastri. Gli dovrebbero togliere la licenza!». «Veramente era una pasticceria, e ne sei uscito con un bignè in bocca». «Sì, ma comunque il governo è amico di quelli delle serre, e gli lascia invadere il mercato con carciofi immangiabili». «Certo, hai ragione. Saranno le scie chimiche, maledetta Bilderberg!»

          1. Scritto da La verità fa male

            Mi arrendo senza condizioni, e invito anche il commentatore “ferdi” ad arrendersi. In questo articolo si segnala solamente un problema (quello delle aule universitarie sovraffollate) che per mia diretta esperienza esisteva anche nel 1990 nel seminarino e in via Salvecchio. Ma il professor N.P. (che si occupa di scuola e non di verdure, carciofi e bignè) probabilmente non ha nulla da dire su questo problema: interessa solo impartire le sue lezioncine a noi comuni e semplici mortali

  2. Scritto da Dhana_fanpage.official

    Ma ragazzi come fate a pensare a questi problemi quando non ci hanno ancora ridato i marò?

    MENO SEDIE PIU MARO’

    1. Scritto da genio

      sei un genio!

  3. Scritto da paola

    In tutto questo i rappresentanti degli studenti che fanno?

    1. Scritto da Marco Bonomelli

      In tutto questo i rappresentanti si muovono quando gli vengono segnalati problemi. Purtroppo spesso si preferisce alimentare polemica piuttosto che cercare di risolvere i problemi. Comunque vi tranquillizzo che ci stiamo organizzando per verificare la situazione.

    2. Scritto da Rappresentanti degli Studenti Ingegneria

      Buongiorno gent.ma Paola,
      a differenza di quanto può pensare noi Rappresentanti degli Studenti di Ingegneria siamo molto attivi presso la Scuola.
      Chiaramente riusciamo ad intervenire ove abbiamo segnalazione da parte dello studente, in questo caso NESSUNO ci ha contattato per segnalare e sistemare la situazione. Teniamo a precisare che questa situazione è un caso anomalo e non la normalità nella nostra sede.
      Sarebbe bastato richiedere un cambio aula per sistemare la situazione!!

  4. Scritto da andrea

    Ho studiato economia a Bergamo (città alta) negli anni 80: lo stesso problema aule stracolme e spazi insufficienti. Ben diversa e migliore è stata la carriera universitaria di mia moglie (Milano Statale) e mia sorella (Milano Cittàstudi). Mi dispiace saper che a ncora oggi certe situazioni si ripetano. So di certo che se i miei figli andranno all’università non lo faranno certamente a Bergamo, mi spiace ma e così!

    1. Scritto da Marco Bonomelli

      Allora i suoi figli non avranno l’occasione di vivere una stupenda esperienza universitaria. Consiglio di andare a vedere gli altri Atenei prima di sentenziare. Bergamo non è perfetta ma sta crescendo costantemente e già oggi è considerata per certi versi un modello.

      1. Scritto da andrea

        Non ho elementi per appurare se il gap con Milano sia stato colmato, ne dubito fortemente. Resto della mia idea che non è una sentenza, ma figlia di esperienza diretta.

  5. Scritto da suvvia

    oltre 20 anni fa in citta’ alta le lezioni piu’ seguite si facevano al teatro-cinema del “seminarino” spesso seduti anche per terra o sugli scalini…. ci si arrangiava senza lamentarsi e non credo abbia inciso alcunche’ sul percorso di studi. Frequentare aiuta ma non e’ indispensabile, specie per chi lo vuole fare nel migliore dei modi e questo non e’ possibile. Se vi lamentate per queste “piccole” cose non oso immaginare cosa succedera’ quando sbarcherete nel mondo del lavoro…

    1. Scritto da andrea

      Contenta lei…
      l’università non è gratis ed è giusto pretendere almeno un minimo.

      ricordo benissimo le lezioni al Seminarino e non ne ho nostalgia. se a Bergamo sono ancora fermi a quegli anni meglio, per chi può, le università milanesi, mi creda.

      1. Scritto da erbadelvicino

        per livello di insegnamento e docenti l’universita’ di bergamo, a parte rare e costose eccezioni, non ha mai avuto nulla da invidiare a quelle di milano per quanto concerne le principali facolta’. Poi per carita’, se per avere un posto comodo per un paio di lezioni a settimana uno e’ disposto a sobbarcarsi trasferimenti (magari con i “comodissimi” treni pendolari….) per tutta la durata degli studi liberissimo. Chissa’ perche’ meta’ degli studenti unibg vengono da fuoriprovincia…

        1. Scritto da andrea

          Nulla da invidiare? Per me da Treviglio, Milano è più facile da raggiungere di Bergamo, quanto al livello d’insegnamento e docenti, sono trascorsi molti anni, ai miei tempi Milano era un altro pianeta.

        2. Scritto da andrea

          chissà perchè i bergamaschi scappano a milano…

  6. Scritto da giulio

    Intollerabile, ma non hanno controllato se i banchi erano sufficienti agli iscritti. Se questo è il metro dell’organizzazione!!!!

  7. Scritto da giuseppe

    Penso sia il risultato di più fattori: molti più iscritti perchè non si trova lavoro, selezione non troppo rigida (più iscritti più soldi), mancanza di fondi per la scuola a tutti i livelli. E chi ne soffre? Sempre i soliti, studenti, genitori, insegnanti…