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Ernst, premio Nobel della risonanza magnetica fa divertire con la chimica

E il prof Partanen si presenta sul palco con un cranio in mano, come Almeto: è stato "creato" da una stampante 3D. BergamoScienza affronta così il secondo weekend del 2015

La prima settimana dedicata alla tredicesima edizione di BergamoScienza è stata scandita da numerosi appuntamenti: dai laboratori destinati alle scuole e ai privati (tra i quali abbiamo ricordato “Fammela in testa” e “Il sole e la misura del tempo”), alle proiezioni dei film, firmate Lab80: “La diabolica invenzione” di Karel Zeman con le illustrazioni fantastiche di Jules Verne e le riflessioni etiche sugli scopi delle scoperte scientifiche e “Nostalgia della luce” di Patricio Guzman, alla scoperta degli ‘archeologi del cielo’ e dei più potenti telescopi del mondo situati nel deserto di Atacama in Cile; dalla conferenza sul Big Bang con gli interventi di Antonio Pascale e Amedeo Balbi in “Dal Big Bang alla civiltà, in sei immagini”, ai trucchi illusionistici di Carlo Faggi e le lezioni sul nostro modo di vedere e percepire le immagini di Paolo Nucci con lo spettacolo “Da grande anch’io- Apri gli occhi”.

Ad inaugurare il secondo weekend del festival scientifico, invece, è stata la conferenza, “Riduzione della vita animale sul nostro pianeta”, tenuta da Rodolfo Dirzo, biologo della Stratford University, sul pericolo e le conseguenze della defaunazione che, per citare le parole di Dirzo, “vanno oltre la perdita della vita animale, perché toccano anche il funzionamento degli ecosistemi e i benefici che questi portano agli umani.”

A seguire, sul palco del Teatro Sociale è intervenuto Jouni Partanen, dell’Università finlandese Aalto, con la conferenza “Printing 3D e additive manifacturing: prospettive attuali e future”. “E’ la persona più valida nel settore, grazie alla sua visione a 360 gradi che tocca sia il mondo della ricerca, insegnando egli all’Università, sia il mondo industriale, avendo lavorato per le aziende di editing manufacturing”, afferma Caterina Rizzi, del dipartimento di Ingegneria gestionale dell’Università degli Studi di Bergamo, introducendo il professor Dirzo.

La Stampa 3D è la nuova e sorprendente tecnologia che sta avendo una grande diffusione in questi anni e che consiste nella stampa di immagini tridimensionali con un processo completamente automatizzato.

Jouni Partanen ha aperto la sua conferenza a mo’ dell’Amleto shakespeariano, presentando un cranio creato con l’utilizzo della stampa 3D e, da lì, ha illustrato alcune delle applicazioni di questa nuova tecnologia che spaziano dall’ambito aerospaziale a quello meccanico, fino a quello medico. “A mio parere è proprio nel settore medicale che la Stampa 3D porta il suo più grande contributo. Grazie al suo utilizzo possiamo rivoluzionare il campo dell’odontoiatria e stampare delle cellule viventi migliorando, così, la circolazione ematica; permette di ridurre il peso degli oggetti (miniaturizzandoli, anche) e ottimizzare le forme. Sono convinto che la Stampa 3D è in grado di modificare l’industria e il mondo”, ha affermato Jouni Partanen.

Il grande evento della giornata è stato di certo l’incontro con il Premio Nobel per la Chimica nel 1991, Richard Ernst, nella conferenza “Il mio percorso nella scienza: il fascino e i benefici della Risonanza Magnetica Nucleare.

“E’ davvero emozionante presentare un Premio Nobel, ancora di più se il Premio Nobel è Richard Ernst. La risonanza magnetica, soggetto degli studi di Ernst, non solo ha cambiato la mia vita, ma la vita di tutti. Grazie alle sue scoperte, infatti, abbiamo potuto studiare e capire come una malattia attacca il sistema nervoso, verificare l’efficacia delle medicine e scoprire le funzioni del cervello.” Con queste parole piene di riconoscenza e di ricordi, Andrea Fallini, Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, ha presentato Richard Ernst, Premio Nobel per la Chimica nel 1991.

E’ stata una conferenza dettata dalla simpatia, dalla commozione e dalla scoperta. Attraverso le parole del Premio Nobel abbiamo attraversato i continenti: dalla casa natale in Svizzera alla California, da New York alla Svezia, dove, il 16 ottobre 1991, Richard Ernst ha ricevuto il Premio Nobel, per il suo contributo dato allo sviluppo della risonanza magnetica, dai monarchi di Svezia. Abbiamo ripercorso i ricordi di una vita, definita da Ernst “un’avventura di successo”, come la scoperta della chimica grazie ai ‘fantasmi della chimica’ e ai libri abbandonati in soffitta dallo zio, gli esperimenti scientifici sfociati in un arresto e in una notte in prigione, la passione per il violoncello presto abbandonata per ‘un mestiere più redditizio’, il matrimonio e la nascita della figlia.

E, infine, siamo entrati nel vivo del mondo della scienza e della risonanza magnetica nucleare. “‘Chi non capisce la chimica, non capisce neanche il resto’: è una citazione che spesso uso per sottolineare il fatto che la chimica non può essere slegata dagli altri ambiti della vita, tutto si basa su reazioni chimiche. La scienza e l’arte hanno aggiunto entusiasmo alla mia vita e con queste due ‘gambe’ ho salito le scale verso la scoperta della scienza. E’ stato un viaggio dettato dalla curiosità e dal desiderio di dare un contributo al mondo grazie alle mie scoperte. La ricerca è per il bene della società.” Così Richard Ernst ha concluso il suo intervento, accompagnato da uno scroscio di applausi.

L’ultima conferenze della giornata è stata un’interessante commistione tra la musica e la teoria dei quanti: “Dai quanti alla musica”, con l’intervento di Maria Luisa Dalla Chiara, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze, introdotta da Edoardo Boncinelli, presidente Comitato Scientifico di BergamoScienza. “Nonostante sia difficile credere che la teoria dei quanti, che studia il comportamento dei micro-oggetti (fotoni, elettroni, neutrini), possa essere legata alla musica, le teorie semantiche, che sono state suggerite proprio dalla meccanica quantistica, possono essere applicate per analizzare i linguaggi della musica.” E con queste parole Maria Luisa Dalla Chiara ha introdotto la pianista Albertina Dalla Chiara che, affascinando il pubblico con la musica di Schumann, ha dato prova concreta delle teorie musico- quantistiche.

Tra i prossimi eventi da non perdere firmati BergamoScienza vi sono: “Verso una mano bionica: risultati recenti e prospettive future”, ore 9.30; “Unità e semplicità. La lezione di Einstein”, ore 11.30; “Le applicazioni della fisica nucleare ai beni culturali”, ore 16.30 e “La mia attrazione per l’arte pittorica tibetana”, ore 18.30. Tutti e quattro gli eventi si terranno domenica 11 ottobre al Teatro Sociale.

Ricordiamo, inoltre, che tutte le conferenze di BergamoScienza si possono rivedere in streaming sul sito www.bergamoscienza.it

Lucia Cappelluzzo

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