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A Brescia cibo da casa per gli alunni: addio mensa Vorresti anche a Bergamo?

La proposta del Movimento 5 Stelle lombardo è stata accolta favorevolmente dall'Asl di Brescia e in un comune di Varese è già realtà: schiscetta per i giovani alunni che rifiutano il cibo delle mense per poi ingozzarsi di merendine dopo le lezioni. Tu cosa ne pensi? Sei d'accordo e vorresti l'iniziativa anche nella scuola di tuo figlio? Rispondi al sondaggio.

Che la mensa scolastica non piaccia ai bambini non è certo una novità: più della metà del cibo che viene servito finisce nella spazzatura a causa dei gusti degli alunni o più frequentemente per la scarsa qualità. L’Asl di Brescia ha quindi deciso di accogliere la proposta del Movimento 5 Stelle di uniformarsi al modello scandinavo: i bambini porteranno il cibo da casa.

Il dottor Fabrizio Speziani, responsabile della Prevenzione medica dell’Asl, ha spiegato le ragioni che hanno spinto a mettere in pratica la proposta: “Da tempo stiamo raccogliendo sollecitazioni e lamentele sulle mense scolastiche. Il problema è che certi cibi i bimbi non li mangiano proprio. La platessa e il merluzzo finiscono nella spazzatura. Sono piatti previsti dal nostro protocollo nutrizionale, ma c’è un evidente problema di palato.Vanno introdotte varianti che riescano a soddisfare il gusto dei piccoli. Per questo stiamo rivedendo le linee guida della ristorazione scolastica, fatte cinque anni fa”. È stato anche sottolineato come il problema più grave sia il fatto che “tanti bambini non mangiano a mezzogiorno e arrivano a digiuno fino alle quattro di pomeriggio, quando si riempiono di merendine”.

Il primo esempio l’ha dato una scuola a Vergiate, in provincia di Varese, dove i bambini si portano il pranzo da casa, ma con alcune regole: niente bibite gassate e niente cibi in scatola; insomma, un pranzo interamente fatto in casa. Il problema da risolvere innanzitutto è la mancanza di strutture adeguate per la conservazione dei cibi a scuola e di personale incaricato di riscaldare le pietanze. Perciò la prima delibera potrebbe riguardare esclusivamente pasti freddi.

È opportuno specificare che l’iniziativa non è legata ad alcun problema di sicurezza alimentare riguardo ai servizi di ristorazione per le scuole. “Facciamo controlli su tutte le aziende almeno una volta all’anno ed esami microbiologici sui cibi, controllando anche gli oli di frittura” sottolinea Speziani. L’osservazione più diffusa tra i genitori è che le scuole potrebbero offrire pasti a kilometro zero, perché porterebbero vantaggi sia all’economia locale sia alla salute dei loro figli. “Gli aspetti di tipo merceologico competono ai Comuni che fanno i contratti” continua Speziani.

“La ‘schiscetta’ non deve essere un obbligo ma una scelta”, aggiunge Paola Macchi, consigliere regionale di Varese, che sta seguendo la vicenda per conto dei 5Stelle.

Questa scelta potrebbe avere risvolti positivi soprattutto per le famiglie che vivono una condizione economica difficile, perché non dovrebbero più pagare il costo della mensa. Attualmente è in corso una petizione, lanciata dai Cinque Stelle in Regione Lombardia sul sito internet change.org, che ha già raccolto mille firme e sarà determinante per l’eventuale diffusione della delibera su scala nazionale.

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Sofia Brizio

Commenti

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  1. Scritto da lella

    il pranzo da casa va benissimo, non sarà facile organizzare un sistema per poter scaldare i pasti e mantenerli in frigorifero durante le ore di lezione.
    tutti noi leggermente vintage portavamo il cestino a scuola e…siamo cresciuti abbastanza bene

    1. Scritto da peter

      senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato, se sia meglio o peggio… probabilmente ai tuoi tempi la stragrande maggioranza delle donne stava a casa a curare il focolare, ed a preparare i cestini per i figli… mi pare di poter dire che il contesto non sia paragonabile.

  2. Scritto da pierluigi

    Si, più che giusto! Quando sono a casa non mangiano?

  3. Scritto da Greta

    Ma il costo di un pasto della mensa è davvero così alto rispetto a un pasto preparato a casa? Direi che la mensa comunque offre il non indifferente servizio di custodia dei ragazzi per genitori che lavorano

    1. Scritto da Cultura

      Ma la scuola è un luogo di cultura, non un parcheggio per genitori che lavorano