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Yara fu uccisa a Chignolo? Scontro in aula, “Bossetti tentò di fuggire” – Video

Scintille durante il controesame tra la Ruggeri e la consulente della difesa, con la pm che ha messo in dubbio la professionalità della Ranalletta. Il maresciallo: "Al momento dell'arresto il muratore tentò la fuga"

"Non è certo che Yara morì in quel campo e non è chiaro in che modo venne uccisa". Si accende lo scontro tra accusa e difesa al processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, imputato per il brutale delitto della tredicenne di Brembate Sopra.

Nell’udienza di venerdì 9 settembre i toni si sono alzati, dopo la deposizione del consulente di parte della difesa, Dalila Ranalletta. Il medico legale che ha analizzato l’autopsia per conto degli avvocati del muratore di Mapello, ha criticato alcune linee sostenute nell’udienza precedente da Cristina Cattaneo e Luca Tajana, l’anatomopatologa forense e il suo assistente che si occuparono dell’esame sul cadavere della ragazzina e che sostengono che "Yara è stata uccisa nel campo di Chignolo d’Isola dove è stata ritrovata, ed è spirata intorno a mezzanotte (Leggi QUI).

La dottoressa Ranalletta ha ribattuto che "non può essere stabilita con esattezza l’ora della morte e che Yara potrebbe essere stata uccisa non nel campo di Chignolo, ma in un altro posto e trasportata lì successivamente".

La consulente di parte ha poi spiegato che nelle ferite di Yara sono stati scoperti aluni fili di tessuto, come se la tredicenne possa essere stata avvolta in una coperte o in un plaid. Il corpo sarebbe stato inoltre rinvenuto solo in alcune zone mummificato, come se fosse stato per lungo tempo in un ambiente chiuso. Per la dottoressa Ranalletta, dunque "Yara potrebbe non essera stata uccisa a Chignolo, ma trasportata lì successivamente".

La consulente ha parlato anche dell’arma usata per seviziare Yara, che non è mai stata ritrovata: "non è possibile individuare con precisione di quale tipo fosse: si tratterebbe, comunque, di un’arma importante e non di un coltellino Opinel come quello che Massimo Bossetti aveva e che è poi scomparso", come sostiene invece l’accusa.

Scintille durante il controesame tra la Ruggeri e la consulente della difesa, con la pm che ha messo in dubbio la professionalità della Ranalletta, la quale ha ribattuto seccata. 

E’ stato poi ascoltato il maresciallo del nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo, Giovanni Sciusco, che che aveva filmato il momento dell’arresto del muratore nel cantiere di Seriate. L’uomo ha confermato che, "alla vista delle forze dell’ordine, Bossetti ha dato l’impressione di voler fuggire". Il carpentiere, impassibile in aula anche mentre sono state mostrate immagini forti del cadavere, ha scosso la testa ascoltando questa affermazione.

Guarda il filmato dell’arresto:

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