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Lavarini, 4 anni di Foppa “Pressioni? Le gestirò e proveremo a vincere”

Il tecnico rossoblù, il più longevo della storia del Volley Bergamo, è pronto per la nuova sfida con il team rinnovato e potenziato: "Non stravolgerò il modo con cui queste giocatrici sono state campionesse ma trovarò un equilibrio con le altre affinché il nostro gioco possa essere efficace"

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Alla quarta stagione sulla panchina rossoblù, Stefano Lavarini è il tecnico più longevo nella storia del club di via Albricci dal 1993 ad oggi. Pur non avendo vinto nulla la società ha riconosciuto infatti la qualità del suo operato, in particolare con le giovani, ritenendolo da subito un punto fermo, come aveva sottolineato il presidente Bonetti già nella primavera scorsa. Lo incontriamo per una panoramica dopo un mese abbondante di preparazione, con un occhio già proiettato sull’imminente inizio di stagione.

Lavarini, come è andato il lavoro in questo primo mese a ranghi ridotti?

“Sono soddisfatto perché nonostante fossimo veramente in poche e potessimo lavorare solo su alcuni aspetti del gioco, mantenendo l’attenzione soprattutto sul raggiungimento di uno stato di forma individuale, per tutto il tempo le ragazze sono riuscite a mantenersi concentrate. Questo nonostante vedevano in televisione le compagne già impegnate in partite vere. Ho visto in generale una buona tenuta dell’attenzione”.

Da pochi giorni lavora con il gruppo al completo. Come è andato l’inserimento delle giocatrici reduci dalle esperienze con le varie Nazionali?

“Sono rientrate con atteggiamento positivo e una condizione fisica molto buona, mi aspettavo di dover gestire situazioni più disparate tra chi aveva giocato di più o di meno e invece le ho trovate mentalmente molto proiettate verso la stagione. I ricordi più o meno belli sono stati dimenticati e le ragazze dimostrano di avere già la voglia giusta di tuffarsi nella nuova avventura”.

Visto l’entusiasmo nell’ambiente e le ambizioni, espresse anche dal presidente Bonetti (obiettivo primi quattro posti e finali di coppa Italia) sarà importante partire bene, anche se il calendario è impegnativo fin dall’esordio. Cosa crede che farà la differenza nelle prime giornate?

“Lo stato di forma dei singoli e la rapidità con cui si costruiranno le squadre saranno i fattori determinanti nel primo mese per ottenere subito punti pesanti. Tutte quelle squadre che vengono indicate come le più competitive avranno bisogno di tempo per amalgamarsi. I pezzi possono incastrarsi da subito o con più difficoltà e chi riuscirà a farlo prima ne beneficerà in avvio, anche se poi i valori di ‘squadra’ verranno fuori più avanti. Ci saranno formazioni ad esempio con una struttura più complessa che avrà bisogno di maggior tempo per trovare l’equilibrio ed essere subito competitive”.

Che campionato si aspetta? Quali squadre crede che alla lunga abbiano i valori più importanti da mettere in campo?

“Al momento non so fare una griglia, in ordine sparso posso dire che le squadre più accreditate sono Piacenza, Conegliano, Casalmaggiore, noi, Novara, Modena. Come si nota ne ho già nominate sei e non ho ancora preso in considerazione le possibili sorprese come Scandicci, una squadra particolare con punti di forza molto importanti, mi ricorda Casalmaggiore dell’anno scorso che poi ha addirittura vinto lo scudetto. In questo momento non mi viene in mente nemmeno una squadra che parte spacciata in fondo alla classifica. Il livello si è alzato dopo gli anni di Piacenza dominatrice e, parzialmente, di Novara l’anno scorso. Veniamo da una stagione con un finale che è stato particolarmente avvincente e quest’anno si annuncia con valori ancora più alti, senza una squadra come Novara in grado di dominare la regular season”.

Che impronta darà a questa Foppapedretti?

“Ho una squadra particolare, un mix di giocatrici con grossa esperienza e rimarcata qualità e altre di grosso potenziale. L’idea con cui sto ragionando è quella di cercare di costruire un vestito attorno alle caratteristiche delle giocatrici. Ho sempre operato cercando, con il passare degli allenamenti e delle partite, di proporre idee sul mio gioco ideale ma ho la sensazione che quest’anno il mio modo di intendere dovrà lasciare spazio alla forma e alle caratteristiche delle giocatrici che avrò a disposizione. Un po’ come un sarto che cucirà su misura il vestito, ad esempio nella fase di cambio palla dovremo cercare di esaltare quelle che sono le caratteristiche del nostro alzatore che è un punto di forza importante. E’ come dire a un musicista straordinario di suonare con una mano piuttosto che con un’altra, io non lo farò, semplicemente gli metterò davanti lo spartito dei pezzi che vorrò sentirgli suonare. Non si deve stravolgere il modo con cui queste giocatrici sono state campionesse ma cercare di trovare un equilibrio con le altre affinché il nostro gioco possa essere efficace”.

Al suo quarto anno Le si chiede di tornare a vincere. La pressione quindi aumenterà anche per Lei. E’ cambiato qualcosa nel suo approccio con questa stagione?

“Queste considerazioni capisco che meritino la massima importanza a fronte della campagna acquisti. Sono il più longevo su questa panchina. Questo è testimonianza di stima e di fiducia da parte della società e indubbiamente quello che si sottintende, cioè che nei periodi di minor ambizione era più facile farsi voler bene, è vero. Quindi trovo logico che il livello delle aspettative cresca e con esso la pressione anche se al momento non la avverto ancora. Penso la avvertirò durante l’anno anche se credo di poterla gestire perché mi sento ben supportato dalla società, dalla squadra e dai quattro anni di esperienza che comunque ho maturato a Bergamo. Senza voler ostentare più autostima di quella che credo di avere, posso dire di aver ottenuto buoni risultati qui e di avere le caratteristiche giuste per gestire questa maggior pressione”.

Alberto Caprini

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