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Villongo, pugni al carrozziere Il 15enne: “Mi insultava da mesi perché sono rumeno”

"Mi insultava da mesi perché sono rumeno e sabato si è presentato con una bottiglia di birra in mano. Avevo paura, per questo l'ho preso a pugni". Si è giustificato così davanti al giudice il ragazzino rumeno di 15 anni arrestato sabato 3 ottobre a Villongo dopo l’aggressione a un carrozziere del paese

"Mi insultava da mesi perché sono rumeno e sabato si è presentato con una bottiglia di birra in mano. Avevo paura, per questo l’ho preso a pugni". Si è giustificato così davanti al giudice il ragazzino rumeno di 15 anni arrestato sabato 3 ottobre a Villongo dopo l’aggressione a un carrozziere del paese, Giordano Tognali, 49enne, che a causa delle lesioni riportate è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Chiari (Bs), dove si trova ancora ricoverato. Le sue condizioni sono in fase di miglioramento.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri l’aggressore, dopo aver colpito Tognali con diversi pugni al volto nel corso di una lite scaturita per futili motivi, resosi conto della gravità delle condizioni della vittima, accasciatasi al suolo priva di sensi, si era dato alla fuga. 

Un diverbio che sarebbe nato dal presunto danneggiamento di una bicicletta da parte dell’aggressore, in uso al figlio 14enne del vittima. Il 15enne era stato subito identificato, anche grazie al rinvenimento di un oggetto smarrito dal medesimo sul luogo dell’evento, e rintracciato nella tarda serata all’interno della propria abitazione. Su indicazione della procura dei minori di Brescia, era stato affidato ai propri genitori.

Nel corso dell’udienza di convalida del fermo al tribunale dei minori di Brescia, di fronte al gip Caprioli il ragazzino ha provato a spiegare le ragioni del suo gesto: "Quell’uomo mi insultava da mesi, anche in modo pesante, solo perchè sono rumeno – le sue parole – . Mi aveva anche sputato addosso quest’estate. Sabato si è presentato con una bottiglia di birra in mano. Avevo paura, per questo l’ho preso a pugni. Mi dispiace per quello che ho fatto". 

Il giudice ha convalidato l’arresto del ragazzino, descritto dal preside della sua scuola come educato e proveniente da una famiglia perbene. Dopo l’affidamento ai genitori, ora è stato invece trasferito in una comunità della provincia di Brescia, dove potrà comunque ricevere le visite dei parenti e recarsi a scuola. 

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