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Preparati 57 mila ravioli: Covo coccola la tradizione con la trentunesima sagra

A Covo si rinnova l'appuntamento con la "Sagra del raviolo nostrano". Per la festa, quest’anno, alla fine della settimana di lavoro, circa venti volontari (tra cui un quasi novantenne e diversi ultrasettantenni), con  150 kg di carni,150 kg di farina,1.400 uova hanno preparato oltre cinquantasettemila ravioli.

A Covo torna la "Sagra del raviolo nostrano".

L’iniziativa, giunta alla 31esima edizione, si tiene alla cooperativa "25 aprile", in via dei Caduti, 28, con sala ristorante al chiuso (vicino alla banca, al monumento ai Caduti e alla ruota del vecchio mulino).

La kermesse si svolge: sabato 10, lunedì 12, sabato 17 e sabato 24 solo la sera dalle 19, mentre domenica 11 e domenica 18 solo a pranzo alle 12.

Per la festa, quest’anno, alla fine della settimana di lavoro, circa venti volontari (tra cui un quasi novantenne e diversi ultrasettantenni), con  150 kg di carni,150 kg di farina,1.400 uova hanno preparato oltre 57 mila ravioli.

La  sagra ha ridato vita a una tradizione di sicure origini contadine, ma difficilmente databile, forse fine ottocento/ inizio novecento.

Ha luogo la seconda domenica di ottobre e sicuramente questa data è dovuta alla voglia di festeggiare la fine delle interminabili giornate di lavoro nella campagna, regolate dalla luce del sole, dall’alba al tramonto.

La kermesse ha avuto il suo periodo di maggiore partecipazione negli anni dell’immediato dopoguerra e del boom economico, dove quasi tutti andavano per trattorie, a gustare i ravioli e gli arrosti. E di trattorie ce n’erano diverse, più di dieci, per un paese di 2 mila abitanti.

Tra le curiosità c’è sicuramente la tradizione che voleva  alcuni giorni riservati a specifiche professioni e attività per esempio il lunedì era dedicato ai contadini, il martedì ai commercianti, e comprendevano anche maniscalchi, fabbri e altri artigiani.

E cosi funzionava la festa, per una settimana coinvolgeva tutte  le  professioni del tempo. Questo almeno è quello che si racconta, non è dato, per ora di trovare testimonianza scritta. Negli anni 80 un gruppo di volontari nei locali della cooperativa 25 aprile ha ridato vita alla tradizione e dai circa tremila ravioli della prima edizione si è giunti ai 57 mila di questa 30esima sagra.

La ricetta è originale e non si trova scritta: le donne si sono tramandate le precise quantità e rapporto di combinazione di carni bovine e suine, di prosciutti e mortadella, tutti di prima scelta, grana stagionato al punto giusto, spezie distribuite da mani esperte.

Ogni anno il rito si rinnova e dagli enormi pentoloni esce un ripieno delicato, ma dal sapore preciso, mentre dall’impastatrice e dalla sfogliatrice si forma una pasta fine con tanti tuorli d’uova per ogni chilo di farina. Poi sono le mani esperte e precise che riempiono gli stampi da tre dozzine, per ultimo il ritaglio sempre manuale di uno per uno dei ravioli.

Alla festa, oltre ai ravioli, con burro alla salvia versato, si possono gustare anche antipasti a base  di salumi nostrani, (salame e pancetta prodotti e stagionati dai norcini di Covo, quest’anno ci sarà la novità di un nuovo insaccato a base di manzo la "Quintanella") e verdure preparate appositamente in stile casalingo come peperoni in agrodolce, zucchine marinate e formaggio salva cremasco in insalata lombarda. E poi i secondi  a base di arrosti casarecci: vitello, porchetta, quaglie con la pancetta e la salvia, bolliti misti (cappello del prete, lingua salmistrata, cotechini, con salsa verde), formaggi con taleggio e strachitunt accompagnati al grana padano della pianura e al forte sapore di un pecorino sardo. Infine, ci sono ottime torte e vini doc piemontesi, come Nebbiolo e Langhe Rosso Riserva; veneti come Cabernet Franc e piacentini come Ortrugo e Malvasia secco bianchi, Barbera e Bonarda rossi.

 È consigliata la prenotazione, chiamando i numeri di telefono 0363.93.644 e 333.52.92.989.

I ravioli si possono gustare solamente partecipando alla sagra e non vengono venduti crudi.

Da annotare, infine, che la serata di sabato 24 sarà dedicata alla solidarietà: tutto l’incasso sarà devoluto alla ricostruzione di un pozzo in Etiopia alla clinica di Kobbo della congregazione delle suore Orsoline.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea Capelletti

    Al Raviolo Nostrano di Covo è stata assegnata la DeCo alcuni anni orsono. Tutte le informazioni si possono trovare all’indirizzo: http://www.raviolodicovodeco.altervista.org

  2. Scritto da BeRGHEM

    Diamogli un nome a questo raviolo nostrano !!! E proteggiamolo !! Le denominazioni comunali d’origine (De.C.O.), o denominazioni comunali (De.Co.), sono marchi di garanzia nati in seguito alla legge nº 142 dell’8 giugno 1990, che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell’ambito dei principi sul decentramento amministrativo, in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.e comunale DE.C.O. (denominazione di origine comunale).