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Il medico della difesa “Yara a Chignolo dopo essere stata uccisa”

L'avvocato del muratore di Mapello porta in aula Dalila Ranalletta, consulente di parte, che davanti ai giudici ha confermato quello che da tempo sostiene la difesa, ovvero che non può essere stabilita con esattezza l’ora della morte e che Yara non è stata uccisa nel campo in cui fu ritrovata.

Dopo la deposizione del medico legale dell’accusa, al Tribunale di Bergamo è ripreso il processo a Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso Yara Gambirasio.

Venerdì 9 ottobre è così toccato al medico legale Dalila Ranalletta, consulente di parte, illustrare i risultati delle analisi effettuate dopo l’autopsia compiuta sul corpo della tredicenne di Brembate Sopra. "Non si può stabilire con certezza l’epoca della morte di Yara Gambirasio – ha spiegato Dalila Ranalletta -, né si può dire con precisione quali siano le cause del decesso, l’arma del delitto e quanto tempo sia trascorso dall’abbandono del corpo nel campo di Chignolo d’Isola al suo ritrovamento". Di una cosa, però, la dottoressa è certa: "Yara è arrivata in quel campo già morta". Parole che vanno a rafforzare la tesi di Claudio Salvagni, avvocato difensore di Bossetti, che ha da sempre sostenuto che la tredicenne fu uccisa lontano dal campo di via Bedeschi.

Il consulente di parte ha poi sottolineato che nelle ferite ritrovate sul corpo della ragazzina di Brembate Sopra sono stati scoperti diversi fili di diverso colore, come se la tredicenne possa essere stata avvolta da coperte e plaid.

La disposizione delle stesse ferite, inoltre, farebbe capire che il ferimento sarebbe stato figlio di un’azione tutt’altro che veloce. Il corpo della ginnasta sarebbe stato rinvenuto parzialmente mummificato, come se fosse stato per lungo tempo in un ambiente confinato e chiuso.

"Inoltre – ha continuato la dottoressa – l’ossido di calcio ritrovato in alcune ferite e sui vestiti di Yara doveva essere fresco perché, dopo tre o quattro giorni al massimo, questo si sarebbe trasfornato in calce viva. E nel campo di Chignolo di calce non ce n’era. Le tracce vegetali? Non possono essere per forza collegate al terreno di via Bedeschi dal momento che si potrebbero trovare in qualsiasi altro campo".

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