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Sabrina Rondinelli presenta il primo romanzo italiano sullo stalking

C'è un limite oltre il quale l'amore cessa di essere tale e indossa la maschera dell'ossessione. Sabrina Rondinelli, torinese, laureata in Materie letterarie con indirizzo teatrale, insegnante di scuola elementare, ha scritto diversi libri per bambini e ragazzi e sabato 10 ottobre alle 17 presenterà il suo primo libro per adulti, alla libreria “Il Campanile” di Caravaggio.

C’è un limite oltre il quale l’amore cessa di essere tale e indossa la maschera dell’ossessione. Sabrina Rondinelli, torinese, laureata in Materie letterarie con indirizzo teatrale, insegnante di scuola elementare, ha scritto diversi libri per bambini e ragazzi e sabato 10 ottobre alle 17 presenterà il suo primo libro per adulti, alla libreria “Il Campanile” di Caravaggio.

Assieme all’autrice interverranno Cinzia Mancadori del Centro Antiviolenza Sportello Donna di Treviglio, e Angelica Pingani di Con­Tatto, rete contro il maltrattamento alle donne del territorio cremasco.

L’evento ha il patrocinio del Comune di Caravaggio.

Il contrario dell’amore (Indiana Editore, pag. 240, 17 euro) è il primo romanzo nel panorama italiano a trattare il tema dello stalking. È la storia di Eva, che lavora in un salone di bellezza, vive in un monolocale con la figlia di sei anni e chatta su un sito di incontri nella speranza di trovare l’uomo giusto. Invece trova l’uomo sbagliato; quando la relazione finisce, lui non si rassegna, e comincia la persecuzione.

E’ chiaramente stalking, ma Eva non se ne accorge, non sa come difendersi. Non è facile capire dove finisce l’amore e comincia la violenza, così, anche quando avrà trovato l’uomo giusto, non riuscirà a liberarsi del suo incubo. Nato da un’esperienza realmente vissuta, il libro affronta questo tema, di grande importanza e troppo spesso ignorato, con uno stile leggero e molto vicino alla quotidianità che rende ancor più facilmente comprensibile quanto sia labile il confine tra amore e pazzia.

È uno di quei libri “belli è importanti”, come l’ha definito Fabio Geda, e ci offre numerosi spunti di riflessione su un fenomeno diventato ormai tristemente comune.

Sofia Brizio

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