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Paziente morì a Zingonia Pm chiede rinvio a giudizio per 4 medici

Il pm Maria Esposito ha chiesto il rinvio a giudizio per un chirurgo e tre anestesisti che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero responsabili di omicidio colposo in cooperazione per la morte di una 47enne pugliese il 18 settembre scorso.

Con l’accusa di omicidio colposo in cooperazione il pm del Tribunale di Bergamo Maria Esposito ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro medici del Policlinico San Marco di Zingonia, un chirurgo e tre anestesisti, che si presenteranno all’udienza preliminare di fronte al gip Battista Palestra il prossimo 18 novembre.

I quattro sono stati iscritti nel registro degli indagati in seguito alla denuncia fatta dai familiari di Anna Di Sibio, 47enne di Canosa di Puglia deceduta il 18 settembre 2014 dopo un intervento di gastrectomia verticale parziale per la riduzione dello stomaco: nel mirino del pm sarebbero finite le fasi pre e post-operatoria, nelle quali i quattro medici si sarebbero resi colpevoli di “negligenza, imprudenza ed imperizia, nonché in violazione dei dettami della scienza medica e delle linee guida internazionali correnti”.

Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore della Repubblica, nella fase pre-operatoria sarebbero stati omessi esami diagnostici più approfonditi, “quale un’ecocardiografia o un elettrocardiogramma da sforzo, o qualsiasi topo di indagine di approfondimento”, e alla paziente sarebbe stata attribuita un’errata valutazione del proprio stato fisico.

Nella fase successiva all’intervento, aggiunge il pm, il medico chirurgo e un anestesista “omettevano di programmare e predisporre un adeguato e necessario monitoraggio intensivo post-operatorio, in modo da poter affrontare i concreti rischi – in particolare di depressione respiratoria – connessi alla tipologia del paziente (grande obeso) e al tipo di procedura chirurgica (intervento bariatrico)”.

All’indomani dell’intervento chirurgico la paziente morì stroncata da un infarto: sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti anche il suo ricovero che sarebbe avvenuto nel reparto di chirurgia e non in quello di rianimazione.

La ricostruzione del pm ora passa nelle mani del gip che il 18 novembre dovrà decidere se i quattro medici indagati finiranno a giudizio.

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