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Gori: “Spero che un giorno Bergamo potrà rallegrarsi per la scelta di Italcementi”

Digitale, innovazione, formazione, salute e anche un pensiero al futuro di un'azienda fondamentale per la Bergamasca come Italcementi. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori focalizza il suo discorso su pochi punti, ma cerca di dare un contributo per andare oltre il semplice saluto istituzionale.

Digitale, innovazione, formazione, salute e anche un pensiero al futuro di un’azienda fondamentale per la Bergamasca come Italcementi. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori focalizza il suo discorso su pochi punti, ma cerca di dare un contributo per andare oltre il semplice saluto istituzionale. “L’innovazione è un importante fattore competitivo per le imprese. Non solo: è una necessità, un percorso obbligato di fronte ai cambiamenti epocali. Il boom della rivoluzione digitale ha modificato i nostri stili di vita, di lavoro ed è probabile che sia soltanto l’inizio. Quali nuovi lavori ci aspettano? Quali nuove competenze ci saranno richieste? Ci colpisce la velocità con cui avvengono questi cambiamenti. Va ripensata tutta la didattica e il modo di insegnare. A Bergamo esiste la più interessante esperienza di formazione sulle tecnologia digitali che ha formato insegnanti in tutta Italia. In questo settore Bergamo è davvero la capitale della didattica digitale. Spero che Confindustria possa sostenere questa realtà. L’altro fattore di cambiamento è la salute. L’invecchiamento diventa il tema centrale della nostra società e della necessità di ripensare il welfare. Si aprono anche nuove opportunità legate al tema a questo tema. L’Italia è in buona posizione in questo campo perché abbiamo e Bergamo ancora di più per la rilevanza della nostra industria farmaceutica e per la presenza di 163 di piccole medie imprese di cui 40 con forti componenti innovative, la presenza di un centro di ricerca assoluta come il Mario negri, l’ospedale Papa Giovanni. Ci sono tutte le condizioni per creare distretto delle scienze della vita che si qualifichi come centro primario a livello nazionale”.

Per Gori anche la vendita di Italcementi può essere un’opportunità: “Ho ragionato sulla vicenda Italcementi con inevitabile preoccupazione per i lavoratori, ma anche con ammirazione per la capacità lucida di cogliere l’opportunità di uscire da un settore maturo per portare nuove risorse in settori più promettenti. Mi auguro che di qui a qualche anno il territorio avrà motivo per rallegrarsi per questa scelta. Serve una forte visione e forte coesione tra istituzioni pubbliche e private. Oggi affrontiamo nuove difficoltà. Le riforme delle Province, delle Camere di commercio e delle banche popolari rischiano di indebolire pilastri del nostro sviluppo territoriale. C’è la necessità di una cabina di regia che orienti le grandi scelte in cui ritrovare le istituzioni più grandi pubbliche e private. L’amministrazione comunale ha già dimostrato quanto tiene a questi temi: è stata la prima a varare pacchetto per cercare di attirare le imprese attraverso sgravi e incentivi. Dobbiamo fare un passo in più, insieme, con ottimismo, guardando con fiducia al futuro. Serve l’energia di tutti. Potrete contare su di noi”.

Commenti

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  1. Scritto da Luisa

    Caro Giorgio Gori, sono orgogliosa di averti come sindaco di Bergamo e allora dimostra il tuo spessore culturale e umano. Al primo posto deve esserci la salvaguardia non solo del lavoro ma anche della dignità di persone che hanno sempre dato il massimo affidandosi ad un management che invece andava nella direzione opposta. Se opportunità deve essere allora lo deve essere prima di tutto per i dipendenti di italcementi. Tutti i dipendenti.

  2. Scritto da Flavio

    Se l’azienda è così malmessa da dover chiedere allo Stato la Cassa Integrazione per i propri lavoratori, allora mi spiegate come mai nella trattativa il valore delle azioni è salito del 70% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 3 mesi? O i tedeschi sono fessi ed hanno pagato spazzatura a peso d’oro, oppure questa operazione è servita solo a riempire le tasche dei grandi azionisti. Che l’azienda usi questo plusvalore per tutelare i lavoratori che perderanno il posto. Siate Signori!

  3. Scritto da Flavio

    “Opportunità”? Forse per chi rimarrà con i tedeschi, per tutti gli altri, e si parla di centinaia di persone,
    si prospetta la disoccupazione. La mala gestione in tempi recenti di questa azienda, ancora tanto decantata, si è tradotta nella chiusura di oltre
    la metà degli stabilimenti italiani e all’estero nella perdita di mercati importanti quali Cina, Turchia ed India. Non fatevi ingannare dai miracoli del cemento biodinamico, le poltrone si costruiscono ancora in legno!

  4. Scritto da pietro

    La capitale della didattica digitale ? Ma dove vive questo ? Essere sindaco di una città non dovrebbe avere come prerogativa di conoscerla ? Credo stia mirando a sostituire Crozza, fa piu ridere di lui.

  5. Scritto da Paola

    l’opportunità l’avranno i tedeschi cui Pesenti ha venduto l’azienda ma solo dopo averla “abbellita”/”snellita” con i soldi dello stato per anni di cassa integrazione, stato che si troverà altri disoccupati da sostenere ancora a sue spese. Imprenditoria o furbizia ? intanto gente per bene non saprà come mantenere i propri i figli, pagare il mutuo, etc…

  6. Scritto da Marco

    la grande opportunità è per i tedeschi di Heidelberg cui Pesenti ha venduto l’azienda mal gestita ma solo dopo averla “abbellita”/snellita con i soldi dello stato (anni di cassa integrazione), stato che ora si ritroverà altri disoccupati da sostenere. … a voi le considerazioni del caso

  7. Scritto da Alberto

    Egr. Sindaco
    mi permetto di metterla a conoscenza di cosa è avvenuto prima dell’annuncio della vendita ai tedeschi
    Dal 2012 l’azienda ha iniziato una grossa ristrutturazione che ha coinvolto molte persone
    In primis moltissime donne, che come sempre sono ben volute dagli imprenditori e dalla politica (vedasi politiche per la famiglia)
    Questa ristrutturazione ha penalizzato soprattutto gli impiegati e non il management che ha affondato insieme alla crisi dell’edilizia, l’azienda

  8. Scritto da Paolo Bovarini

    Caro Giorgio, forse non hai ben compreso la reale portata dell’operazione Italcementi. A breve centinaia di persone perderanno il proprio posto di lavoro ed altrettante famiglie si troveranno in serie difficoltà economiche. Si tratta di una operazione finanziaria che frutterà 1700 milioni di € per il cui perfezionamento non è stata spesa una parola per la salvaguardia dei lavoratori. Ti invito a riflettere sulla situazione e ad intervenire per quanto è nelle tue possibilità.

  9. Scritto da Gio

    Avendo diretto aziende… Sa che e’ rimasta solo la speranza.
    Non vedo xche’ incolpare lui. Fossi nei bergamaschi (non solo chi lavora in Italcementi), inizierei a mandare cv a Milano.

    1. Scritto da koldo

      spieghi il motivo che è necessario mandare CV a Milano.
      Xchè, Milano è in grado di offrire lavoro a tutti?
      Continuiamo con l’idea che globalizzare è meglio ed andiamo
      nella direzione ormai consolidata di deindustrializzare il territorio italiano. poi ci troveremo tutti, visto il tempo autunnale a raccogliere castagne!

  10. Scritto da Viola

    Inevitabile preoccupazione per i lavoratori… Però poi pensa ad altro. Da qui a qualche anno, signor sindaco, tutto l’indotto creato da queste centinaia di famiglie sacrificate ad una potenziale “opportunità” non potranno più apportare ricchezza a tutti i suoi lungimiranti progetti. Cordialità

  11. Scritto da Ngl

    Caro sindaco… Sono un tuo elettore… Ma come fai a dire certe cose? Da un punto di vista imprenditoriale i Pesenti avranno fatto la scelta giusta, ma da coloro che hanno sempre dichiarato che il capitale umano era basilare per la crescita di Italcementi ci saremmo aspettati maggiore coerenza con quanto dichiarato e sostenuto. Non una clausola di salvaguardia per i propri dipendenti che hanno fatto in modo che da 151 anni Italcementi fosse conosciuta nel mondo!!!! Non le sembra un po’ ….

  12. Scritto da marcello

    @ Speranza
    non è che non costi nulla spostare il cemento. generalmente si fa dove si consuma.

    1. Scritto da Giosuè

      Tant’è che per costruire il canale di Suez hanno usato il cemento di Scanzo, nota località egiziana.

      1. Scritto da Piffero

        Ma il Giosuè ha capito che a restar fregati, per la sua logistica del piffero, diverse famiglie bergamasche?

      2. Scritto da marcello

        Si, per il primo canale. Non per il suo ampliamento. 150 anni fa. Ora hanno 50 stabilimenti in più di 20 nazioni.

  13. Scritto da Speranza

    Solo speranza? E la certezza?
    Se far il cemento costa meno in Romania, ti saluto Bergamo.
    E questo tizio qui spera … tanto lui non lavora in Italcementti