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Yara, processo Bossetti: “La lettera di Guerinoni alla famiglia Gambirasio”

Riprende il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti. In aula Gianpaolo Bonafini, ex primo dirigente della Squadra mobile di Bergamo, e Dario Redaelli della Scientifica di Milano

Dopo la lunga deposizione del colonnello Michele Lorusso dei Ros di Brescia, il processo per il delitto di Yara Gambirasio contro Massimo Giuseppe Bossetti riprende oggi, venerdì 2 ottobre, con il racconto di Gianpaolo Bonafini, già primo dirigente della Squadra mobile di Bergamo e ora nuovo Capo di Gabinetto della questura di Venezia, e di Dario Redaelli della Scientifica di Milano.

Davanti alla corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja i due uomini che collaborarono alle indagini, sono chiamati a ricostruire, con le domande al pubblico ministero Letizia Ruggeri e agli avvocati di difesa e parte civile, le lunghe e complesse del loro lavoro investigativo che portò all’arresto del carpentiere di Mapello, partendo da un dna di un frequentatore delle Sabbie Mobili, la discoteca di Chignolo d’Isola che si trova vicino al terreno dove venne ritrovato il cadavere della 13enne.

Bossetti arriva in aula intorno alle 9.30, indossa una polo a maniche lunghe e jeans. Si siede al fianco dei suoi due avvocati, Claudio Salvagni e Paolo Camporini. 

Si parte con la deposizione di Gianpaolo Bonafini, che parla del complesso lavoro investigativo per arrivare a dare un nome a Ignoto 1: "A maggio del 2011 arrivarono i risultati della traccia di dna ritrovata sugli slip di Yara. Era la prima prova significativa, e da quel momento iniziò il lavoro scientifico. A luglio ci furono i prelievi di dna dei 476 clienti iscritti alle Sabbie Mobili. A ottobre la scoperta di un profilo interessante, quello di Damiano Guerinoni. Sua madre, Aurora Zanni, aveva lavorato come domestica a casa Gambirasio. Le famiglie si conoscevano, e lui, Guerinoni, scrisse una lettera di cordoglio alla madre di Yara. Non era però coinvolto nel delitto".

"Analizzammo il suo albero genealogico – prosegue – e dopo un complesso lavoro arrivammo a Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999. Era il padre di Ignoto 1. Ma i suoi figli legittimi risultarono estranei. Iniziammo cosi a cercare possibili relazioni extraconiugali. Sentimmo i suoi colleghi dell’epoca, ci indicarono un paio di sue amanti, ma nulla di fatto. Allora analizzammo le donne che erano state a Parre, paese di Guerinoni, negli anni ’70. Dopo una complessa scrematura arrivammo a Ester Arzuffi, che dal prelievo di dna risultò essere la madre di Ignoto 1".

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