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Da un mese i vigilantes in stazione, i pendolari: “Bene, ma il nodo è sui treni”

A un mese dall'introduzione dei vigilantes in stazione i pendolari si dividono sull'effettiva efficacia del provvedimento preso da Trenord e Regione Lombardia per la sicurezza.

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Una volante della polizia nella piazza antistante e una manciata di vigilantes all’interno. Operazione: “Stazione in sicurezza”.

È questo lo scenario che appare a tutti i pendolari che transitano per la stazione di Bergamo da un mese a questa parte. Già perché sono passati 30 giorni da quando Trenord e Regione Lombardia hanno ingaggiato 12 agenti per garantire sicurezza sui treni e in stazione.

Un primo bilancio? Positivo, ma…

Sono in molti a considerare l’iniziativa costruttiva e necessaria, altrettanti a nutrire dubbi e perplessità circa la sua effettiva efficacia. Bastano una decina di vigilantes alti, ben messi, muscolosi, atletici e in divisa con tanto di anfibi e cappellino d’ordinanza per mettere in sicurezza l’area della stazione? La loro presenza è sufficiente a scoraggiare episodi di violenza e criminalità?

“L’iniziativa è sicuramente positiva e indispensabile – sentenzia Alberto, studente universitario. Anzi, direi proprio che era ora. Qualche mese fa sono stato rapinato alla stazione di Treviglio, quindi ho accolto positivamente questa decisione. La presenza dei vigilantes ci può permettere di viaggiare con maggior serenità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la signora Giovanna: “Penso che l’iniziativa vada accolta positivamente. Era necessaria. L’ambiente della stazione, soprattutto la sera, è tutt’altro che sicuro. Mia figlia, ad esempio, era costretta a rifugiarsi nel primo vagone per la paura di essere infastidita o peggio minacciata. Ora spero possa viaggiare con più tranquillità”.

C’è chi addirittura si spinge più in là, come Chiara: “Per me sono una specie di supereroi o paladini della giustizia. Chiaramente non potranno risolvere tutti i problemi di sicurezza della zona ma chiedo: senza di loro come faremmo? Solo la loro presenza può incutere timore e scoraggiare ‘i cattivi’. Quindi, ben vengano agenti e vigilantes”.

Sicurezza, ma non solo, perché gli agenti sono impegnati anche nel fornire preziose indicazioni e informazioni a pendolari in difficoltà.

“Sono molto cordiali e gentili – commenta Giovanna. Nel caso di dubbi o incertezze sono pronti ad aiutare tutti”.

“Per noi pendolari, spesso di fretta,- aggiunge Marco – avere qualcuno in grado di fornire indicazioni chiare e precise può essere indispensabile, soprattutto per chi non frequenta abitualmente la stazione”.

Ma non tutto è rose e fiori. Sono in molti a pensarla diversamente e a sottolineare difetti e aspetti negativi del progetto.

“In stazione sono presenti, niente da dire – commenta Simone -. Il vero problema è sui treni. Difficilmente li vedo affiancare il controllore almeno nelle tratte più pericolose”. Per la gioia dei molti che non pagano il biglietto.

“Mi è capitato di assistere a scene senza senso – aggiunge Luca -. Controllori minacciati e costretti a far viaggiare gente e, soprattutto, gruppi di persone prepotenti, senza biglietto. In questi casi gli agenti servirebbero eccome. So che da un punto di vista economico e numerico è difficile garantire la loro presenza su ogni tratta, ma ritengo che lo sforzo sia necessario. Anzi, invito chi di dovere a fare un giro per stazioni e treni. Si accorgerà ben presto che il problema sicurezza è tutt’altro che risolto”.

Non mancano neppure consigli per migliorare il servizio, a testimonianza che il tema è particolarmente sentito da tutti coloro che frequentano la stazione. Irene, ad esempio, in viaggio ogni giorno tra Bergamo e Milano, consiglia: “Perché non far circolare in stazione solo chi possiede il biglietto? Alla stazione di Bergamo gira troppa gente che non ha alcuna intenzione di prendere un treno o che intende prenderlo senza pagare il servizio. Certo, il problema non verrebbe completamente risolto ma questa soluzione, insieme ai vigilantes, renderebbe più sicuro l’ambiente”.

Infine, c’è chi, come Riccardo, dall’alto della sua esperienza, non intravede alcuna possibilità: “Sono molti anni che ogni giorno, per motivi di lavoro, sono costretto a prendere il treno e la situazione è migliorata solo parzialmente. Ormai ho maturato la convinzione che luoghi come questi siano particolarmente propizi per ogni forma di criminalità e, probabilmente, tali rimarranno. È chiaro, comunque, che qualcosa va fatto per evitare un completo degrado e i vigilantes, in tal senso, possono essere utili”.

Sollievo e soddisfazione, ma anche pessimismo e rassegnazione; l’operazione “Stazione in sicurezza” non convince ancora completamente. 

Luca Stroppa

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Commenti

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  1. Scritto da pino

    Con tante Forze Dell’Ordine che abbiamo …..altri soldi ?

  2. Scritto da Tone Badil

    … vorrei solo far presente che i cosidetti “vigilantes” non sono delle Guardie Particolari Giurate, quindi prive del Decreto Prefettizio che le autorizza con un titolo di Polizia Privata, a svolgere determinati servizi di sicurezza, mi chiedo quindi come possano effettivamente svolgere tale funzione senza questo status giuridico, proprio delle Guardie P. Giurate… ognuno dovrebbe fare il proprio lavoro non quello degli altri!!! e nessuno interviene… boh….