BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Alzano, ciclovia modificata Indagati per abuso d’ufficio sindaco e maggioranza

Il pm Giancarlo Mancusi ha iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di abuso d'ufficio il primo cittadino, quattro assessori, otto consiglieri comunali e il funzionario tecnico dell'area urbanistica: gli inquirenti pensano che la modifica al percorso fu decisa per evitare un terreno di proprietà del sindaco.

La modifica al tracciato della pista ciclopedonale che, una volta completata, collegherà la Valle del Lujo a Brumano fu un abuso d’ufficio? E’ questa l’ipotesi di reato che ha spinto il pm Giancarlo Mancusi ad aprire un fascicolo d’inchiesta nel quale figurano come indagati il sindaco di Alzano Annalisa Nowak, quattro assessori, otto consiglieri comunali e il funzionario tecnico dell’area urbanistica.

L’indagine nasce da un esposto presentato in procura da 4 esponenti della lista di minoranza Movimento per Alzano, il candidato alle ultime elezioni Camilo Bertocchi, Pietro Ruggeri, Mariangela Carlessi ed Elena Bonomi: secondo i consiglieri, nel dicembre 2014 il sindaco avrebbe modificato il percorso della ciclopedonale, allungandola di oltre 350 metri, per evitare che la stessa attraversasse per una ventina di metri un terreno di cui è una delle proprietarie.

La modifica ora è al vaglio degli inquirenti che nella mattinata di mercoledì sono stati in comune per acquisire tutte le carte necessarie a ricostruire la vicenda: il tratto finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura avrebbe dovuto avere una lunghezza di 200 metri, con un dislivello massimo del 6%, mentre in seguito all’intervento dell’amministrazione il tracciato è stato allungato a 560 metri e, in un punto, arriva fino a 50% di pendenza.

Una decisione presa nel consiglio comunale del 15 dicembre 2014, grazie al voto favorevole di otto consiglieri comunali, Vladir Alberti, Paola Cortesi, Roberta Ferraris, Francesco Ludrini, Matteo Marchi, Cinzia Nessi, Marinella Valoti e Mario Zanchi, ora finiti nel registro degli indagati insieme al primo cittadino, al vicesindaco Manuel Bonzi, agli assessori alle Politiche sociali e Sport Maurizio Panseri, alla Cultura, Scuola e Istruzione Simonetta Fiaccadori, ai Lavori Pubblici e Urbanistica Mario Lameri, e al funzionario Elisabetta Nani.

La “variante Nowak”, come l’ha ribattezzata la minoranza, passò anche dietro il riconoscimento di un aumento di volumetrie edificabili per i residenti nelle zone limitrofe: circa mille metri cubi in più a proprio carico che, denuncia l’opposizione, consentirebbero oltretutto di finanziare l’allungamento stesso della ciclovia.

Nell’ipotesi della procura tutto sarebbe stato fatto per favorire il sindaco Nowak e per evitare che il percorso intaccasse la sua proprietà: la maggioranza, invece, ha sempre sostenuto che la modifica al percorso era stata decisa per ricollegare la nuova ciclopedonale con altri percorsi.

Da chiarire anche un ultimo punto: il sindaco Nowak non partecipò al voto perchè direttamente interessata ma alcuni testimoni avrebbero riferito agli inquirenti che non si allontanò affatto dall’aula come invece è riportato nel verbale di quella seduta.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.