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“Excelsior. Il gran ballo dell’Expo”: Milano 2015 vista da Maroni e Barbacetto

Marco Maroni e Gianni Barbacetto, giornalisti de Il Fatto Quotidiano, domenica 27 settembre hanno presentato al ciclo di incontri letterari il loro libro inchiesta: “Excelsior. Il gran ballo dell’Expo”. Pubblichiamo l'articolo di Mattia Barcella, direttore del SaintMartinPost.

di Mattia Barcella Domenica 27 settembre si è tenuto il secondo appuntamento del ciclo di incontri letterari “Alzano d’Autore“, promosso ed organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Alzano Lombardo, con il supporto della Biblioteca comunale ed in collaborazione, per questa edizione, con Cartolibreria Nani e con il nostro blog-magazine. Location uniche per aspetto architettonico ed artistico, oltre ai nomi di spicco della narrativa e della saggistica nazionale, fanno sì che questi incontri siano ancor di più speciali nel panorama culturale del territorio bergamasco: la scorsa volta, per il primo appuntamento con “Alzano d’Autore”, Hans Tuzzi è stato intervistato da Adriana Lorenzi nella magnifica sala consiliare del palazzo comunale di Alzano. L’incontro di domenica con Gianni Barbacetto e Marco Maroni è stato organizzato all’interno della splendida sala dalle candide colonne (mi piace chiamarla così n.d.a.) della FaSE, Fabbrica Seriana Energie che ormai abbiamo imparato a conoscere per le numerose iniziative, come il Factory Market o l’Elav Indie Festival, organizzate all’interno degli immensi spazi lasciati vuoti dalle ex Cartiere Paolo Pigna.

Condotto dal giornalista di Bergamonews.it, Davide Agazzi, il pomeriggio letterario è letteralmente volato con la presentazione seguitissima da parte del pubblico presente del nuovo libro “Excelsior. Il gran ballo dell’Expo” (ediz. Chiarelettere) scritto dai due giornalisti de Il Fatto Quotidiano sul tema attuale di Expo Milano 2015. Dopo i saluti e i ringraziamenti dell’Assessore alla Cultura del comune di Alzano Lombardo, Simonetta Fiaccadori, e Antonio Terzi della Cartolibreria Nani, si entra subito nel vivo dell’incontro.

Agazzi: “Avete visto Expo? Che voto gli dareste?”

Barbacetto: “Per ben otto volte, l’ultima ieri pomeriggio (sabato scorso), ho visitato l’esposizione milanese rendendomi conto che tutto quello che è stato costruito è più un parco divertimenti in stile Disneyland a basso prezzo, ma senza attrazioni dopo le interminabili code. Il tema centrale dell’alimentazione di Expo rimane diciamo così nei bambini, ma negli adulti ho qualche dubbio. Fare coda per i padiglioni dei vari paesi la si può anche capire, ma per il padiglione della Lindt dove si può comprare lo stesso cioccolato che vendono nei supermercati delle nostre città, ecco quella no. La coda non deve essere vista come un aspetto positivo dell’esposizione, il commissario Sala è riuscito nell’impresa di far credere che la coda vuol dire successo invece vuol dire solo che disorganizzazione. Dare un voto a Expo? Difficile. Faccio un invito ai presenti in sala che non sono ancora andati a vederlo: andateci tutti perché il biglietto lo pagate, attraverso le tasse, anche se decidereste di non andarci!”

Maroni: “Sì e l’ho trovato scarso nei temi e nei contenuti, nella gran parte dei padiglioni ci sono solo video e testi da leggere su pannelli che rendono un po noiosa la visita. Le code sono da considerarsi aspetto molto negativo e non di successo per l’esposizione: ogni giorno sulla Salerno-Reggio Calabria ci sono code di macchine interminabili, ma non per questo diciamo che l’autostrada piace tantissimo agli automobilisti! Diciamo che Expo è stata una gara tra architetti per fare il padiglione più avveniristico e più artistico. 4/5 voto complessivo. Lato positivo è senz’altro il contatto umano che si crea all’interno dei diversi padiglioni ed il prezioso lavoro di tutti i volontari che ogni giorno lavorano all’interno del sito espositivo. Il tema centrale del cibo è stato del tutto travisato e questo aspetto è abbastanza triste.”

A.: “Come è nata Expo Milano 2015?”

B.: Expo è una delle tante storie emblematiche del nostro sistema paese, nel bene e nel male. Nasce nel 2006 da un’idea personale dell’allora sindaco Letizia Moratti: c’era la volontà di mettere al centro del mondo la città di Milano come sede di un importante evento internazionale. Nel 2008 la BIE sancisce la vittoria di Milano come sede futura dell’esposizione internazionale, sconfiggendo la rivale Smirne: sarebbe interessante capire cosa c’è stato realmente dietro alla vittoria italiana. Expo è secondo molti un format scaduto visti i tempi in cui viviamo: le grandi esposizioni del passato servivano a far vedere e toccare il progresso tutto in un’unica località, oggi basta aprire un pc, cliccare un bottone e con internet si può vedere di tutto e di più. Curiosi episodi, che abbiamo trascritto nel nostro libro, ci sono stati tra la Moratti e l’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti durante i viaggi a Roma per cercare di raccogliere più fondi possibili per Expo.

A.: “Perché tramontò il progetto iniziale di Expo?”

M: Inizialmente Expo doveva essere un grande orto planetario, come dal progetto dell’architetto Stefano Boeri, con tutti i prodotti del mondo, ma i terreni su cui si doveva costruirlo sono risultati inquinati e quindi è stato abbandonato il progetto anche perché non piaceva per nulla al sindaco Moratti che aveva una visione di Expo molto più manageriale ed incentrata sulle aziende che potevano farsi conoscere ai futuri visitatori. Inoltre tutto il sito doveva essere collegato al centro della città di Milano con numerosi vie d’acqua, ma anche questo progetto fu abbandonato per via dei costi enormi e dei grossi problemi urbanistici.

A.: “La Carta di Milano invece cosa è?”

M.: Non è altro che un catalogo di buoni propositi da sottoporre alla firma dei paesi partecipanti a Expo. Un testo preparato dalla Barilla S.p.A. e Coop il quale vuole arrivare dove i Millenium Development Goals dell’ONU hanno fallito. Che dire di più se non solo che speriamo negli effetti.

A.: “La corsa contro il tempo per la costruzione di Expo come l’avete vista?”

B.: Da subito Expo nasce in regime di emergenza. Expo Milano 2015 si chiamava così anche nel 2008 quando ha vinto contro Smirne quindi perché non ci si è mossi prima? Torniamo al concetto ribadito poco fa, Expo è l’ennesima storia emblematica del nostro sistema paese. In più ci sono le infiltrazioni mafiose, ben 80 aziende espulse dai lavori con interdittiva antimafia e mancati collaudi ai padiglioni. Da segnalare anche la temporanea sospensione a procedere per le indagini su Expo da parte della Procura di Milano per non mettere in cattiva luce l’esposizione internazionale: pensate che Renzi aveva ringraziato la Procura per questa “sensibilità istituzionale” per il bene del paese. Inoltre avrete capito che chi si ostina a fare informazione su Expo viene etichettato come uno a cui piace esclusivamente parlar male di Expo, remando così contro all’intero paese. Non è affatto così!

A.: “Per il dopo Expo come siamo messi?”

B: Siamo messi male. Ad oggi non ci sono certezze sul futuro del polo espositivo basti pensare che la prima gara d’acquisto dei terreni, valutati per 314 milioni di euro, è andata deserta. Tante proposte, ma nessuna realmente ed effettivamente realizzabile: si è parlato di una sorta di Silicon Valley italiana con polo universitario e di ricerca con spazi alle aziende, ma i soldi chi li metterebbe per procedere con questi progetto? Se i privati non si fanno avanti, sarà lo Stato che si farà carico delle spese future e quindi ancora soldi pubblici? Siamo di fronte all’affermazione per cui Expo non è stato pensato come progetto completo

A: “Per concludere, diamo qualche numero?”

B.: I primi 3 mesi di ingressi sono andati malissimo, sotto le aspettative, mentre da agosto stanno risalendo. Episodio curioso quello di quest’estate riferito dal commissario Sala in cui per alcuni giorni i tornelli degli ingressi si erano bloccati per il grande caldo: 9 milioni di euro per un sistema di tornelli che per il caldo estivo si bloccava misteriosamente, lasciando entrare così decine e decine di persone senza essere conteggiati. Solo Il Fatto Quotidiano ha scritto sui dati truccati degli ingressi ufficiali, forse perché la maggior parte della stampa italiana è stata foraggiata con milioni di euro da parte della società Expo S.p.a.

M: La proiezione dei dati di settembre è di 16 milioni di ingressi a cui aggiungere quella di ottobre, di 3 milioni, per un totale di 19 milioni. Se si sottrae il numero storico e totale degli addetti ai lavori del sito (1,8 milioni) si arriva alla cifra netta di 17,2 milioni di visitatori, il peggior dato degli ultimi 50 anni di esposizioni internazionali. Expo ci è costato, al netto dei ricavi, ben 1,5 miliardi di euro. Questo è davvero il dato più importante di questi sei mesi. Due ore di incontro che speriamo siano servite a dare un punto di vista critico su Expo Milano 2015. 

Commenti

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  1. Scritto da TT

    Ottimo articolo:e chi vuol capire,capisca…