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Bianco, rosso e grigio La Gamec si colora per l’affascinante Malevic fotogallery

In mostra in Gamec dal 2 ottobre al 17 gennaio, 50 opere di Kazimir Malevic provenienti dal Museo di San Pietroburgo, a fianco di un corpus di lavori di artisti appartenenti ai movimenti di inizio Novecento. Inaugurazione giovedì 1° ottobre alle 19.

E’ una mostra affascinante, un percorso ricco di suggestioni e di notevole richiamo visivo, la rassegna dedicata a Kazimir Malevic dalla Gamec, aperta da venerdì 2 ottobre fino al 17 gennaio. Per l’evento, le pareti della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea sono state dipinte in bicromia: su fondo bianco sono esposte le opere di Malevic, su fondo rosso o grigio, le opere dei suoi contemporanei. Anche l’ascensore è stato personalizzato: le pareti sono rivestite con la riproduzione della "Cavalleria Rossa", splendido olio su tela del 1932 esposto in mostra, unica opera di Malevic di cui il regime sovietico autorizzò l’esposizione.

Il primo impatto si ha nello "Spazio zero", con la proiezione del filmato della "Vittoria sul Sole", riedizione dell’opera "totale" di musica, arte, poesia, teatro, d’ispirazione futurista, creata nel 1913 da Malevic con il compositore Michail Matjusin e lo scrittore Aleksej Krucenych e la ricostruzione di 19 eccentrici, impressionanti costumi dello spettacolo, posti su piedestallo, curati per la mostra da Joseph Kiblitsky.

Uno spettacolo "in cui ci sono già i germi del quadrato nero e anche del suprematismo", rileva Giacinto di Pietrantonio, che tiene a sottolineare come prima della sua teorizzazione nel 1915, il suprematismo fosse già espresso in dipinti e produzioni scenografiche di almeno un biennio prima.

Il percorso espositivo si snoda, cronologico, su due piani ed è teso ad "esaltare la spiritualità che proviene dalle opere di Malevic", come ha sottolineato Alberto Barcella, presidente dell’Associazione per la Gamec, ma anche a dimostrare che "l’unicità del suo percorso non era nel vuoto, ma all’interno di un contesto e di un clima di ricerca condiviso da alcuni suoi contemporanei".

Si parte quindi con il Simbolismo, dove si incontra il Malevic meno noto al grande pubblico: sono oli e tempere su cartone, studi per affresco del 1906-7 come l’Autoritratto col fiocco rosso, che dialogano con le suggestioni di autori che come lui si staccavano dall’accademismo di stampo ottocentesco per esplorare le inquietudini antirealiste e simboliste del passaggio di secolo. Ma già nella sezione del Cubofuturismo si intuisce il Malevic delle icone: la Composizione con la Gioconda, evidente citazione e dissacrazione dell’opera cult di Leonardo, già propone il quadrato nero che "galleggia" come pura astrazione in una sorta di metafisico primo piano.

Interessante il confronto con le opere coeve di Natalia Goncarova, Ivan Kljun, Olga Rozanova, da cui emergono gli elementi di continuità, ma anche di novità e di rottura dell’arte di Malevic. Si entra poi nella sala del Suprematismo "duro e puro", dove su tutti spicca l’icona del Quadrato rosso del 1915, un vero manifesto del nuovo linguaggio, che sul retro porta la scritta, per certi versi sorprendente, "realismo pittorico di una contadina in due dimensioni", a significare, forse, che oltre l’assolutezza della realtà ideale, come il quadrato, resiste anche il legame, altrettanto reale e ideale, con il mondo contadino, un’appartenenza che in Malevic non venne mai meno. Molto godibile la sala del "Suprematismo e le arti applicate", dove a fianco di teiere, tazzine, progetti di tessuti per costumi e carte da parati, sono esposti i tre grandi oli su tela Quadrato nero, Croce nera, Cerchio nero che Malevic inviò alla Biennale di Venezia del 1924 e le relative note manoscritte con cui dava istruzioni espositive. Una curiosità: i tre oli furono eseguiti da suoi studenti, delegati al compito da Malevic, che li firmò liberando così il concetto di opera d’arte dal vincolo del fare artigianale. I percorso prosegue con varie sale dedicate al Supranaturalismo, che la co-curatrice Evgenija Petrova, vice-direttore del Museo Russo di San Pietroburgo, ha definito "un suprematismo con tracce di figurativismo".

Una fase della produzione artistica di Malevic che ha suscitato tra gli studiosi molte discussioni, tra chi sostiene che sia stata un’esigenza dell’artista per compiacere le aspettative del governo sovietico e chi invece, come la Petrova e Di Pietrantonio, ribadisce con forza l’originalità di Malevic e la sua libertà ispirativa a dispetto dei dettami del regime. La stessa rimozione delle opere dell’artista russo dagli spazi espositivi sovietici per un cinquantennio proverebbe la sua complessa identità di artista "scomodo" al sistema.

Spiccano la Testa di contadino, in cui si riconosce l’autoritratto dell’artista e le grandi tele Le ragazze nel campo e Sportsmen, dipinti tra il 1928 e il 1931, dove geometriche zone di colore danno forma a uomini e donne manichino dalle teste ovali e senza volto che ricordano certe composizioni di De Chirico. Le tele sono messe a confronto con lavori coevi di pittori più proni alla celebrazione della retorica di regime.

Un ultimo periodo, ribattezzato in mostra "Suprarinascimento", riguarda alcuni gustosi ritratti, tra cui due della moglie di Malevic, fitti di citazioni dell’estetica suprematista (nell’angolo basso delle tele occhieggia alternativamente un minuscolo quadrato nero o rosso, quasi una firma-sigillo d’autore). Tra questi il celebre Autoritratto in veste di Cristoforo Colombo, con citazioni da Sebastiano del Piombo e dal Ghirlandaio, in cui il pittore riafferma orgogliosamente la scoperta di un nuovo mondo nell’universo dell’arte. L’itinerario espositivo è corredato da videoproiezioni utili a ricostruire la storia dell’arte sovietica, ma anche, per cenni, le tappe della grande storia. Il catalogo della mostra, pubblicato da Giunti, è un volume importante che propone saggi critici di spessore e restituisce l’itinerario espositivo con fedeltà e un plus di apporti iconografici di grande interesse, tra cui fotografie significative del panorama politico, culturale, artistico dell’epoca.

Stefania Burnelli

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