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Testamento biologico, a Dalmine via libera al registro in Comune

A Dalmine via libera al registro per raccogliere i testamenti biologici dei cittadini. Il Consiglio Comunale della città ha approvato nella seduta del 29 settembre una mozione, predisposta e presentata dai gruppi “Nostra Dalmine”, lista civica composta da soli giovani, e “Patto Civico”, che impegna la Giunta ad istituire un registro per la raccolta dei testamenti biologici dei cittadini presso la sede comunale.

A Dalmine via libera al registro per raccogliere i testamenti biologici dei cittadini. Il Consiglio Comunale della città ha approvato nella seduta del 29 settembre una mozione, predisposta e presentata dai gruppi “Nostra Dalmine”, lista civica composta da soli giovani, e “Patto Civico”, che impegna la Giunta ad istituire un registro per la raccolta dei testamenti biologici dei cittadini presso la sede comunale. "Il documento di indirizzo sorge dall’esigenza di riconoscere il diritto all’autodeterminazione sanitaria dei cittadini, in assenza di precise normative nazionali – dichiara Fabio Tiraboschi, consigliere comunale di Nostra Dalmine, presentando la mozione -. L’importanza del tema è dimostrata dall’articolato dibattito che è stato esercitato in questi anni in ambito scientifico, giuridico, medico, religioso e politico. Tuttavia, nonostante un interesse e una spinta bipartisan per la questione, sia a destra che a sinistra, tutti i testi presentati in sede parlamentare sono fermi in commissione, fermati dall’ostruzione di alcuni esponenti politici".

Il registro dei testamenti biologici è un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. La persona che lo redige nomina un fiduciario per le cure sanitarie che, nel caso la persona diventi incapace, è chiamato ad intervenire sulle decisioni e a dare fedele esecuzione alla volontà della stessa per ciò che concerne le decisioni riguardanti i trattamenti sanitari da svolgere. Si tratta di un provvedimento introdotto per legge nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti.

In Italia, tuttavia, nonostante l’attenzione mediatica a partire dal caso di Eluana Englaro e l’attivismo di alcune organizzazioni come l’Associazione Luca Coscioni, non è mai stata approvata alcuna normativa in materia. "In questo vuoto normativo – continua Tiraboschi – diversi enti locali (Milano, Torino, Firenze…) hanno deciso di raccogliere i testamenti biologici dei cittadini, depositati direttamente presso la sede comunale o presso notai. Il testamento biologico può essere portato in giudizio per rafforzare la linea di seguire le volontà della persona e può essere mostrato al medico curante per dimostrare a quali trattamenti sanitari il paziente avrebbe voluto essere sottoposto. Dobbiamo dire grazie all’Associazione Ricircolo 54 per aver organizzato di recente una serie di iniziative sul tema e aver stimolato l’attenzione degli amministratori locali della bergamasca. Con questa mozione, facciamo tutti un grande passo avanti per i diritti dei cittadini".

Commenti

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  1. Scritto da giuseppe

    Io sono d’accordo che ognuno di noi possa decidere sulla propria salute. Sono contrario all’eutanasia di legge. Lavorando nel campo sanitario posso capire che certe forme di accanimento terapeutico siano disumane.

  2. Scritto da paolot

    Ora gli amministratori di Dalmine rischiano di fare la stessa fine di quelli di Roma.
    Penso infatti che non sia sfuggito a nessuno che le affermazioni del Papa su Marino (“non l’ho invitato io, chiaro?”), dette nonostante il Papa sapesse BENISSIMO che Marino era stato invitato dal Sindaco e dal Vescovo di Philadelphia, era in realtà un attacco legato ai matrimoni gay celebrati da Marino…