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Mura patrimonio Unesco, dossier completato Ora parola alla commissione

Il sogno continua. Anche il dossier per la candidatura delle Mura di Bergamo a patrimonio UNESCO è stato redatto. Un altro passaggio decisivo verso un riconoscimento che riempirebbe d'orgoglio l'intera città.

Il sogno continua. Anche il dossier per la candidatura delle Mura di Bergamo a patrimonio UNESCO è stato redatto. Un altro passaggio decisivo verso un riconoscimento che riempirebbe d’orgoglio l’intera città. La conferma arriva direttamente dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che non nasconde la propria soddisfazione: “Il percorso è stato lungo e tortuoso, ma, ormai, siamo in dirittura d’arrivo. Il dossier è praticamente pronto. Per noi è motivo di grande orgoglio”.  

Sono oltre 500 pagine con cui si cercherà di convincere il Consiglio Direttivo dell’UNESCO, che si riunirà a Parigi l’1 Febbraio 2016, del fatto che le mura di Bergamo possiedono un “eccezionale valore universale” tale da superare i confini nazionali e da essere di comune importanza per tutte le generazioni, presenti e future. In realtà, la candidatura non riguarda soltanto la nostra città e le sue mura, ma il complesso de "Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo". La Città di Bergamo è, comunque, il soggetto promotore e capofila del progetto, al quale partecipano altri Paesi e città per un totale di 3 Nazioni e 11 siti.

Tra le città italiane: Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda e Venezia. A cui vanno aggiunte 4 città croate: Sebenico, Hvar, Zadar e Curzola, e 3 montenegrine: Cattaro, Castel Nuovo e Dulcigno. Proprio il coinvolgimento di vari siti e Nazioni è il punto di forza di un progetto che è anche un segnale di apertura culturale: “Il nostro è un progetto transnazionale­ spiega Gori­ perché siamo riusciti a riunire e coinvolgere Paesi e città diverse. È, anche, e soprattutto un segnale di apertura, dialogo e pace a partire da un’eredità comune, cioè quella della Serenissima.”

Il sindaco di Bergamo è intervenuto nel corso di una conferenza stampa che ha visto come protagonisti anche i rappresentanti dei vari Paesi, città e istituzioni interessate, tra i quali Miljenko Domijan, della delegazione croata, che ha ribadito il valore tecnico e culturale del progetto: “Siamo orgogliosi di partecipare a questa iniziativa con i nostri siti. L’importanza del progetto non è solo artistica ma anche culturale: è ed è stato un modo per instaurare rapporti di collaborazione e sottolineare che il mare che ci separa non deve essere mezzo di divisione ma di collegamento”.

Maria Grazia Bellisario, in rappresentanza del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo, sottolinea invece il lungo lavoro che si cela dietro al progetto: “La preparazione del dossier ha richiesto un notevole sforzo e impegno da parte di tutti. Un lavoro di qualità che ci ha permesso di evidenziare l’unicità e la particolarità di questa candidatura transnazionale.” Anche il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, e quello di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli, si mostrano soddisfatti e fiduciosi rispetto al buon esito del progetto. Ma il primo cittadino di Palmanova avverte: “Abbiamo raggiunto un obiettivo fondamentale e per questo c’è grande soddisfazione ma il cammino è ancora lungo. Di certo continueremo a metterci un’energia e una passione che non ha rivali.” Già perché la strada verso la gloria è più vicina ma è ancora ricca di ostacoli e appuntamenti decisivi. Ora la palla passa al Consiglio direttivo dell’UNESCO.

“Tra qualche giorno – dichiara Marco Valle, rappresentante del SITI­ – l’UNESCO verificherà la completezza o meno del progetto e in caso negativo ci indicherà quali sono i punti da correggere e approfondire. Quindi, avremo tempo ancora qualche mese per perfezionare il nostro dossier per poi presentarlo, nella versione definitiva, nel Febbraio del 2016.” Nel frattempo bisogna vincere la concorrenza di Ivrea che, a sua volta, ha presentato un progetto di candidatura. “Siamo fiduciosi – ­prosegue Valle­ – il nostro progetto è davvero unico, ma sarà il Ministero a decidere quale dei due avrà la possibilità di presentarsi di fronte al Consiglio Direttivo. A quel punto l’UNESCO si prenderà 18 mesi di tempo per poi giungere a una decisione definitiva. Ma intanto abbiamo raggiunto un primo indispensabile obiettivo: un dossier condiviso.”

Un passo fondamentale per entrare nell’élite mondiale.

Luca Stroppa

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