BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Integrazione Sea-Sacbo Radici esorta la Provincia a non vendere le azioni

Non vendete le azioni. Il presidente Sacbo Miro Radici lo ha ribadito più volte durante la riunione convocata in via Tasso per un confronto sulla futura possibile integrazione tra le due società aeroportuali che controllano gli scali di Bergamo, Linate e Malpensa.

Non vendete le azioni. Il presidente Sacbo Miro Radici lo ha ribadito più volte durante la riunione convocata in via Tasso per un confronto sulla futura possibile integrazione tra le due società aeroportuali che controllano gli scali di Bergamo, Linate e Malpensa. Al tavolo c’erano, oltre al presidente Radici, anche il direttore generale Emilio Bellingardi, quasi tutti i parlamentari bergamaschi, molti consiglieri regionali e provinciali. Il numero uno di Sacbo ha mostrato una quindicina di diapositive tratte dallo studio realizzato dal rettore Stefano Paleari. Durante il botta e risposta è arrivato l’invito di Radici a non vendere le quote per non sminuire la forza di Bergamo nella trattativa in vista della creazione della newco: l’appello è rivolto soprattutto alla Provincia, che negli ultimi tempi ha valutato una possibile cessione alla Regione per far quadrare i conti di via Tasso. “L’integrazione tra Sea e Sacbo è un’operazione storica e strategica – spiega il presidente della Provincia Matteo Rossi -. La priorità, anche nel modo di costituire la newco, è mantenere l’autonomia gestionale dell’aeroporto. Questo è il mandato che la Provincia, come azionista, si è data. E il presidente di Sacbo l’ha condiviso. La politica deve stare dentro fino in fondo a questo dibattito. La vendita delle azioni? E’ logico che non possiamo pensarci ora, con un futuro tutto da costruire”.

Il Comune di Bergamo, a differenza di via Tasso, ha sempre dichiarato di non volerle mettere sul mercato: “Finora non abbiamo fatto valutazioni di questo tipo – conferma il vicesindaco Sergio Gandi, che ha partecipato all’incontro -. Per il resto mi sembra che i presupposti dell’operazione emersi durante il confronto siano difficilmente contestabili. E’ importante vedere come verrà pensato il percorso. Il peso del patto di sindacato e di Bergamo in generale, nel nuovo soggetto, è un tema decisivo”.

Il Movimento 5 Stelle, nel frattempo, ha depositato un’interpellanza al sindaco Giorgio Gori per chiedere trasparenza su tutta l’operazione. “Si interpella il sindaco e la Giunta in quanto azionisti Sacbo, affinché confermino l’impegno alla massima trasparenza e coinvolgimento dei cittadini sul futuro dell’aeroporto – si legge nel documento -. Chiediamo la pubblicazione dei documenti e degli studi in possesso degli azionisti pubblici sulle prospettive di fusione. Chiediamo il coinvolgimento dei cittadini con assemblee pubbliche organizzate nei territori interessati, tavole rotonde o dibattiti per spiegare le prospettive e i pro e i contro di questa ipotesi, affinché i cittadini siano informati e coinvolti nella decisione dai rappresentanti pubblici”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da gigi

    Peccato Matteo, stavi per fare una cosa di sinistra (vendere le azioni, rinunciare al conflitto di interessi e occuparti della tutela dei cittadini) ma hai scoperto “che non ci puoi pensare ora”.
    Occhio a non fare la fine della BAS e a ritrovarti a dover vendere …le briciole.

  2. Scritto da Roberto

    Assolutamente no! La politica deve starne fuori e Maroni non deve ricattare la fusione con frasi del tipo “Se non mi fate entrare, i soldi non ve li do”. Lui è il governatore e deve finanziare le opere della regione. Tra l’altro i soldi sono noldi nostri.