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Clinica Quarenghi, i 90 anni di quel giardino fonte di cura e benessere

La Clinica Quarenghi di San Pellegrino festeggia i 90 anni di attività. Fu fondata, infatti, da Francesco Merino Quarenghi che dopo un’esperienza a Zurigo torno nella città termale della Valle Seriana e trasformò la villa di famiglia in una clinica che unisse il valore terapeutico dei regimi vegetariani con i bagno termali. La nipote Michèle racconta le caratteristiche della Clinica, tra natura e benessere.

Taglia il traguardo dei 90 decenni, ma è giovanissima ed in salute. È la Clinica Quarenghi di San Pellegrino fondata da Francesco Merino Quarenghi che dopo un’esperienza a Zurigo tornò nella città termale della Valle Brembana e trasformò la villa di famiglia in una clinica che unisse il valore terapeutico dei regimi vegetariani con i bagno termali.

Oggi la struttura si avvale di 170 operatori, di cui 26 medici, 4 psicologi e 22 fisioterapisti. Ha ospitato nel 2014 ben 1.500 pazienti, pari a 33 mila giornate di degenza ed ha erogato 200 mila prestazioni ambulatoriali.

Nel consiglio di amministrazione, presieduto da Bruno, siedono Maria Clara, Michele, Alberto e Laura Quarenghi: tutti discendenti del fondatore Francesco Merino.

Proprio Michèle Quarenghi, consigliere delegato dell’Istituto Clinico Quarenghi ha raccontato recentemente, in occasione del Meeting of the Landscape and Garden, dove Confindustria Bergamoha presentato alla platea di paesaggisti e appassionati di cultura del paesaggio The Green Company Award, la storia della clinica di famiglia svelando il segreto di quell’equilibrio tra natura e benessere. 

“Ci occupiamo di riabilitazione neuromotoria, cardiovascolare, respiratoria, oncologica e dell’obesità – spiega Michèle -. Nel 1925 Francesco Merino Quarenghi, mio nonno, che era medico condotto, inaugurava nell’antica casa di famiglia, una clinica dietetica, in un clima già orientato a livello internazionale, verso le cure termali e il naturismo. Focalizzò l’attenzione sulla medicina preventiva, sui corretti stili di vita, ispirandosi al recupero dei ritmi naturali dell’esistente, al valore terapeutico dei regimi vegetariani e dei bagni di aria e di sole, all’esercizio fisico che veniva praticato all’aperto, nel giardino che avvolge la parte più antica della casa e prosegue sul retro risalendo per un buon tratto della collina. L’attività fisica, proprio perché praticata nella natura, accentuava il senso di gioia e di pace”. 

“La ricerca del minor impatto ambientale possibile, del minor sacrificio di verde, ha sempre condizionato le scelte architettoniche successive, quando – divenuti nel frattempo una struttura ospedaliera, pertanto spinti dall’esigenza di ampliare la struttura con nuove palestre, camere di degenza e servizi – abbiamo realizzato due nuovi fabbricati (negli anni 70 e nel 2004), inserendo le palestre e la vasca terapeutica al 4° piano della struttura perché i pazienti potessero ammirare il paesaggio che traspare dalle grandi vetrate. Con lo stesso criterio sono state progettate le camere di degenza e le sale da pranzo che, da ogni affaccio, consentono di contemplare il verde”.

E proprio focalizzata sull’attenzione al verde l’Istituto Clinico Quarenghi, Michéle Quarenghi spiega: “Ma il giardino per noi divenuto funzionale al trattamento riabilitativo del paziente è quello lambito dal fiume Brembo, collegato con la struttura negli anni 70 mediante un sottopasso – aggiunge Michéle -. Si tratta di una palestra naturale, dove la mente e il corpo ritrovano la loro armonia, grazie alla quiete, al contatto con le varietà delle essenze, i profumi, i colori, la luce del sole e il fruscio dell’acqua che scorre; tutto questo favorisce i processi di guarigione ed è fonte di nuove energie, si ritrova la fiducia in se stessi. Il dolore fisico è meno pesante perché l’attenzione si sposta sui petali di una rosa o sui germani del fiume. Poco alla volta si guarda dentro di sé e il benessere può affiorare. Qui i nostri pazienti sono anche stimolati a misurare le abilità motorie residue e si esercitano a superare quegli ostacoli, sui lievi pendii del giardino, che incontreranno poi al rientro a casa, nelle loro città”.

Commenti

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  1. Scritto da Carlo Saffioti

    Per esperienza personale, posso confermare quanto detto dalla Dottoressa Michele Quarenghi, avendo trovato nella clinica e nei suoi operatori straordinarie capacità di presa in cura,di professionalità e di accoglienza e nel giardino il luogo che aiuta a riconciliarsi e riappropriarsi col proprio corpo. Può sembrare strano, ma in periodo molto difficile della mia vita, li ho trascorso giorni lieti.