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Amici di Ubi Banca Ginevra: piccoli azionisti ruolo decisivo nella Spa

Il conto alla rovescia è ormai iniziato: sabato 10 ottobre a Brescia si svolgerà l'assemblea dei soci di Ubi Banca chiamati ad esprimersi sul passaggio da società cooperativa a Spa. L'associazione Amici di Ubi Banca ha promosso un incontro nella giornata di lunedì 28 settembre con il professore Enrico Ginevra, docente di diritto commerciale all'Università di Bergamo.

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C’è una data che segnerà il prima e il dopo di una banca storica per Bergamo, il prossimo 10 ottobre quando i soci di Ubi Banca saranno chiamati ad esprimersi sul passaggio da società cooperativa a Spa. Per comprendere le possibilità di questo passaggio societario, l’associazione Amici di Ubi Banca ha promosso nella giornata di lunedì 28 settembre l’incontro con il professore Enrico Ginevra, docente di diritto commerciale all’Università degli Studi di Bergamo.

“Nella certezza di rappresentare anche il pensiero dei nostri Associati abbiamo ripetutamente espresso pubblicamente il pensiero della nostra Associazione, che peraltro nulla può contro una volontà legislativa che è stata emanata, dobbiamo ammetterlo, anche a causa della mancata autoriforma da parte del sistema, con l’unica eccezione proprio del Gruppo Ubi Banca – afferma il presidente dell’associazione Graziano Caldiani –. Commento sull’”originalità” del provvedimento, che chiama a votare ma che di fatto obbliga, con sanzioni pesanti. Quello che può fare l’Associazione Amici di Ubi Banca è accompagnare i propri Associati mettendo a loro disposizione in questa fase di trasformazione in società per azioni, tramite esperti della materia, le necessarie informazioni tecnico giuridiche riguardanti alcuni temi fondamentali, a salvaguardia del mantenimento dello “spirito popolare” , caratterizzato in particolare dalla vicinanza al territorio, che da sempre ha animato e unito i nostri Associati”.

Lo spirito dei soci è messo a dura prova. Si teme che l’assemblea non riesca a raccogliere la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti.

“Sarebbe una scelta che mi permetto di definire estremamente pericolosa – aggiunge Caldiani – se l’assemblea dovesse respingere la proposta di trasformazione della banca in Spa, le conseguenze che oggi possiamo soltanto immaginare sarebbero di portata pesantemente negativa per tutta una serie di ragioni, che mi limito ad accennare. Prima fra tutte: l’attività della banca si paralizzerebbe per diversi anni, in attesa dell’esito della pronuncia da parte della Corte costituzionale, rendendo di fatto impraticabile qualsiasi ipotesi di sviluppo della banca stessa (basti pensare a operazioni straordinarie di fusioni e aggregazioni, ma siamo certi che anche l’attività ordinaria ne risentirebbe, con inevitabile influenza sui risultati) determinando una fase di rilevantissimo e controproducente impasse strategico, a tutto beneficio della concorrenza. Poi gli organi di vigilanza , nell’ambito delle previsioni normative, non esiterebbero ad assumere provvedimenti, poiché è assolutamente inimmaginabile che per il quarto gruppo bancario italiano possa determinarsi una situazione di stallo per un periodo di tempo così prolungato. Infine, non oso nemmeno pensare a quali possano essere il riflessi sull’andamento del titolo in questo interregno”.

Caldiani non manca di commentare positivamente la rapidità con la quale si sta muovendo Ubi Banca verso Spa.

“Esistono a mio modo di vedere almeno 5 ragioni che giustificano l’asserita accelerazione di questo processo – precisa il presidente di Amici di Ubi Banca –. Prima: avere regole certe in previsione dell’assemblea dell’aprile 2016, che provvederà alla nomina del nuovo Consiglio di Sorveglianza e da questo del Consiglio di Gestione, mantenendo peraltro, sino ad allora , la continuità della gestione aziendale ed evitando di nominare un Consiglio che resterebbe in carica solo per poco tempo. Seconda ragione: possibilità di ragionare in anticipo rispetto agli altri in termini di sviluppo strategico, comprese acquisizioni/aggregazioni/riassetti organizzativi. Terza: opportunità di avere regole certe prima di affrontare qualsiasi risoluzione di tipo strategico. Quarta: possibilità per il nostro titolo di beneficiare della auspicata ripresa economica prima degli altri competitors. Quinta: i ricorsi sarebbero stati presentati anche qualora in ipotesi l’assemblea dei soci si fosse tenuta a dicembre anziché ad ottobre. Questa ovviamente è l’opinione nostra, del Consiglio Direttivo della nostra Associazione”.

La parola è passata ad Enrico Ginevra, professore Ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università degli Studi di Bergamo, dopo le cattedre di Trento ed Urbino.

“I soci di Ubi Banca nella nuova Spa avranno possibilità di azione nelle diverse realtà societarie – anche perché è prevista l’associazione tra azionisti come spinta per coagulare interessi definiti per raggiungere gli obiettivi della banca e di tutela di posizione del socio nell’Istituto. È una modalità per coagulare scelte di azionisti che vogliono partecipare. L’associazione può, poi, essere rafforzata da un eventuale patto di consultazione”. Ginevra ha aggiunto in merito al ruolo e all’attività di associazioni come Amici di Ubi Banca, che: “è possibile nella diversa forma di Spa , continuare in quest’opera che l’associazione si è fin qui proposta. Potrei dire che l’associazione più importante dopo che prima. Potrebbe porsi come come soggetto tecnicamente in grado di sostenere l’ispirazione di fondo della banca”.

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