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La Lamborghini di Bonaldi sul tetto d’Europa, Brusa: “Adesso sotto col Mondiale”

Il Team Manager di Bonaldi Motorsport celebra nella redazione di Bergamonews l'ultimo grande trionfo della società bergamasca: "Confermarci dopo il titolo del 2014 è una soddisfazione doppia. Kujala? E' stato un vero fenomeno. E ora proviamo a mettere la ciliegina sulla torta in Florida".

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Campioni nel Lamborghini Blancpain Super Trofeo 2015 con due gare d’anticipo. Nessuno ha mai fatto meglio. Il Team Bonaldi ha tutti i motivi per sorridere di una stagione, quella che si sta per chiudere, che l’ha visto assoluto trionfatore. Sono infatti bastate – è proprio il caso di dirlo – dieci gare al 19enne finlandese Patrick Kujala per scrivere il suo nome e quello del club bergamasco sull’albo d’oro di un campionato, il Lamborghini Blancpaim Super Trofeo, nato nel 2009 anche grazie al supporto del Gruppo Bonaldi e diventato oggi uno dei principali della categoria monomarca: “Noi abbiamo sempre creduto in questa manifestazione – spiega Michele Brusa (nella foto sotto, ndr), Team Manager di Bonaldi Motorsport ospite della redazione di Bergamonews – tant’è che nel 2008, mentre si gettavano le basi per la nascita del Super Trofeo, noi del Gruppo Bonaldi avevamo già acquistato una Lamborghini da corsa, la nostra prima Gallardo. Inoltre, la nostra società ha una lunghissima tradizione nel mondo delle corse dal momento che il team è attivo da più di vent’anni con tecnici, meccanici e ingegneri che lavorano ogni giorno allo sviluppo delle nostre auto”.

Insomma, ci sta dicendo che questa è una vittoria che attendevate da tempo.

“Esattamente, perché poi, alla fine, vincere è sempre una delle cose più belle importanti. Noi il Lamborghini Blancpain Super Trofeo l’abbiamo visto nascere e, soprattutto, l’abbiamo visto diventare grande: il primo anno in pista c’erano al massimo 10 vetture, quest’anno in una corsa hanno gareggiato più di 35 piloti. Pochi altri campionati monomarca possono vantare numeri simili, per noi significa tantissimo”.

Non è un caso, quindi, se il mondo dei GT sta prendendo sempre più piede.

“E’ vero. E non è un caso nemmeno il fatto che i grandi piloti delle formule anche più piccole passino sempre da noi durante il loro percorso di crescita. Milos Pavlovic ed Edoardo Piscopo oggi corrono con la casa madre dopo il titolo vinto con Bonaldi lo scorso anno”.

Già, perché questo del 2015 per voi è un bis: soddisfazione doppia?

“Sì, soddisfazione doppia. Partire da favoriti e con un titolo cucito addosso aumenta pressioni e responsabilità. I ragazzi del team, dal primo all’ultimo tecnico senza dimenticare ingegneri e meccanici, sono stati assolutamente perfetti”.

Non si dimentichi del giovane Kujala: nessuno è stato più perfetto di lui che ha vinto 8 delle 10 gare finora disputate.

“E quelle due non vinte, ricordiamolo, sono state figlie della sfortuna: in una è stato fermato da una foratura, nell’altra è arrivato primo ma è poi stato retrocesso di sei posizioni per una penalità”.

E’ stata una grande sorpresa anche per voi, Kujala, oppure eravate a conoscenza delle qualità di questo ragazzo?

“Devo essere onesto: quando è arrivato da noi prima dell’inizio di questa stagione nessuno lo conosceva. Del resto, veniva da due campionati non proprio brillantissimi in GP3. Quando è salito sulla nostra Gallardo 2014, però, ha lasciato tutti a bocca aperta: in tre giri ha tirato la macchina come nessuno aveva mai fatto prima. E ci siamo detti: ‘è un fenomeno, ma non sarà un po’ troppo spericolato?’. Sapete com’è, a 18 anni salire su una macchina che non hai mai guidato e toccare certe velocità non è da tutti…”.

Sembra che la scommessa Kujala, invece, sia stata vinta.

“Beh, lo dicono i numeri. E’ stato davvero sorprendente”.

La stagione 2015 non è ancora finita: il 20 novembre a Sebring, in Florida, vi giocherete le ultime due gare e il titolo mondiale. C’è ottimismo?

“Assolutamente sì, dopo una stagione così vorrei ben vedere. Ma ricordiamoci che in pista ci saranno 40 vetture e che quelle sono due gare secche, non un campionato: basta un piccolo imprevisto per compromettere ogni sogno”.

Con questo trionfo il team bergamasco si conferma al top nel mondo delle corse. Cosa spinge un’azienda come quella del Gruppo Bonaldi a tuffarsi in queste sfide rischiose e, possiamo dirlo, anche costose?

“Quando un’azienda è sana e ha voglia di crescere una sfida la vede come una cosa entusiasmante. E il Gruppo Bonaldi, con le corse, dimostra di volersi dedicare all’automobile in ogni suo aspetto, dalla vendita al noleggio, dall’assistenza dei suoi clienti alla pista. Queste, inoltre, sono grandi vetrine per noi, per il nostro mercato, per la nostra espansione: avere un team vincente è sinonimo di grande qualità. In pochi possono vantare un fiore all’occhiello come quello che Bonaldi ha col suo team”.

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