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Castelli Calepio ricorda il professor Gazzola Il suo nome alla sede PD

A un anno dalla scomparsa Castelli Calepio ricorda Franco Gazzola, preside storico del liceo Sarpi e sindaco dal 1980 al 1990: il locale circolo del Partito Democratico ha intitolato a lui la propria sede.

Ad un anno dalla scomparsa del professor Franco Gazzola, preside storico del liceo cittadino Sarpi e Sindaco dal 1980 al 1990, a Castelli Calepio  sabato 26 settembre si è radunato un nutrito gruppo di amici e "colleghi" per ricordare la figura di questo straordinario uomo di cultura.

L’iniziativa fortemente voluta dal circolo locale del Pd, come ci ricorda la sua coordinatrice Alessandra Marella, è passata all’unanimità dei voti. La sede, che da anni l’aveva visto come punto di riferimento per i giovani e meno giovani, ha preso il suo nome.  

Oltre al piacere di questa scelta, Marella ha ricordato come abbia influito anche l’immobilità dell’amministrazione che di fronte a due mozioni in consiglio da parte della lista civica Castelli Calepio Cambia, aveva rigettato al mittente la richiesta. I tempi per una intitolazione pubblica non sembrano ancora maturi, stante le dichiarazioni della maggioranza.

Presenti al taglio del nastro molti concittadini del compianto professore e gli onorevoli Misiani e Sanga. Insieme all’amata figlia Mariagrazia, e agli alpini della sezione locale, si sono susseguiti racconti di ciò che Gazzola è stato e ha rappresentato per buona parte degli astanti. Uomo integerrimo, dedito alla famiglia, alla scuola e alla polis, ha portato avanti con fermezza e rettitudine un progetto che faceva della politica uno strumento buono ed adamantino a servizio dei deboli. Fervente cattolico, appassionato di montagna, ha condotto la sua vita nel solco della semplicità e della determinatezza. I ricordi che si sono susseguiti nel corso del pomeriggio sono stati unanimi: l’uomo della polis, ecco chi era il professor Gazzola.

Amici, compagni o avversari, tutti all’unanimità ricordano e ricorderanno l’amore che Gazzola aveva per la sua terra e la sua gente. Una vocazione politica, nel senso più pregnante del termine, quella di Franco – chiosa Sanga – che meriterebbe di essere ascritta al pantheon dei maggiori, di coloro che ci hanno lasciato un testimone da portare avanti e dal quale quale ognuno di noi dovrebbe ripartire. 

Il "lavoro" del professore per la sua terra e la sua gente non è certo terminato con la morte. L’aura di Gazzola brillerà ancora e il suo ricordo sarà monito ed insegnamento per le nuove generazioni, perchè questo è il destino di chi ha dedicato la vita al prossimo.

Chiara Copler

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