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Caso Pezzoni, i Salesiani “Niente può attenuare le sue responsabilità”

I salesiani di Treviglio, dopo aver confermato le dimissioni del preside e sindaco Giuseppe Pezzoni, che ha ammesso di non essersi mai laureato nonostante i documenti ufficiali depositati a scuola, tornano sul caso e invitano tutti a non alleviare le responsabilità del primo cittadino.

I salesiani di Treviglio, dopo aver confermato le dimissioni del preside e sindaco Giuseppe Pezzoni, che ha ammesso di non essersi mai laureato nonostante i documenti ufficiali depositati a scuola, tornano sul caso e invitano tutti a non alleviare le responsabilità del primo cittadino. La lettera, molto dura, è stata condivisa dallo stesso Pezzoni sul suo profilo Facebook.

“Sono ormai trascorse 48 ore da quando abbiamo avuto consapevolezza del fatto che Giuseppe Pezzoni non aveva il titolo di studio necessario per ricoprire il duplice ruolo di docente, e coordinatore delle attività didattiche nella scuola secondaria di secondo grado, a suo tempo affidatogli da noi Salesiani. Solo nella tarda mattinata di ieri, avuto formale riscontro dalla Segreteria dell’Università Cattolica del “Sacro Cuore” di Milano, oltre alle prime ammissioni dell’interessato, abbiamo avuto conferma che il certificato di laurea, a suo tempo regolarmente depositato, in copia autenticata come conforme all’originale, presso la segreteria scolastica, e attestante il conseguimento della Laurea in Lettere Classiche, avvenuto in data 8 gennaio 2001 con votazione 110/110, è falso. Lo stesso falso certificato, è servito a conseguire l’abilitazione all’insegnamento, rilasciata dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, grazie alla quale, per ben due volte, l’ultima nello scorso mese di agosto, Giuseppe Pezzoni aveva avuto la nomina in ruolo per l’insegnamento nella scuola statale. Non deve esserci il minimo dubbio, o incertezza, sulla totale estraneità dei Salesiani di Treviglio, e sulla nostra inequivocabile condanna, per un comportamento inaccettabile sotto ogni aspetto, legale, morale e, soprattutto questo ci addolora e ferisce, educativo. La fiducia è la linfa vitale di ogni rapporto educativo, ancora di più in Casa di Don Bosco. Questa fiducia, lungamente accordata e riconosciuta con generosità, è stata tradita. Non può esserci nessun “se” o “ma”, in grado di attenuare le gravi responsabilità di cui Giuseppe Pezzoni, fin d’ora, è chiamato a rispondere.

Anche per queste ragioni, nel tardo pomeriggio di ieri, abbiamo presentato formale denuncia nei suoi confronti, a tutela, e difesa, della Scuola salesiana di Treviglio, primariamente dei diritti dei suoi Allievi, Famiglie, Docenti, Collaboratori ed Exallievi. Fin dalla sera del 23 settembre, siamo in contatto con la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, affinché, compatibilmente ai necessari controlli dell’amministrazione, Allievi, Exallievi e Famiglie abbiano conferma della validità degli atti amministrativi e dei titoli di studio. Ve ne daremo tempestiva comunicazione, una volta avutane formale conferma dagli Uffici. Carissimi, con tutta la determinazione e l’intraprendenza che ci ha insegnato Don Bosco, V’invitiamo a difendere la VOSTRA SCUOLA!

Il prezioso tesoro di questi 123 anni di passione educativa, di cui, proprio Voi, siete la testimonianza più bella, visibile e credibile, sono garanzia per l’oggi, e il domani, del nostro appassionato e generoso impegno educativo per i Giovani! Maria Santissima, Immacolata e Ausiliatrice, la Madonna di Don Bosco, la Madonna dei tempi difficili, interceda per tutti noi. Con viva cordialità.

Commenti

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  1. Scritto da Mabo

    Basta! Ci sono organi competenti ai quali è affidato il compito di indagare per chiarire le responsabilità. E’ ingiusto attribuirle arbitrariamente senza le dovute informazioni.
    I casi irregolari presenti sia nelle scuole paritarie che nelle scuole statali vanno isolati e perseguiti. Utilizzarli per generalizzare e bollare con giudizi categorici è da …

    1. Scritto da MAURIZIO

      Immagino che i legalissimi titoloni di studio e le valanghe di certificati per pittoreschi corsi di formazione posseduti dai dirigenti pubblici e affini non abbiano per lei alcuna relazione con la più che generale inefficienza e con l’autoritarismo della pubblica amministrazione. Fare gli offesi e negare la realtà fa comodo. Qualche posto pubblico, moltissime convenzioni e consulenze e qualche pensione sono ancora assegnati.

  2. Scritto da MAURIZIO

    Molti soggetti che soffrono di seri psicologici oggi scelgono di mettere l’ambizione sfrenata e l’affermazione sociale al posto della necessaria cura. La società degli attestati, dei test e dei concorsi li spinge questa direzione. Facciamo finta di credere che chi è in alto sia il migliore. Ecco il motivo per il quale, ad es., nella pubblica amministrazione tanti individui che ricoprono ruoli chiave siano eticamente o professionalmente del tutto inadeguati e, anzi, dannosi.

  3. Scritto da augusto rippa

    La condanna più saggia ed equilibrata che ho letto in questo FORUM è la seguente : Pezzoni ha abUSATO dell”uso disinvolto dell’inganno e della contraffazione !!! Il commento è dedicato al suo comportamento nei confronti della scuola salesiana. Ma l’inganno esteso ai cittadini di Pagazzano e di Treviglio ? Se questo è il primo cittadino che ci rappresenta cosa dobbiamo pensare di noi stessi ? Siamo sulla stessa barca di menzogne ?

  4. Scritto da Carlo Curto

    Con tutto il rispetto che si deve alla Madonna… ma non si può evocarla in questo modo, con toni fervidi come leggo sopra, per scagionarsi dal fattaccio. Se alla Volkswagen avessero chiesto così vivamente l’intercessione dell’Immacolata per salvarsi dallo scandalo del taroccamento dei software antinquinamento, cosa sarebbe successo?

  5. Scritto da vincenzo

    Ma è così difficile dire ha imbrogliato e ha continuato a imbrogliare per anni senza tentennamenti. Il tema non è giudicare le capacità ma l’uso disinvolto dell’inganno e della contraffazione. E’ su queste elementari regole della convivenza che va espressa la condanna e l’indignazione.

  6. Scritto da Franco

    La luna è popolata da unicorni rosa.Giuro!

  7. Scritto da Renzo

    I Salesiani dovrebbero manifestare carità Cristiana, non tranciare giudizi manageriali

    1. Scritto da phester

      i salesiani, nell’esercizio (discutibile?!?) dell’insegnamento, dovrebbero controllare meglio con chi hanno a che fare… (probabilmente vale per tutti i trevigliesi). poi il fatto che i preti debbano, cristianamente, assolvere l’uomo che ha peccato, tanto meglio… ma questo è un problema di coscienze, da non confondere con i contratti.

  8. Scritto da Doxi

    Inutile fare gli ipocriti, chi ha un minimo di conoscenza sul mondo della scuola sa bene che i docenti delle paritarie spesso (non sempre) sono docenti con pochi titoli, senza abilitazione, senza esperienza, con un punteggio non sufficiente ad ottenere incarichi nelle scuole statali. Solo i genitori di chi manda i figli in queste scuole e quelli che danno retta a gente come Renzi non lo sanno…

    1. Scritto da ma si

      certo, infatti le scuole paritarie le ha inventate renzi. ed ovviamente fino ad un anno fa queste cose non succedevano… sembrava un commento intelligente doxi, ma alla fine non ce l’hai fatta e sei crollato/a. così, invece dell’ipocrisia che condanni, il tuo commento trasuda populismo. peccato, ci hai provato.

    2. Scritto da Franco l.

      Concordo in tutto e per tutto.Tutti sapevano,non ci sono vittime innocenti in questa storia.L’ipocrisia fa sempre schifo.

    3. Scritto da oscar

      Parli per dare aria alla bocca o hai almeno letto l’articolo per bene?
      Il “signor” sindaco aveva avuto anche la nomina in ruolo alla scuola statale.
      Insegno nella paritaria (e me ne sono andato dalla statale perchè stanco di vedere lazzaroni/parassiti delle mammelle statali) e io i titoli li ho in ordine, idem le mie colleghe. Evita di (s)cadere nei soliti luoghi comuni….

      1. Scritto da Kurz

        Mia sorella insegnante è invece scappata dalle scuole private, perché la pagavano poco e male (per non parlare dei contributi) nonostante le rette esose chieste alle famiglie. Poi è riuscita a entrare nella scuola pubblica SOLO in virtù dei suoi titoli. Nessuno vuole fare questo tragitto al contrario : vorrebbe dire farsi del male dal punto di vista economico. E poi finiamola con la storia dei “lazzaroni/parassiti delle mammelle statali”. Allora questo caso non le insegna nulla?

        1. Scritto da Oscar

          Sua sorella ha denunciato tutto formalmente?
          in caso l’abbia fatto, tanto di cappello; in caso non l’abbia fatto è collusa al sistema di queste scuole spazzatura.
          Ci può dire il nome della scuola e dove era?
          Io non mi sono fatto del male dal punto di vista economico, tra l’altro. Grazie

      2. Scritto da giuseppe

        Oscar sei un grande. Io e mia moglie stiamo ritirando nostra figlia (disabile) da una primaria pubblica con sforzo economico non indifferente per una paritaria. Per i motivi che tu bene hai espresso.

      3. Scritto da Carneade

        Non avevo mai sentito di insegnanti che se ne sono andati dalla statale perchè “stanchi di vedere lazzaroni/parassiti”…
        E dire che di insegnanti ne conosco a decine, e tutti, appena acquisito il minimo di punteggi nei “diplomifici” per avere una supplenza nelle statli, scappano “letteralmente”. Non metto in dubbio che quello che dici sia vero, sei però l’unico caso che dice queste cose sulle decine di insegnanti che conosco.

        1. Scritto da Oscar

          Anch’io ne ho conosciuti a decine tra i quali ho avuto dei colleghi splendidi e moltissimi colleghi lazzaroni, incompetenti, che non si aggiornano nemmeno a fucilate, ipersindacalizzati che guai a chieder un minuto extra gratis
          ohibò, nonè loro compito, il contratto non lo contempla. malattie a tutto spiano, Prima di lavorare nella scuola ho lavorato per 8 anni in fabbrica e per due ho fatto il “bocia” in cantiere.
          Ecco perché il mondo della scuola statale mi era un tantino stretto

  9. Scritto da Incredibile

    È incredibile la faciloneria con cui si ricevono i documenti dal diretto interessato.
    Basta chiederli direttamente alla fonte le copie conforme all’originale, e queste frodi non succederebbero.
    Sembra un discorso tra idioti. Possibile che non ci arrivino?
    Proprio come quando l’INPS continua a pagare pensioni di chi è morto da anni. Un discorso da idioti: a che serve informatizzare i dati se poi non si consultano?

  10. Scritto da il polemico

    mah,ci troviamo da una parte con persone che falsificano documenti per ottenere una professione dove a quanto pare si è distinto egregiamente,visto che tutti sono rimasti sconcertati alla notizia,dall’altra parte ci torviamo laureati che sono meno intelligenti di un ripetente di prima media,ma che mostrando il pezzo di carta,hanno diritto a posti che altri si possono solo sognare.la bergamasca è piena di opere fatte da codesti personaggi

    1. Scritto da Andrea

      Il rispetto delle regole conduce alla legalità, condizione essenziale per la piena affermazione della democrazia. E’ così difficile capirlo? Il rispetto della legge e delle regole è il PRIMO requisito di chi occupa una carica elettiva.

    2. Scritto da Willy

      E che dire di chi guida moto, auto, camion, senza avere la patente o avendola falsa? ps. L’intelligenza, anche in prima media, è altra cosa che l’istruzione, anche se universitaria. L’ottimo è averle e accrescerle entrambe.