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Cartiere Pigna, depositata al Tribunale di Bergamo la richiesta di concordato

La Cartiere Paolo Pigna di Alzano Lombardo mercoledì 23 settembre ha presentato domanda di preconcordato in continuità aziendale al Tribunale di Bergamo.

La Cartiere Paolo Pigna di Alzano Lombardo mercoledì 23 settembre ha depositato domanda di preconcordato in continuità aziendale al Tribunale di Bergamo.

Anche se l’azienda sarebbe pronta a presentare un piano entro dicembre, il commissario giudiziale è Carlo Pagliughi.

Secondo indiscrezioni, pare che la decisione presa della società – di cui è amministratore unico Giorgio Jannone – sia stata presa dopo che un gruppo bancario italiano abbia chiuso gli affidamenti all’azienda di Alzano. Pigna sarebbe orientata a ricorrere all’articolo 182 bis, ovvero a un accordo di ristrutturazione del debito stipulato con i creditori.

Commenti

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  1. Scritto da paolo

    Attenzione a criticare solo le banche . Pigna da anni opera nel mercato con politiche che mettono in crisi aziende più piccole e meno tutelate , che operano in modo corretto tenendo sotto controllo i conti .Queste aziende non vanno salvate . Chiediamo piuttosto al governo di fare una politica di tutela del credito e di non dare soldi dei contribuenti a fondo perduto solo per raccattare voti.

  2. Scritto da Giancarlo Mazzarella

    Non voglio entrare in merito alle scelte finanziarie e commerciali dell’azienda, secondo me il ”brutto” di tutto ciò, è che gli Italiani dovrebbero comprare Italiano il MadeinItaly invece ognuno pensa ai fatti propri. In una Italia più compatta,non solo quando gioca la Nazionale, basterebbe un articolo sui giornali, ed il giorno dopo tutti a comprare Pigna!! E ve lo dice un Napoletano in bocca al lupo alla Pigna (dal 1839)

  3. Scritto da Andrea

    Per superare la crisi italiana, i poteri forti hanno deciso anni fa di salvare il sistema bancario a discapito del resto della collettività. Le conseguenze le abbiamo viste, le stiamo vedendo e le vedremo ancora per un bel pò. Rassegnamoci!

  4. Scritto da Andrea

    E’ triste notare come ancora oggi ci sia tanta gente che vive in un mondo che non è reale. Negli anni della crisi sono fallite decine di migliaia di aziende solo in Lombardia, molte di queste abbandonate dalle Banche, mentre nello stesso periodo non mancavano mai i soldi per RCS, SORGENIA, ROMAN ZALESKI solo per citare i più conosciuti. Chiamasi capitalismo di relazione: amministrare il capitale di altri per interessi personali e clientelari a danno della collettività.

  5. Scritto da Fiorenzo Manenti

    Le banche non possono garantire fidi rischiando di non rivedere poi i soldi prestati.
    Comunque con il concordato preventivo con continuita`aziendale rischia di succedere come con la nota fonderia di Ponte San Pietro dove banche e fornitori hanno ricevuto solo il 40% circa del debito.
    Facendo cosi`si rischia di far fallire i fornitori medio piccoli e aumentare le sofferenze bancarie e le banche poi si rifaranno su altri utenti.

    1. Scritto da Franco

      Bella soluzione! lasciamo a casa 600 dipendenti con 600 famiglie in un comune di 13000 abitanti e tuteliamo le Banche che, mi permetto di ricordare, sono la causa della più grande crisi economica di tutti i tempi.

  6. Scritto da Banche

    Sarebbe interessante sapere qual’è questo Gruppo Bancario o questi Gruppi Bancari che hanno tolto l’ossigeno ad una storica azienda del territorio con diverse centinaia di dipendenti. Un’azienda che ha sopportato, come tutte, la crisi economica più violenta della storia invece di essere supportata e sostenuta dagli istituti di credito viene messa dagli stessi in condizioni di chiudere. Magari queste Banche sono anche banche che si professano vicine al territorio. Intervenga il governo!!!