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Yara, l’investigatore: “Ecco perché il furgone a Brembate era di Bossetti”

Il comandante del Ros di Brescia, Michele Lorusso, in aula ha svelato nuovi particolari: "Quando fu trovata morta, Yara stringeva un ciuffo d'erba"

 "Il furgone inquadrato dalle telecamere la sera della scomparsa di Yara era di Bossetti: alcuni particolari lo rendono unico". E’ la rivelazione del comandante del Ros di Brescia, Michele Lorusso, chiamato a testimoniare all’udienza di mercoledì 23 settembre del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, imputato per l’omicidio della tredicenne di Brembate Sopra.

L’investigatore che ha lavorato sul caso fin dal giorno della scomparsa di Yara, il 26 novembre 2010, ha ripercorso in aula l’indagine che ha portato all’arresto, il 16 giugno del 2014, del carpentiere di Mapello.

Quasi quattro anni di lavoro, oltre ventimila prelievi di dna, analisi dei tabulati dei 120mila telefoni cellulari transitati nella zona della palestra la sera in cui Yara uscì per l’ultima volta, 20 mila furgoni ripresi dalle telecamere di Brembate Sopra.

Dati che, analizzati e filtrati, hanno stretto il cerchio attorno a Bossetti. Che si è presentato in aula mercoledì con un maglioncino lilla e un paio di jeans, come sempre abbronzato, e ha seguito l’intera udienza a fianco dei suoi avvocati.

Ha accennato un gesto di stizza quando il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha parlato delle frequentazioni extraconiugali di sua moglie Marita Comi ("aveva due amanti").

Mentre ha osservato con attenzione le immagini trasmesse del furgone ripreso la sera della scomparsa di Yara nei pressi della palestra, che Lorusso ha spiegato perchè hanno ritenuto fosse quello di Bossetti: "L’imputato aveva acquistato quel mezzo nel 2003, in seconda mano – le parole del comandante dei Ros davanti alla Corte presieduta dal giudice Antonella Bertoja – e ne aveva modificato alcuni aspetti, come il cassone, rendendolo così unico. E un furgone cassonato Daily Iveco fu ripreso sei volte dalle 18 alle 19,51 dalle telecamere di sorveglianza nei pressi della palestra di Brembate Sopra la sera del 26 novembre 2010.

Analizzammo tutti i modelli immessi sul mercato dal 1999 al 2006, individuandone 20mila. Eliminati quelli con caratteristiche incompatibili, si era scesi a 4.500, che vennero fotografati e chi li usava venne interrogato. Si scese così a 5, quattro dei proprietari vennero interrogati, e grazie anche ai tabulati telefonici risultò che non potevano essere stati a Brembate Sopra il giorno del rapimento. L’unico i cui movimenti erano compatibili era appunto Bossetti". 

Emergono poi nuovi particolari sulle ricerche a sfondo sessuale effettuate dal computer portatile del carpentiere: "Dalle nostre analisi sull’apparecchio – spiega Lorusso – è emerso che furono effettuate ricerche come "sesso con 13enni" e "sesso con ragazzine". Solo a una di queste è stata possibile attribuire una data: il 28 maggio 2014, proprio il giorno in cui Bossetti era assente dal lavoro per malattia e si trovava solo in casa".  

Il comandante Lorusso fu tra i primi ad arrivare a Chignolo d’Isola dopo la scoperta del cadavere di Yara, quel 26 febbraio 2011: "Ricordo che stringeva in una mano un ciuffo d’erba. Probabilmente il suo ultimo gesto prima di morire in quel campo. Un particolare che ci ha fatto pensare che il cadavere si trovasse lì da molto tempo. Probabilmente dalla sera della scomparsa". 

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