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Italcementi: ammortizzatori possibili solo fino al 31 gennaio 2016

Incontro tra i vertici dell'Italcementi e i sindacati. L'azienda annuncia novità gli strumenti a sostegno del reddito delle persone coinvolte nell'attuale processo di ristrutturazione. In seguito all'entrata in vigore del Jobs Act, non sarà più possibile garantire il prolungamento degli attuali ammortizzatori sociali oltre la scadenza del 31 gennaio 2016.

La nuova normativa che regola gli ammortizzatori sociali, il mantenimento degli impegni assunti dal Gruppo, le informazioni ai sindacati nazionali e agli Rsu, il ruolo di Italgen e Bravo Solution nell’assorbire eventuali esuberi, il futuro della sede di Bergamo: sono stati i principali temi al centro dell’incontro di giovedì 24 settembre tra i sindacati nazionali FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil e i vertici di Italcementi. L’incontro è avvenuto pochi giorni dopo il vertice al ministero dello Sviluppo economico, e a seguito dell’acquisizione, nel luglio scorso, del 45% del pacchetto azionario dell’azienda italiana da parte dei tedeschi della Heidelberg.

L’azienda commenta così l’incontro: "Confermata la fiducia sulla sostanziale permanenza dell’attuale assetto industriale, mentre per quanto riguarda la sede centrale, occorrerà attendere il closing dell’operazione – previsto nella prima metà del 2016 – per avere un quadro del processo di integrazione delle strutture centrali.

Le novità riguardano invece gli strumenti a sostegno del reddito delle persone coinvolte nell’attuale processo di ristrutturazione. In seguito all’entrata in vigore del Jobs Act, non sarà più possibile garantire il prolungamento degli attuali ammortizzatori sociali oltre la scadenza del 31 gennaio 2016. L’individuazione di nuove misure sarà oggetto di un confronto con il Governo entro la fine di quest’anno".

I sindacati giudicato positiva la conferma degli impegni assunti nel piano di riorganizzazione presentato dal Gruppo, anche se a tenere banco sono state soprattutto le novità in vigore proprio da oggi sugli ammortizzatori sociali: “Le nostre richieste – hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Gentile e Meschieri – sono state chiare: il decreto legislativo che riforma la materia ci impone di chiudere entro la metà di novembre tutta la partita ‘sociale’. A questo proposito – hanno sottolineato – sarà molto utile il coinvolgimento non solo del ministero del Lavoro, ma anche del Mise, così come avvenuto anche per altre importanti vertenze nazionali, risoltesi positivamente. Poi abbiamo chiesto garanzie precise sugli impegni assunti da Italcementi, che ha previsto circa 20 milioni di euro per l’anno 2016”.

Da Feneal, Filca, Fillea, inoltre è arrivata la proposta di valutare l’assorbimento dei lavoratori eventualmente in esubero da parte delle società Italgen e Bravo Solution, non interessate all’acquisizione.

Altro punto delicato il futuro dei 700 dipendenti impiegati nella sede di Bergamo e nel Ctg (Centro tecnico di gruppo): “L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare il gestore dell’area Sud Europa–Bacino del Mediterraneo della Heidelberg – hanno ribadito – evitando di disperdere le enormi potenzialità e la professionalità acquisite negli ultimi anni, ed anzi provvedendo a valorizzarle. Infine – hanno concluso Pascucci, Gentile e Meschieri – resta il problema della carenza di informazioni alle segreterie sindacali nazionali ed alle Rsu, che spesso provoca equivoci e tradisce lo spirito partecipativo che ha sempre contraddistinto Italcementi”.

Le parti torneranno ad incontrarsi nella mattinata di mercoledì 14 ottobre.

Commenti

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  1. Scritto da vincenzo

    alla fine pagano sempre i lavoratori.

  2. Scritto da Lino

    Ma come, Renzi non aveva acceso da poco in pompa magna la cementeria bresciana? Adesso parlano di ammortizzatori sociali? Pazzesco, ci piglia tutti per il naso spendendo e spandendo soldi nostri a destra e a manca